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E chi dice che nulla si muove in quello che, sbagliando, a volte viene considerato “polveroso” mondo della lirica?

Per la presentazione ufficiale della stagione 2016/17 della Fondazione Teatro Comunale di Bologna, è stato scomodato persino FaceBook. E così, chi da tutto il mondo si fosse collegato tramite uno dei social network più di successo con le pagine del Teatro Comunale, avrebbe avuto la possibilità di partecipare (e sì, era previsto che fossero poste domande alle quali i relatori avrebbero risposto) in modo fattivo alla conferenza stampa stessa.

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Conferenza Stampa Presentazione Stagione 2016/2017 Teatro Comunale Bologna

Conferenza stampa alla quale sono intervenuti Bruna Gambarelli (Assessore alla Cultura del Comune di Bologna), Gianni Cottafavi (del Servizio Cultura, sport e giovani della Regione Emilia-Romagna) e, per il Comunale il Sovrintendete Nicola Sani, il Direttore Musicale Michele Mariotti e il Direttore Generale Fulvio Macciardi nonché personalità come Marino Golinelli fondatore e presidente dell’omonima Fondazione, Stefano Domenicali ceo di Lamborghini, Stefano Golinelli presidente di AlfaWassermann e Gino Cocchi presidente dell’Associazione Amici del teatro Comunale.

Prima di parlare della stagione cha andrà ad iniziare, però, un paio di succose novità.

La prima, illustrata dal M° Sani, riguarda il restiling dello storico Teatro che, grazie all’intervento di Marino e Paola Golinelli, ha visto la sostituzione delle poltrone di platea, davvero molto belle e moderne seppur nel solco della tradizione.

La seconda, su cui si è soffermata l’assessore Gambarelli, riguarda il progetto di aprire per tre giorni, uno al mese da ottobre a dicembre, cercando di dare una risposta alle tante lamentele che riguardano il degrado imperante nella zona universitaria, i palazzi storici di via Zamboni, dalla Pinacoteca al Kinki passando per l’Università e, naturalmente, il Teatro Comunale, in una sorta di percorso virtuoso atto a riscoprire le tante bellezze a volte nascoste e sconosciute di una delle vie più centrali della città.

Ma tornando alla stagione, ciò che più interessa, come non sottolineare il fatto che “… dopo i tre Premi Abbiati ricevuti nel corso del 2016, la prossima stagione, una stagione pensata su misura per Bologna, città cosmopolita ma custode anche delle tradizioni ed incubatrice delle novità, sarà ancora più ambiziosa: una stagione in cui tutti gli spettacoli d’Opera e Danza saranno nuove produzioni o spettacoli presentati per la prima volta sul palcoscenico bolognese …” ?

Così, ad occhio, i titoli su cui si punterà maggiormente l’attenzione potrebbero essere l’inaugurale “Ratto 2016-10-01-play2del Serraglio” di Mozart in co-produzione con il Festival d’Aix-En-Provence per la regia di Martin Kusei e la direzione musicale di Nikolaj Znaider. Oppure il dittico “Cavalleria rusticana/La voix humaine” di Mascagni/Poulenc o ancora “Lucia di Lammermoor” entrambi con la direzione di Michele Mariotti.

Ma certo non passeranno inosservati nemmeno la coproduzione con il Comunale di Modena “Peter Grimes” di Benjamin Britten con la direzione musicale di Juraj Valchua o “Il turco in Italia” con la regia di David Livermore e la direzione di Alberto Zedda né tantomeno “Medeamaterial” del francese Pascal Dusapin realizzato in collaborazione con la Nimrod Opera Zurich.

Per finire (ed attenzione anche al titolo presentato, come consuetudine da alcuni anni, dalla Scuola dell’Opera, “La Traviata”), due tra i titoli più rappresentati al mondo, e cioè “Aida” (una produzione realizzata con il Macerata Opera Festival) e “Tosca” una coproduzione con il Regio di Torino, firmata da Daniele Abbado.

Ricordando infine come dei tredici concerti che compongono la stagione sinfonica più della metà, grazie al sostegno di AlfaWassermann che ha permesso la realizzazione di una apposita camera acustica, torneranno a svolgersi al Teatro Comunale (i rimanenti al Teatro Manzoni), non rimane che rimandare, per tutti gli approfondimenti del caso, all’esaustivo sito del Teatro Comunale: www.tcbo.it

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