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Giugno 2016

La falconeria, o l’arte di addestrare un rapace alla caccia, ebbe origine nelle steppe dell’Asia centrale circa 4000 anni fa e si diffuse in tutto il mondo. In Europa divenne una istituzione della società feudale fino a che, con l’avvento delle armi da fuoco, cominciò il suo declino, al punto che agli inizi del XX secolo i rapaci vennero addirittura cacciati perchè ritenuti nocivi.Fortunatamente l’arte della falconeria continuò ad avere degli adepti che difesero questi splendidi animali e tramandarono fino ad oggi gli insegnamenti antichi. Grazie a loro ,lo splendido falco pellegrino non si estinse. I falconieri di oggi addestrano animali in cattività che hanno avuto un imprinting con l’uomo dopo poco che sono nati.

Di cosa parla questo film? Parla di carcere? Anche. Parla di adolescenza? Anche. Parla di eroi? No. Denuncia qualche orrore? No. Claudio Giovannesi dopo il pasoliniano Alì ha gli occhi azzurri questa volta ci racconta un’altra storia difficile, quella di Daphne. Una giovane rapinatrice, che pare non avere una famiglia, viene arrestata dopo il suo ultimo colpo un po’ azzardato. Il regista si limita a seguirla, la telecamera dietro le sue spalle, così tanto che ci sembra quasi di pedinarla. E non sempre la comprendiamo, perché spesso fa esattamente la cosa che non deve fare. Noi lo sappiamo e ci verrebbe da dire tieni duro ancora un po’ e vedrai… Invece lei è scontrosa, spesso disillusa, troppo orgogliosa e testarda, non amichevole, senza particolari talenti. Ma il regista non si permette di giudicarla o di farci esprimere un giudizio sul suo comportamento. Non vuole neanche fare denuncia, non c’è una critica al sistema carcerario – delle due educatrici nel carcere minorile una è buona, l’altra no, ma non importa.  Non si può accusare neanche il padre (Valerio Mastandrea, l’unico attore professionista scelto da Giovannesi) una figura ambivalente, così importante per la figlia, anche lui segnato da una vita non semplice. Certo, stare in carcere, specie per una ragazza di 17 anni, è durissimo. L’unico guizzo che illumina la nostra Daphne a un certo punto del film è il sentimento per Josh, un altro ragazzo detenuto come lei nello stesso istituto penale maschile a fianco. Daphne, dal momento in cui capisce che si sta innamorando, diventa sempre più bella. Ed è un innamoramento vissuto piano piano- molto diverso da quelli di oggi così rapidi e repentini che quasi non c’è più nessun gusto a viverli che son già finiti. Consumati. Qua invece siamo in carcere, i due non possono vedersi né toccarsi, ma solo intravedersi e sfiorarsi e le prime emozioni diventano così forti da rendere i battiti di cuore sempre più palpabili. Una carezza rubata, un bacio dalle sbarre, le lettere nascoste. E le gelosie, il desiderio. Daphne diventa davvero un fiore, poco importa se lui ci sembra geloso, se l’educatrice è stronza, se il padre la delude, se la fine sembra lontana. L’importante è vivere il presente, l’adesso, subito. Paradossalmente un ambiente chiuso e totale come quello del carcere fa riscoprire anche a noi spettatori tutta la purezza e la verità del primo amore, e così quando dovremmo ammonire Daphne e ricordarle che…, non lo facciamo. Lasciamo tutto in sospeso, giudizi, denunce e ci sentiamo anche noi un po’ così, innamorati e scossi, come su quell’autobus alla fine del film Il laureato.

Il regista Claudio Giovannesi per scrivere la sceneggiatura ha lavorato per quattro mesi come insegnante volontario nell’istituto penale per i minori di Casal del Marmo, a Roma, e si è ispirato alle storie dei giovani detenuti. Poi, quella che racconta nel film, l’amore sbocciato tra Daphne e Josh, è una storia semplice. Comune, se vogliamo, a molti anche fuori del carcere- sebbene sia vissuta forse meno intensamente. Eppure dai recenti fatti di cronaca che apprendiamo dai nostri giornali sempre pronti a puntare il dito, sembra che chi sta in carcere non abbia diritto a innamorarsi. A essere felice per più di un’ora.  Al massimo i detenuti possono fare rappresentazioni teatrali per il pubblico al quale sono debitori, oppure cucire borse che noi potremmo sfoggiare per dire che aiutiamo nelle cause sociali, insomma dovrebbero darsi da fare in-continuazione per il prossimo (ovvero noi, che siamo e ci crediamo così lontani dal loro mondo) “visto che prima non si sono sforzati granché”, ma guai a provare sentimenti così… egoistici come innamorarsi o sfoggiare un bikini al mare durante la semi-libertà – uno si domanda poi cosa bisognerebbe fare in semi-libertà? Certo, a volte alcuni reati sono più gravi di altri, e per chi è coinvolto, è tutt’un altro discorso. Ma io vorrei davvero credere che se una persona detenuta (e non è semplice stare rinchiusi) può provare qualcosa più di un attimo di felicità, allora è più probabile che un germoglio cresca da qualche parte e, chissà, possa diventare un fiore.

Stasera, tra gli eventi legati alla settimana dell’ambiente, in piazza Maggiore alle 21,45 verrà trasmesso il film/documentario “Racing extintion” del regista LOUIE PSIHOYOS, premio Oscar per The Cove, e ora autore di un nuovo straordinario documento di denuncia sulle specie in estinzione. Presentato al Sundance Festival e premiato al Blue Ocean Film Festival come Best Feature Documentary.
”Io ho pianto quando l’ho visto finito. E’ molto emozionante. E questo era quello che volevamo, che fosse un film emozionante. La gente cambia opinione piu’ facilmente sulla spinta delle emozioni piuttosto che sulla base del ragionamento. E’ un dato scientifico. Volevamo emozionare per ottenere un risultato. Ma è anche un film che alla fine ha grandi speranze. Si vuole far piangere la gente ma anche fargli capire quanto la situzione sia disperata. Anche una sola persona puo’ fare la differenza. Questo è il nostro motto. Perchè quello che accade è la drammatica conseguenza di quello che facciamo tutti insieme”

Nel precedente articolo ho parlato dei cambiamenti che avvengono nei rapporti con gli amici e con i parenti. Ovviamente le cose che cambiano nella vita di una neo mamma sono tantissime, alcune positive altre meno  :).

  1. Innanzitutto le tue capacità di ‘time-management’:  il tuo bimbo/bimba ti costringerà a migliorarle drasticamente. Qualsiasi genitore potrà confermarlo: improvvisamente la micro-programmazione diventerà la vostra specializzazione. Quasi una cosa di mettere a curriculum. Se dovrete uscire alle ore 14, inizierete a ‘programmare’ tutto dalle 9. Se dovrete uscire la sera, vi ritroverete a pianificare tutto 3 giorni prima. Se dovrete andare per un weekend, la programmazione inizierà almeno una settimana prima. Può sembrare noioso lo so, ma presto comprenderete che se volete un bel weekend insieme con la vostra famiglia o semplicemente un’uscita in tranquillità, sarà meglio essere preparati al meglio (o al peggio – dipende alle attitudini). O almeno questo è quello che ho capito in questi primi mesi da mamma. E credetemi, non sono una mama ‘control freak’, anche se sono Vergine in oroscopo. Molto spesso i piani cambiano in corsa e bisognerà semplicemente adeguarsi alla circostanze, improvvisare. Ma in generale il motto da seguire è: ‘Expect the best, prepare for the worst’. E sii pronta ad essere sorpresa, aggiungerei.
  2. Parlando sempre di tempo, ovviamente quello che si avrà a disposizione sarà sempre meno di quello che servirebbe. Presto vi rassegnerete all’idea di arrivare agli appuntamenti costantemente in ritardo o in anticipo. Essere puntuali diventerà semplicemente un’impresa. Detto questo personalmente consiglio, quando possibile, di essere in anticipo in modo da poter fare una breve passeggiata aspettando la persona da incontrare.
  3. Se prima non guardavi i cartoni animati, adesso lo farai. A me sono sempre piaciuti ed ora me li godo ridendo insieme alla mia pupa. La stessa cosa vale se hai dimenticato di ridere, ballare, fare facce ed/o cose stupide.
  4. Le ore per mangiare e dormire diventeranno improvvisamente mooolto importanti. In caso contrario, le tue giornate potranno rivelarsi estremamente difficili. Per non parlare delle notti.
  5. Le cose che cambieranno saranno miliardi. L’unica cosa certa è che si impara tanto: sulla vita, sull’amore, sulla gioia.

I tuoi figli non saranno perfetti, e neanche tu. Ma il tuo amore per loro, si.

A presto, Marija

Letto. Bello. Bello, questo “Ragazze di campagna” di Edna O’Brien, è bello. Ed è scritto bene. Dico davvero, non sto scherzando. Proprio bello. E’ leggero. E’ ironico. Commovente e straziante. Ti rende partecipe. La storia di questa quattordicenne, Caithleen, non può NON prenderti. E’ (attenzione al nome, ci tornerò) una Catherine (protagonista di “Cime tempestose / Wuthering Heights” di Emily Brontë) in sedicesimo. E’ una Jane Eyre (l’omonimo “Jane Eyre” della sorella Charlotte, sempre Brontë) in cerca di riconoscimento. E’, dunque, un po’ Catherine, un po’ Jane (e poco importa che le une siano MadeInEngland e l’altra in Ireland; quello che importa è l’Irlanda, l’essere irlandese, la campagna lontana e derisa dall’arrogante leone inglese; questo, questa, l’Irlanda, ci permette di percepire l’humus dell’autrice). L’assonanza dei nomi Caithleen/Catherine e del di lei innamorato fuggiasco Hickey/Heathcliff sta lì a suggerirlo perché non sono, non possono essere casuali come non può essere casuale il fatto che la bambina orfana Caithleen/Jane sia vessata in un caso dalla compagna/amica del cuore Baba e nell’altro da tutta una pletora di parentali zie e cuginetti. Certo, in un caso, le Cime, la parte dell’uomo è assai più preponderante, anzi direi fattuale dal momento che è il fulcro della narrazione stesso, il deus ex machina della storia (è lui il protagonista assoluto dei racconti da cui si evincerà la sfortunata saga delle famiglie Earnshaw e Linton) mentre nel 2° caso Hickey è poco più di un comprimario.

Tornando alle comparazioni, certo la pestifera Baba nulla è, di perfidia accidia malevolenza, se confrontata con il nido di vipere che è la famiglia imparentata di Jane. Ma la cattiveria, bonaria ed affettuosa in un caso e accidiosamente persecutoria nell’altro, sono comunque entrambe strettamente necessarie al divenire del carattere della protagonista. Dunque, Caithleen un po’ Catherine e un po’ Jane. Ma il tutto spruzzato da un’aura dissacrante alla Tom Sawyer, un Tom Sawyer in gonnella di tweed e calzettoni di lana spessa (le pantofole no, quelle si tengono per quando arrivano, anche se rari, gli ospiti da Dublino in estate), una Caithleen/Tom che non teme nulla e non temendo nulla nemmeno temerà il salto nel vuoto della grande city, lontana e tentacolare, ma che, sola, la avvicinerà all’avventura, all’amore, alla propria vita. E’ strano questo libro. Ed intrigante.

Strane sono, cioè, le atmosfere, i rimandi. Ed intrigante è quello che mi frulla in testa mentre leggo questa storia leggera e tremenda, questa storia di amore e amicizia ma anche di ipocrisia e cinismo. Strano, ma intrigantemente mi vengono in mente “La figlia di Ryan” di David Lean in cui la maliziosa Rosy, Ryan appunto (una splendente Sarah Miles), si prende gioco di Charles Shaughnessy (un inaspettato Robert Mitchum) e il piccolo paese perso nella brughiera sulle rive dell’oceano di fronte ad Aran, pettegolo e malevolo, le sue vecchine vestite di nero, parenti prossime in ennesimo delle streghe che tanta sfortuna portarono a Duncan, Macduff e Macbeth (vabbè, qui, nell’opera del bardo, siamo in Scozia, ma la brughiera, i tetti di paglia, i muretti a secco, il sentirsi alla fine del mondo sono identici nei due paesi gaelici). E a proposito di streghe, e di Irlanda, non posso non pensare a Corto Maltese e a Banshee O’Dannan (”… mi chiamo Banshee, ti ricordi? … porto sfortuna …”), banshees come le streghe d’Irlanda, quelle che in compagnia dei lepricauns attendono il viandante smarrito nel fitto della brughiera.

Certo, il libro (edito nel ’60, la leggenda letteraria lo vuole scritto in soli 3 mesi, mah …) è anche altro. Altro che forse, oggi, può far sorridere, ma all’epoca, quando il libro fu bruciato sul sagrato delle chiese e messo all’indice per aver raccontato il desiderio di una nuova generazione di donne che rivendicava il diritto di poter vivere e parlare liberamente della propria sessualità, bè, qualche scombussolamento nel vittoriano sentire della verde provincia lo ha di certo creato. Certo, ancora, quei tempi sono passati, lontani per sempre.

E se è sicuramente vero che molto rimane ancora da fare, dalla situazione delle donne irlandesi negli anni ’60 (presente “Magdalene” il film di inizio millennio di Peter Mullan?) molto è anche stato fatto. In sostanza, allora, questo “Ragazze di campagna” costituisce sì una presa di coscienza, forte di certo, su una situazione castrante e repressiva, ma è anche, se non soprattutto, un romanzo toccante e ironico, amaro e triste, il ritratto di un’epoca in fermento (come non può non essere il ricordo di qualunque epoca abbia costituito il passato di chiunque ne scriva), un’epoca così vicina eppure così lontana nel tempo, un’epoca che ha significato così grandi cambiamenti e anche, of course, così tragiche contraddizioni, che ci stupisce ancora, nonostante tutto, per la freschezza e la sincerità e la spontaneità che la storia, e la scrittura, conserva.

In ultimo, io non l’ho fatto ma credo ne varrebbe la pena. Leggere anche gli altri titoli della trilogia (“La ragazza sola” – Rizzoli, 1963 e “Ragazze nella felicità coniugale” – E/O, 1990) giusto per vedere cosa della ragazza di allora si sia conservato nel tempo e cosa, invece, quali indagini psicologiche, quali denuncie sociali, ne siano scaturite.

5 giugno giornata dell’ambiente
Per il nostro Paese la giornata mondiale dell’Ambiente 2017 ha un significato ancor più importante, in quanto arriva ad una settimana dal G7 Ambiente (Bologna 11-12 giugno 2017), una delle riunioni ministeriali previste nell’ambito della Presidenza Italiana del G7. In tale occasione, saranno numerose le attività per fare di Bologna la capitale internazionale dell’ambiente nel mese di giugno.Oggi si terrà l’inaugurazione dell’Atomium,il famoso monumento belga,in una riproduzione opera dell’associazione di volontariato AIDO.
La riproduzione dell’Atomium fa parte del gruppo dei grandi monumenti-simbolo realizzati in lattine grazie al Consorzio Imballaggi alluminio (CIAL).Il grande Atomo costruito con lattine riciclate simboleggia l’importanza del riciclaggio e della raccolta differenziata. L’inaugurazione avrà luogo alle 17 in piazza XX settembre.C

Bollettino periodico per la difesa delle principali colture – 3 giugno 2016.

Per la salvaguardia delle api e degli altri insetti impollinatori, durante il periodo della fioritura di qualsiasi coltura (dalla schiusura dei petali alla caduta degli stessi) è VIETATO eseguire trattamenti insetticidi e acaricidi. Anche i trattamenti con fungicidi vanno limitati, per evitare possibili effetti negativi o di disturbo sulle api. A questo scopo è consigliabile eseguire gli interventi nelle ore serali. Terminata la fioritura, prima di eseguire trattamenti su piante da frutto o di vite con prodotti tossici per le api, è necessario verificare l’assenza di fioriture spontanee del cotico erboso sottostante. In caso contrario è obbligatorio procedere allo sfalcio dello stesso almeno 48 ore prima del trattamento.

ALBICOCCO OIDIO: intervenire in previsione di piogge con Zolfo bagnabile. BATTERIOSI: intervenire, in previsione di pioggia, con Prodotti a base di rame. FORFICULE: In caso di presenza o di danni nell’anno precedente, formare un anello di colla attorno al tronco con collanti specifici per impedire la risalita degli insetti e danni su frutti. Si consiglia inoltre uno sfalcio frequente del cotico erboso sottostante la pianta.

CILIEGIO AFIDE NERO: In presenza di infestazione intervenire con Piretro naturale. Le formiche esercitano un’azione di protezione delle colonie di afidi difendendoli da predatori e parassitoidi. Si ricorda che è buona pratica impedire la salita di formiche applicando sul perimetro del tronco un anello di colla.

PESCO BATTERIOSI: intervenire, in previsione di pioggia, con Prodotti a base di rame a basso dosaggio. OIDIO: intervenire in previsione di pioggia con Zolfo bagnabile. MIRIDI E CIMICI: evitare lo sfalcio del cotico erboso sotto la pianta e intervenire, in caso di forte presenza, con piretro naturale.

FUSICOCCO DEL PESCO: Le temperature sono ottimali per la sporulazione del fungo. Rischio infettivo: alto. Si consiglia di asportare i rami colpiti.

SUSINO BATTERIOSI: su varietà sensibili intervenire, in previsione di pioggia, con Prodotti a base di rame a basso dosaggio. OIDIO: dalla scamiciatura, intervenire in previsione di pioggia con Zolfo bagnabile.

MELO TICCHIOLATURA: In assenza di sintomi interrompere la difesa. In presenza di macchie su foglie e/o frutti si consiglia di intervenire in previsione di pioggia preventivamente con Prodotti a base di rame, eventualmente in miscela con zolfo bagnabile.

OIDIO: intervenire sulle varietà più recettive o nelle aree a maggior rischio con Zolfo bagnabile. Si ricorda che i trattamenti a base di zolfo contro ticchiolatura sono efficaci anche contro questa avversità. In caso di presenza di infezione si consiglia di asportare i germogli colpiti.

PERO TICCHIOLATURA: In assenza di sintomi interrompere la difesa. In presenza di macchie si consiglia di intervenire, in previsione di pioggia, preventivamente con Prodotti a base di rame  eventualmente in miscela con zolfo bagnabile nei casi di forti attacchi di oidio negli anni precedenti. COLPO DI FUOCO BATTERICO: ispezionare periodicamente le piante asportando le fioriture secondarie. Al manifestarsi dei sintomi, eliminare e bruciare i punti di infezione effettuando i tagli ad almeno 70 centimetri al di sotto dell’alterazione visibile. Disinfettare gli attrezzi utilizzati per le potature e gli innesti. I Prodotti a base di rame effettuati per la ticchiolatura hanno una efficacia anche per il contenimento di questa avversità.

MACULATURA BRUNA: Intervenire in previsione di precipitazione con Prodotti a base di rame a basse dosi. Si ricorda che con i trattamenti rameici effettuati per ticchiolatura si è coperti anche per questa patologia.

VITE PERONOSPORA: Si consiglia di mantenere protetta la vegetazione in previsione di piogge con Prodotti a base di rame. OIDIO: Intervenire in previsione di pioggia con Zolfo bagnabile. BOSTRICO: in presenza di gallerie provocate dal coleottero, raccogliere del legno di potatura da posizionare in fascine lungo i filari con funzione di esca nei confronti delle femmine, che compaiono da metà aprile fino a metà maggio. A metà giugno i fasci vanno bruciati per distruggere uova e larve.

MAL DELL’ESCA: asportare le piante irrimediabilmente colpite ed allontanare i residui dal vigneto. Pulire e disinfettare periodicamente gli attrezzi di potatura passando da pianta a pianta, soprattutto in occasione di grossi tagli; potare separatamente le viti segnalate come infette in tempi successivi rispetto a quelle sane.

CIPOLLA PERONOSPORA e BATTERIOSI: In previsione di piogge intervenire con Prodotti a base di rame.

PATATA PERONOSPORA: In previsione di piogge intervenire con Prodotti a base di rame. NOTTUE

TERRICOLE: in caso di infestazioni raccogliere manualmente le larve nelle prime ore del mattino.

FRAGOLA OIDIO: intervenire in maniera preventiva con zolfo o bicarbonato di potassio. Trattamenti in fioritura possono favorire la deformare del prodotto.

LATTUGA PERONOSPORA: in previsione di piogge intervenire con Prodotti a base di rame.

BATTERIOSI: alla comparsa dei primi sintomi intervenire con Prodotti a base di rame. Prestare attenzione al rischio fitotossicità in seguito ad eventuali abbassamenti di temperatura. MARCIUME DEL COLLETTO: evitare di eccedere con la fertilizzazione azotata. AFIDI: in caso di presenza intervenire impiegando piretrine naturali.

POMODORO PERONOSPORA e BATTERIOSI: in previsione di piogge intervenire con Prodotti a base di rame.

ZUCCHINO OIDIO: intervenire fino ad inizio raccolta con prodotti a base di zolfo o bicarbonato di potassio. AFIDI: valutare l’efficacia della lotta naturale nel contenimento di eventuali infestazioni.

CAVOLI BATTERIOSI E PERONOSPORA: in previsione di precipitazioni intervenire con Prodotti a base di rame. AFIDI E ALTICA: alla comparsa intervenire con piretrine naturali.

COCOMERO PERONOSPORA: in previsione di piogge intervenire con Prodotti a base di rame.

OIDIO: intervenire alla comparsa dei primi sintomi con prodotti a base di zolfo. AFIDI: alla comparsa delle forme alate intervenire con piretrine naturali.

MELONE PERONOSPORA: in previsione di piogge intervenire con Prodotti a base di rame. OIDIO: intervenire alla comparsa dei primi sintomi con prodotti a base di zolfo. AFIDI: alla comparsa delle forme alate intervenire con piretrine naturali.

L’Associazione Italia della ceramica nasce nel 1999 con l’obiettivo di valorizzare e tutelare la produzione italiana in questo settore.

Soci ne sono i comuni di “antica tradizione ceramica “riconosciuti dal Ministero dello sviluppo Economico.Sono 37 i comuni che in questo fine settimana partecipano agli eventi di “Buongiorno Ceramica”, da Faenza,Gubbio,Impruneta….fino ad Assemini e Caltagirone.
Si possono trovare sul sito dedicato le notizie relative alla manifestazione.

Nel precedente articolo (dal titolo “Nuovo codice degli appalti tornano i vecchi vizi”) abbiamo parlato del nuovo codice degli appalti. Vediamo ora i contenuti della Direttiva 23 sulle concessioni ed il suo rapporto con l’ultimo “scandalo nostrano”: l’appalto per la gestione estiva di 3 piscine nel Lodigiano.

La direttiva è di una importanza enorme poiché disciplina i grandi Appalti (per realizzazioni complesse e che richiedono l’integrazione di molte competenze: per semplicità si posono citare la Tranvie, i Metro, le Centrali e le reti energetiche ecc).

L’importanza di tale direttiva è ampliata nel settore dei Lavori Pubblici dal fatto che siamo in un periodo di tassi prossimi allo 0 (zero).

Tutte le Grandi Opere vengono infatti assegnate tramite ‘Concessione’ e negli ultimi decenni non vi è mai stato momento piu’ propizio per i tassi di interesse. E le opere necessarie per l’ammodernamento e la vita’ di citta’ e Regioni hanno bisogno di investimenti di tale portata e durata per cui il livello dei tassi e’ decisivo.

Essa (la direttiva 23) consente una libertà di movimento alle Amministrazioni Pubbliche sconosciuta in Italia.

Ad esempio:

Art 37)  6.Direttiva 23/2014 :

L’amministrazione aggiudicatrice o l’ente aggiudicatore può condurre liberamente negoziazioni con i candidati e gli offerenti.

L’oggetto della concessione, i criteri di aggiudicazione e i requisiti minimi non sono modificati nel corso delle negoziazioni.

Inoltre per quanto riguarda la procedura.

Art 48 comma 3. direttiva 25/14. :

Gli enti aggiudicatori avviano con i partecipanti selezionati conformemente alle disposizioni pertinenti degli articoli da 76 a 81 un dialogo finalizzato all’individuazione e alla definizione dei mezzi più idonei a soddisfare le proprie necessità. Nella fase del dialogo possono discutere con i partecipanti selezionati tutti gli aspetti dell’appalto.

Durante il dialogo gli enti aggiudicatori garantiscono la parità di trattamento di tutti i partecipanti. A tal fine, non forniscono in maniera discriminatoria informazioni che possano avvantaggiare determinati partecipanti rispetto ad altri. Conformemente all’articolo 39, gli enti aggiudicatori non possono rivelare agli altri partecipanti le soluzioni proposte o altre informazioni riservate comunicate da un candidato o un offerente partecipante al dialogo senza l’accordo di quest’ultimo. Tale accordo non assume la forma di una deroga generale ma si considera riferito alla comunicazione di informazioni specifiche espressamente indicate.

Il buon Sindaco di Lodi (sulla cui colpevolezza, in base alle notizie fornite dalla stampa non esistono dubbi: ha effettivamente ‘turbato’ l’asta) poteva e doveva comportarsi a tal guisa:

  1. chiamare separatamente i candidati (a maggiore ragione il suo candidato, visto che il favorito era di una societa’ interna ad una municipalizzata del Comune), accogliere i suoi  suggerimenti, rigettando quelli altrui, previa motivazione (lasciando quindi agli altri concorrenti l’onere dell’eventuale ricorso di merito)
  2. Infine utilizzare  il dialogo competitivo per migliorare il processo e raggiungere lo scopo (come consentito dalle norme)

Il suo peccato consiste principalmente nella scarsa conoscenza delle procedure e nella fiducia riposta in una funzionaria che registrava di nascosto le sue malefatte.

Tutti i Sindaci quando si deve gestire un servizio tipo piscina estiva, un chiosco di un parco, un campo estivo per ragazzi et similia, sperano che vinca una ditta locale , possibilmente una polisportiva seria, meglio ancora una municipalizzata.

Un ‘imprenditore’ estraneo (vale dire proveniente da altro territorio) nelle piccole realta’, infatti non offre (per motivi comprensibili) le stesse garanzie di sicurezza, regolarita’, adempimenti contributivi, tutele del personale ecc.

Non e’ soggetto al medesimo controllo sociale poiche’ puo’ infischiarsene della reputazione che risultera’ dalla sua gestione.

La stesse motivazioni  si potrebbero addurre per favorire contiguita’ criminali nei territori condizionati dalla mafia. Tuttavia e’ bene distinguere tra comportamenti criminali e dilettantismo.

In questo caso le garanzie fornite erano addirittura in capo ad una societa’ partecipata dal Comune, quindi con  tutte le responsabilita’ conseguenti in materia contributiva, regolarita’ amministrativa, rispetto delle norme di sicurezza (responsabilità ricadenti addirittura sotto la giurisdizione della Corte dei Conti)

Non ci troviamo di fronte al SISTEMA LODI, meritevole delle prime pagine di tutti i giornali e dei telegiornali. Ci troviamo di fronte ad un Amministratore che forse  non conosce le giuste procedure e che, come vedremo, e’ stato giustiziato in diretta dalla pigrizia dei  media   “En passant” e’ stato anche offeso dal giudice inquirente che lo ha definito ‘abietto’

Ora mi sorgono alcune domande :

1) siccome la base d’asta era di 7500 euro per giustificare la grancassa si e’ detto che in realta’ il profitto generato sarebbe stato di 100.000 euro annui – immagino l’abbia scritto il giudice nel dispositivo in cui chiedeva la carcerazione – come mai nessun giornalista in Italia si e’ degnato di fare una telefonata di verifica in un qualche Comune?

Se la gestione delle piscine, a tariffe convenzionate, personale in regola, rispetto delle norme igieniche e dei requisiti di sicurezza genera utili , come mai le scrivanie dei sindaci non pullulano di proposte finalizzate alla costruzione ed alla gestione di piscine? Come mai spesso restano chiuse ? Perche’ ricorrere alle polisportive – notoriamente favorite fiscalmente – invece di utilizzare le imprese private? Come mai non nascono imprenditori privati nella gestione delle piscine vista la loro redditivita’?

2) se si inizia a punire la ‘turbativa’ , cosa che va lodata, cosa fare delle turbative che hanno profondamente influenzato tutte le ultime tornate elettorali?

Vado a memoria :

Il SISTEMA SESTO. Dopo molti anni mr. Penati e’ stao assolto con formula piena! (nel frattempo la Regione Lombardia e’ andata alle elezioni sotto il peso dello scandalo PENATI)

L’AFFAIRE ERRANI ( per falso ideologico !) : assolto pienamente, solo dopo l’interruzione di una legislatura eletta democraticamente.

Gli IMPRESENTABILI : (una intera campagna elettorale basata su DE LUCA) : assolto con formula piena dopo 10 anni (10 anni per dirimere un banale abuso d’ufficio).

C’e’ qualcuno disposto a giurare che queste indagini non hanno influito sui risultati elettorali?

Cosa c’e’ in un regime democratico di piu’ sacro delle elezioni ? Perche le lasciamo ‘turbare’ tranquillamente mentre mandiamo legittimamente in galera un sindaco per un appalto di piscine e gli diciamo anche che e’ abietto ?

Sono disposto a scommettere che qualcuno proporra’ una legge risolutiva in materia.

Sono convinto che la magistratura vada lasciata in pace ( e’ bene ricordare ad es. che in questi anni sono stati perseguiti l’affaire Mose ed il Sistema sanitario del Formigoni ) Penso che le storture denunciate vadano corrette in sede politica. Per esempio risolvendo il problema dei tempi bibblici delle indagini e dei processi.

Ed anche iniziando ad ‘educare’ diversamente la pubblica opinione, vale a dire distinguendo tra reato e reato poiche’ tutti nell’attivita’ amministrativa possono ricevere avvisi di garanzia od incappare in piccole irregolarita’. Il ruolo dei media in tale senso e’ importantissimo.

Renzo Brunetti

Erano poco piu’ che ragazzi. Ricordavano quei sabati faticosi in cui dovevano andare in centro vestiti di nero. Non potevano parlare, non potevano giocare, ma dovevano stare fermi quando glielo dicevano e fare i movimenti quando glielo dicevano. A volte dovevano anche urlare delle frasi che non capivano, ma servivano per fare capire agli altri quanto erano forti quelli che stavano in squadra.

Poi qualcuno continuo’ a studiare e pure qualche ragazza, anche se si diceva che le ragazze erano buone solo per fare i figli e non per pensare.

Poi, nel tempo, si accorsero che ogni tanto qualcuno se ne andava, non si sa bene dove, forse solo perché aveva scritto di libertà, o di uguaglianza o di sofferenza. Poi videro che quelli che pregavano un Dio diverso e facevano festa al Sabato dovevano stare attenti a non farlo vedere troppo e una mattina misero una legge che distingueva tra loro e gli altri quello che si poteva o non si poteva fare.

Cominciarono a capire che quando le leggi servono per aumentare le disuguaglianze allora finisce la speranza e senza speranza si muore, e fu di lì a poco che quell’onnipotenza delirante e ingombrante che non lascia spazio al dubbio, alla differenza, alla debolezza divento’ un progetto di morte nel cuore dell’Europa.

I loro genitori non capivano, come di solito fanno i vecchi con i giovani, erano troppo stanchi per combattere un’altra guerra ancora o forse avevano paura, ma quei ragazzi volevano un mondo libero e  giusto e trovarono la forza di difendere, a volte con la propria vita, la speranza di un mondo buono da abitare.

La storia ci racconta che ce l’hanno fatta e che hanno scritto per noi una memoria straordinaria da rispettare in 139 articoli che tutelano la democrazia, la libertà di pensiero e l’uguaglianza delle persone ed è anche grazie al loro coraggio che celebriamo la prima volta che a tutti, perfino alle donne fu permesso di dire di sì o di no liberamente.

Ho incontrato qualcuno di quei ragazzi e ragazze che ci hanno creduto e che oggi sono anziani.

Mi hanno parlato di nascondigli, di nomi in codice, di biciclette, di quelli che hanno perso, di quelli che si sono sacrificati per non rivelare chi erano gli altri, alcuni si sono commossi a ricordare e mi hanno detto di non dare mai tutto questo che abbiamo per scontato, perché il demone si nutre dell’indifferenza e dell’incuria di questi beni preziosi costati così tanto.

Grazie ragazzi e ragazze, buona festa della Repubblica!