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Giugno 2016

Ricordo perfettamente la prima volta che ci siamo incontrati.

Correva l’anno 2001, io ero solo un bambino, allegro e curioso come la maggior parte dei suoi coetanei. Tu, invece, avevi quel fascino proprio dei “grandi”, di quelle persone che a me, piccolo piccolo, sembravano dei vecchi giganti. Percepivo distintamente una forma di attrazione quasi morbosa nei tuoi confronti, sensazione che aumentava sempre di più con il passare del tempo. Nel mio intimo, sapevo già che non avrei più potuto fare a meno di te.

Eri bellissima nel tuo elegante abito rossoblù. D’altronde, cosa c’è di più bello dei colori del fuoco e dell’acqua, uniti a formare quel meraviglioso insieme cromatico?

Capii subito che mi sarei innamorato di te. Non facevo neanche caso alla compagine di ricconi milanesi avvolti nei loro costosi completi rossoneri. Semplicemente, non reggevano il confronto. Ma guardali, mentre si pavoneggiano sprezzanti della tua classe, intenti ad ostentare i propri portafogli sempre un po’ più grandi, sempre un po’ più pesanti, sempre un po’ più capienti di quelli di chiunque altro!

Sì, decisamente non c’era paragone.

Non dimenticherò mai la sensazione di farfalle nello stomaco, nitida dentro di me fin dai primissimi istanti che ti vidi. Bastarono 24 minuti. Fresi-Cruz, pim pum, 2-0 e ricconi travolti e tramortiti dal tuo fascino “proletario”.

Fu questa la nostra prima volta. Da quel giorno non ci siamo più lasciati, perché certi amori non potranno finire mai, Bologna mio.

Moria di pesci nei fiumi emiliani per la mancanza di ossigeno  provocata dall’abbassamento del livello idrico, a sua volta causato dalla prolungata siccità e dall’innalzamento della temperatura dell’acqua. Grazie a molte segnalazioni  si sono potuti salvare molti pesci ributtandoli nelle acque più profonde.

In questi giorni le colture di cereali vengono mietute e, a causa del caldo rovente e della secchezza dei terreni , è un attimo che scoppi un incendio . A volte un pezzetto di vetro può fare da lente altre un mozzicone di sigaretta buttata da un finestrino possono fare scoppiare incendi di elevata entità ,come quello nella foto sviluppatosi in via Idice ,nelle nostre campagne bolognesi ,che per poco non coinvolgeva le abitazioni vicine ai campi.

  1. L’unico consiglio buono per una donna quando si parla di corpo post partum è il seguente: per almeno sei mesi evitate di guardare in basso.
  2. Non siate possessive. Lasciate comunicare/giocare vostro figlio/a con le persone che viaggiano con voi sull’autobus/metro/tram. Saranno le stesse che vi daranno una mano per scendere con il passeggino/carrozzina.
  3. Ovunque possiate, portate con voi la vostra piccola/o. La vita si vive insieme.
  4. Fidatevi: non lasciate mai solo/a il vostro bambino/a. La loro capacità di smontare/spezzare un oggetto e di provare a buttarsi da ogni posizione, sarà sopra ogni vostra aspettativa.
  5. I cartoni animati sono utili: 1. Educano; 2. Vi lasciano quei 5 minuti per riprendere il fiato.

Buona settimana, Marija

“Non siamo riusciti ad interpretare il cambiamento”, “non ho rottamato abbastanza”, “I 5 Stelle sono il vero cambiamento” “Roma adesso può cambiare” “Noi siamo la vera novità politica in Italia”.

Lascio il commento dei risultati, l’analisi del voto, l’individuazione delle ragioni delle sconfitte o delle vittorie a persone più competenti e navigate di me.

C’è una cosa che però a mio avviso non torna, che continua a mancare anche in questa tornata elettorale: la nostra assoluta incapacità di prenderci una quota di responsabilità dei problemi del nostro Paese e delle nostre città. Come se tutti fossimo nati ieri o vittime di un incantesimo che ci ha imposto coloro che ci governano.

La politica come unica responsabile di tutti i nostri problemi. Le elezioni – o le surrogate “primarie” – come rituale quasi sacro in cui l’unica parola d’ordine da anni è sempre la stessa: “il cambiamento”. Nessuno che specifichi mai in cosa consista la novità sbandierata, la rottamazione annunciata. Unico punto fermo è che il cambiamento riguarda sempre “gli altri”, mai il “noi”.

Un incessante ricerca di capri espiatori, di colpevoli, a cui la politica nostrana presta volentieri il fianco senza capire che così facendo delegittima costantemente se stessa. Senza immaginare che i prossimi da rottamare saranno coloro che oggi vengono esaltati e portati in trionfo.

Facciamo finta di credere a programmi ed a promesse elettorali sempre più irreali ed irrealizzabili, salvo scandalizzarci e protestare se poi chi governa fa realmente qualcosa di quello che ha promesso.

Come se per risolvere i problemi delle nostre città bastasse realmente e semplicemente rimuovere il precedente sindaco, affidandosi all’ultimo “stregone” che promette di conoscere una nuova formula magica.

La reale novità oggi sarebbe rappresentata da un progetto politico collettivo in grado di coinvolgere, valorizzare e responsabilizzare i cittadini. Un progetto decisamente più complesso e faticoso da realizzare e portare avanti, ma che poggerebbe su solide basi e che quasi sicuramente riporterebbe al voto almeno una parte di coloro che oggi scelgono l’astensione.

Ora scusate, devo andare a spostare l’auto in seconda fila. Qualche stronzo sta suonando. Sarà sicuramente un politico.

Ingredienti per due persone
Per la farcia:
2 zucchine
1 scalogno piccolo
Qualche foglia di menta
150 g di Brie

Per sfogliatina:
1 confezione di pastasfoglia
1 rosso d’uovo per pennellare

Per la salsa:
150 g panna vegetale
60 g parmigiano grattugiato

Preparazione:
Per prima cosa tagliare la pastasfoglia in rettangoli di 10×15 cm e cuocere dopo aver pennellato con uovo in forno pre-riscaldato a 180 gradi per 10/15 minuti.

Lavare e tagliare le zucchine a “mezze lune sottili”.
Tritare lo scalogno e soffriggerlo leggermente con un po’ di olio extra vergine d’oliva, aggiungere le zucchine, cuocere al dente, aggiustare di sale e pepe ed aggiungere la menta a crudo.
Tagliare la sfogliata, farcirla con le zucchine e le fette di brie, ri-infornare per pochi minuti in modo da far sciogliere il formaggio.
Preparare la salsa facendo bollire la panna con il parmigiano, mescolarla energicamente fino a farla diventare una crema densa.
Impiattare con la salsa sotto e la sfogliata sopra e decorare a piacere.

Buona Sfogliata da G&G!

Passato il solstizio d’estate, le giornate cominciano gradualmente a calare fino all’equinozio d’autunno. In foto l’immagine del sole attraverso il foro della meridiana di san Petronio. Nel giorno del solstizio d’estate il sole centra perfettamente, alle 12 ora solare locale, la piastra sul pavimento da cui ha inizio la Meridiana. Essa fu realizzata da Gian Domenico Cassini nel 1655 e misura 66,811 metri che equivalgono alla 600 millesima parte del Meridiano Terrestre.

Fino al 15 di agosto, in piazza Maggiore, “sotto le stelle del cinema”, rassegna cinematografica ricca di grandi registi come
Akira Kurosawa, Ugo Tognazzi, Pietro Germi . Un cartellone che si snoderà tra classici della comicità (come Frankenstein Jr., scelto per l’immagine 2017 di Sotto le stelle del cinema) e grandi titoli del presente, tra fiction e documentari, straordinarie copie in 70mm (come quelle di Interstellar e The Hateful Eight) e grandi serate musicali (come quelle con l’orchestra per La corazzata Potemkin e Buster Keaton. Serate con ospiti importanti e la rassegna del cinema ritrovato dal 25 giugno al 3 luglio .

Alla fine del 2016 le persone costrette a vivere fuori da casa propria sono risultate essere 65,6 milioni, 300 mila in piu’ rispetto all’anno precedente. Le migrazioni forzate dovute a violenza, guerre e persecuzioni sono in costante aumento. Il maggior numero di rifugiati proviene dalla Siria, il sud del Sudan, Iraq e Colombia.
Oggi e’ la giornata del rifugiato.

Nel suggestivo labirinto di uno spazio, restituito alla vita cittadina e riscoperto in tutta la sua bellezza, va in scena, attraverso l’occhio fotografico, la storia di Bologna dall ‘ 800 ad oggi. Centinaia di fotografie per raccontare le tante storie dei bolognesi.
Fino al 30 settembre nel sottopasso di via Rizzoli.

“Molti cercano la felicità nello stesso modo in cui cercano il cappello: lo hanno sempre in testa”  (Leman)
Spesso abbiamo l’attitudine di cercare le cose altrove, senza soffermarci a pensare se invece già le possediamo. Forse nascoste, forse non proprio uguali, ma ci sono. Senza dubbio una operazione più laboriosa, ma a volte, può essere che le cose siano più vicine di quanto pensiamo…..?

 

In questi giorni il pianeta Saturno è in opposizione, ovvero si trova esattamente dalla parte opposta rispetto al Sole dal punto di vista di noi terresti . Questa “geometria celeste” ci offre migliori condizioni di osservabilità del pianeta. Le opposizioni di Saturno avvengono una volta all’anno con un ritardo di circa 13 giorni da un’anno all’altro.
Proprio nei giorni prossimi all’opposizione la particolare illuminazione darà vita all’effetto Seeliger che renderà gli anelli ancora più brillanti. Un motivo in più per osservare questo splendido pianeta , pure ad occhio nudo o ,al massimo ,con un cannocchiale . Resterà  comunque ben visibile per l’intera estate!
Lo troverete verso Sud anticipato nel moto celeste dalla stella Antares dello Scorpione.

Da stasera 14 giugno, e solo fino a venerdì 17, sarà possibile assistere al Teatro Comunale di Bologna alle rappresentazioni di “Luci mie traditrici”,  l’opera forse capolavoro di Salvatore Sciarrino, una nuova produzione del TCBO insieme alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino.

Certo, il melomane appassionato e ancora troppo legato all’armonia, troverà ostico il percorso perseguito dall’autore (la partitura prevede, a fronte di una formazione orchestrale minimalista, un sapiente inseguirsi di note e fraseggi che, al di là dell’immediata apparenza di slegatura e forzatura, mantengono però una coesione ed una forza notevoli).

Notevole, nel doversi intonare alla concertazione del direttore Marco Angius, anche il lavoro, che non deve essere stato facile, del regista  Jürgen Flimm coadiuvato dalle scene di Annette Murschetz, dai costumi di Birgit Wentsch, dalle luci di Irene Selka, dalla coreografia di Carola Tautz e dalla drammaturgia di Detlef Giese.

Il risultato, però, di grande suggestione formale ed interpretativa con questi personaggi che si muovono millimetricamente in assonanza assoluta alla rarefazione dell’armonia musicale, quasi un susseguirsi di scatti che solo alla fine sembrano trovare e raggiungere una propria sequenza logica e compiuta, a formare un mirabile supporto all’indicazione musicale, funziona egregiamente grazie anche al buon cast che vede esibirsi nei ruoli principali Katharina Kammerloher, Lena Haselmann, Christian Oldenburg e Otto Katzameier

In sostanza, un bello spettacolo, si potrebbe dire da non perdere, non fosse penalizzato dal calendario e dalle poche repliche previste.