|

Home2019Agosto

Agosto 2019

Assistendo allo svolgimento della politica italiana di questi giorni non possiamo fare a meno di focalizzarci sui protagonisti. 

Vorremmo tanto che si parlasse dei problemi di questa povera Italia e di chi ci vive e delle soluzioni per uscire da questo maledetto tunnel dentro il quale viviamo da tanti, troppi anni. 

Vorremmo, ma non ci riusciamo proprio. Non ci riescono i commentatori e i giornalisti, ma neanche noi ci riusciamo, ed io non sono da meno.

Stamane, leggendo sui giornali dell’ultima sparata di Giggino di Maio ho avuto un flash, una sorta di dèjà vu. 

Mi sembrava di vedere mio nipote, bambino degli anni ’80 giocare con i suoi trasformers. 

Ve li ricordate i trasformers? Quei robot giapponesi che si trasformavano continuamente per affrontare i nemici, sorprendendoli con mirabolanti acrobazie? Alcuni modelli addirittura dapprima sembravano un unico robot ma poi si potevano dividere in tanti piccoli robottini per meglio accerchiare il nemico. 

In questi giochi non esistevano amici ma solo nemici, da vincere attraverso l’arma del trasformismo… tanto mi trasformo che ti confondo, non sai mai chi hai o avrai davanti. E alla fine….io ti annienterò!

Mio nipote trasformava i suoi robottini con gesti velocissimi delle sue manine e condiva il tutto con versi, esclamazioni, esplosioni simulate e promesse di vittoria. 

Eccolo il Giggino, ancora a giocare con i suoi trasformers, come se la democrazia potesse essere giocata con le stesse regole dei robot giapponesi.

E intorno lui troviamo i due Mattei, che giocano ancora secondo le regole delle TV commerciale di Silvio Berlusconi. Tutto quanto è una scommessa, un’asticella da superare, un bluff da smascherare … chi offre di più?

Ma oramai sono ometti cresciuti e quindi usano i social, ognuno secondo le regole che hanno ben interiorizzato durante la loro formazione.

E infine abbiamo Zingaretti. Lui era bambino in un altro periodo, quando si giocava in cortile e si respirava la politica dappertutto, quando si dovevano fare delle scelte, o stavi di qua o stavi di la e non potevi dire oggi una cosa e il giorno dopo l’esatto contrario senza essere preso in giro come un deficiente. 

Niente posto per il trasformismo, semmai potevi contrattare per far valere le tue ragioni. Insomma, se rubavi le figurine ti dovevi vergognare, al massimo potevi giocartele alla mora cinese, e se perdevi, provare a riguadagnartele in futuro.

Sui social questo modo di essere non funziona granché, non suscita emozioni forti, non suscita rancori. Non ancora, almeno nell’infanzia dei social network, vediamo che succederà poi.

Transformers, figurine e ruota della fortuna. Mi chiedo ora cosa saranno i bambini di oggi, quelli che giocano con il tablet. Non lo so proprio… in un certo senso però ho fiducia. Spero che saranno migliori dei Giggini e dei Mattei.

Vartolina

Barberino del Mugello è un comune dell’appennino fiorentino particolarmente ricco di storia, di valori ambientali, infrastrutture e servizi. Già popolato dagli etruschi  con funzioni di presidio del collegamento viario tra Fiesole e  Felsina fu per molti secoli stazione militare romana. Nell’801 Carlo Magno ne conferì la Signoria alla famiglia degli Ubaldini nel cui stemma compariva una testa con tre barbe. Da cui l’appellativo “Barberino”.  Sulle fondamenta di un antico Castello la famiglia de’Medici, nei primi decenni del 1400, vi costruì la bellissima Villa di Cafaggiolo, attualmente tutelata dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. 

Nel 1999, in località Bilancino, fu inaugurato ed aperto al pubblico l’omonimo lago artificiale, realizzato da Regione Toscana ed enti locali, per limitare i rischi di alluvione nella piana dell’Arno e sopperire al fabbisogno idrico di Firenze e Prato. Il Lago è oggi anche una importante meta turistica per i praticanti la pesca sportiva, la canoa, la vela, il windsurf, la balneazione.

A qualche chilometro dal capoluogo c’è l’autodromo internazionale del Mugello, acquistato dalla Ferrari nel 1988, teatro di competizioni automobilistiche e di gare del moto mondiale. Da segnalare, infine, il “Barberino Designer Outlet” per gli amanti dell’abbigliamento “griffato” a buon mercato. Il mio viaggio in bici a Barberino è dovuto però ad un’altra attrazione: la durissima salita, sulla via del ritorno, tra Barberino e il Passo della Crocetta dopo il quale si svalica verso Montepiano e Castiglione. L’altezza è modesta (817 m.) ma i 12 chilometri che precedono hanno una pendenza costante a doppia cifra! Sono soddisfazioni.

Ma andiamo con ordine. Dal fondovalle Reno sono salito al Passo dello Zanchetto (Camugnano) dove ho preso la strada per il lago Brasimone, Castiglione dei Pepoli, Montepiano (Vernio). Tre chilometri di modesta salita separano Montepiano dal Passo della Crocetta dove inizia la lunga discesa (12 chilometri) fino a Barberino di Mugello. La doverosa visita al centro storico permette di ammirare la nobile facciata del Palazzo del Podestà (XII sec.) e le sette campate coperte delle “Logge medicee” (XV sec.). 

Infine uno sguardo panoramico al vicino Lago di Bilancino e via sulla strada del ritorno. 

Mi aspettano i 12 chilometri di salita verso il Passo della Crocetta. A cose fatte non sono neanche così terribili. Complimenti al “Mugello Bike-Distretto Cicloturistico”! 

Avete presente quel senso di colpa che deriva dal fatto che non riuscite mai a fare tutto quello che vorreste o che vi piacerebbe fare?

Care Mamme, ho una brutta notizia per voi: d’estate peggiora. Ve lo dico sinceramente: per quanto io adori l’estate, il caldo, i bagni, il mare, il tempo libero, i cocktail (ok, bisogna che mi fermi qui) questa è la verità, nuda e cruda: nel periodo estivo il tempo è sempre meno e le cose da fare (o che vorresti fare) sono sempre di più.

Tale “peggioramento” è da attribuire a diversi fattori:

  1. la scuola chiude e anche per tanto tempo (noi ricominciamo il 16 settembre e solo per metà giornata!). Questo significa solo una cosa: “ricorda di santificare le feste, ma anche le babysitter e tutti coloro che ti aiuteranno anche solo per un ora!”;
  2. le attività outdoor (quindi no computer, no cell, no connessione) aumentano: i bambini (giustamente!) pensano e parlano solo di: mare, gelato, festa, parco, piscina, amici… e a dire la verità anche tu non sei immune ad alcune di queste cose buone e belle;
  3. le persone che ti sono vicine (la vicina gentile, lo zio simpatico, la babysitter instancabile) giustamente vanno in vacanza e non puoi contare sempre su di loro;
  4. il lavoro comunque resta ed è difficile diminuisca: anzi, tutto quello che hai postposto durante l’anno – pensando “questo lo faccio adesso che rallentano un po’ i ritmi prima delle ferie” – è lì che ti aspetta senza pietà!

Ma sapete cosa? Con il passare del tempo ho iniziato ad apprezzare sempre di più il tempo passato insieme a mia figlia; e soprattutto ho iniziato a capire che quella mail così importate e fondamentale la si può inviare anche un po’ più tardi. Quindi, no lamentele, gelato in mano e tutte e due via! La vita ci aspetta!

Alla prossima, care amiche mamme

Ingredienti x 4 porzioni

Verdure : 1 cipollotto / mezzo porro/ 1 costa di sedano / 1 carota / 2 zucchine / 2 piccoli peperoni ( uno giallo uno rosso ) mezza melanzana

Per la besciamella

  • Mezzo litro di latte
  • 50g burro
  • 50g farina
  • Ricotta 300g
  • Parmigiano qb

Per le sfoglie

  • 1 uovo -100g farina ( x quella bianca )
  • 1 uovo – 150g farina – un po’ di spinaci tritati ..

Procedimento

Per prima cosa impastare le due sfoglie facendo la fontana con la farina; unire l’uovo e impastare fino a che con diventa un impasto liscio e far riposare coperto.

Per la besciamella: scaldare il latte fino a bollore, a parte sciogliere il burro, unire la farina, far cuocere pochi minuti, versare il latte, mescolare velocemente e far bollire qualche minuto, correggere di sale e noce moscata.

Dopo aver lavato e pulito tutte le verdure tagliarle a quadretti e far soffriggere la cipolla con un poco d’olio, unire le verdure e cuocere per circa 10-15 min; non devono risultare troppo cotte. A questo punto unire la besciamella e se dovesse essere un impasto troppo denso allungare con un po’ di panna liquida (solo se serve).

Dopo aver tirato la sfoglia, fare dei rettangoli della dimensione della teglia, sbollentateli in acqua salata, raffreddarli in acqua fredda, asciugarli e cominciare a comporre le lasagne.

Uno strato bianco, impasto verdure e besciamella, qualche ciuffo di ricotta e parmigiano, uno strato verde e così via fino a completare le lasagne! Terminare con l’impatto verde.
Cuocerle in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 20- 25minuti.

Buon ferragosto da G&G!

Un altro cinquantesimo anniversario si aggira su di noi; a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto 1969 si svolse il più grande raduno della storia del rock, “3 days of Peace & Rock Music – “3 giorni di pace e musica rock”ilFestival di Woodstock.

Nato da una idea di quattro giovani (il più vecchio aveva appena 27 anni) con il desiderio di realizzare un festival musicale per riunire i grandi nomi della scena rock. Grazie ad un annuncio comparso sul New York Times, i due amici incontrano John Roberts e Joel Rosenman che finanzieranno questa folle impresa. 

Un’intera generazione confluì in massa nelle colline di Woodstock e quello che doveva essere un concerto a pagamento divenne gratuito perché impossibile contenere tutto quel fiume di gente. Si parlò di 500 o 600 mila persone, nessuno lo sa con certezza. 
L’unica certezza è che quell’evento si trasformò in un’imponente manifestazione di protesta, pacifica e libera, di cui si parlerà per sempre negli anni a venire.

Vi presero parte alcune delle migliori espressioni musicali del tempo, vere e proprie leggende: da Jimi Hendrix a Janis Joplin passando per Santana, gli Who, Joe Cocker, Crosby, Still, Nash & Young e Richie Havens.

Proprio Richie Evans fu il primo artista a salire sul palco alle 17 del 15 agosto, segnando un momento significativo; la sua Freedom, un’invocazione contro la guerra e in particolare contro quella in Vietnam, resta una delle canzoni più emblematiche del festival, una sorta di inno.

Sono le 9 di mattina dell’ultimo giorno (18 agosto), quando si esibisce Jimi Hendrix per circa due ore; nel finale ciò che rimarrà impresso a tutti: simulò le bombe con le corde della sua Fender facendole vibrare con il suo grosso anello dorato inserito nell’indice della mano sinistra, evocando anche il suono dei missili aerei, e intersecando tutto all’interno del contestato inno nazionale statunitense.

Un aneddoto: tanto questo festival aveva contraddistinto una generazione, che nel novembre del 2008, il Wall Street Journal riguardo all’insediamento di Barack Obama (che sarebbe avvenuto il 20 gennaio 2009), intitolava “La Woodstock di Washington”, per indicare le aspettative di pace.

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”
*

Sono la tutrice volontaria di una minorenne straniera non accompagnata**.
Una di quei “bambini confezionati in Africa” che sbarcano qui in una situazione talmente rosea da far venir voglia di urlare loro che “è finita la pacchia!”

Leggo oggi su la Repubblica la lettera della presidente di “Mamme per la pelle”, in cui racconta gli episodi di razzismo subiti dal figlio adottivo, reo di avere la pelle nera, in questa “estate del razzismo” e mi sento chiamata in causa.

Non passa giorno in cui io non mi preoccupi di quali violenze verbali possano colpire M, la mia tutelata.
Camminiamo per strada assieme e vedo gli sguardi di quelli che incrociamo: alcuni si interrogano sul rapporto che ci possa essere tra una trentenne bianca (che più bianca non si può, a dire di M) e una ragazzotta alta come me, nera come la pece, che mi cammina a fianco con lo sguardo affamato di chi vorrebbe che non smettessi più di spiegarle le abitudini della nostra città, le stranezze degli italiani e della lingua italiana. Li vedo che si interrogano, si intimoriscono, si indignano.

Vedo negli occhi di giovani poco più grandi di lei passare lampi di odio.
Vedo persone scoprire i canini guardando nella sua direzione.
E quel che è peggio, vedo bambini ritrarsi.

Penso a come potrei reagire qualora qualcuno osasse farsi avanti… cosa direi, cosa farei? Cosa dovrei dire, cosa dovrei fare?
Al di là della mia emotività, ho una responsabilità nei confronti di M: dovrei insegnarle a difendersi verbalmente o insegnarle ad essere superiore rispetto a razzisti ignoranti oggi tanto manipolati?

Lei spesso abbassa la testa quando riconosce segnali di pericolo in chi le sta di fronte. Immagino la vita le abbia insegnato sia la cosa migliore: non istigare i bulli, abbassa la testa e cammina veloce rasente al muro, non esporti.
Ha 17 anni e abbassa la testa.
E’ in Italia da due anni, lavora e studia, vuole crearsi un futuro con fondamenta solide e sa che per farlo deve impegnarsi a fondo.
E ciononostante abbassa la testa.

Poi ci son quelli che non appena presento loro M cambiano sguardo, la salutano, la accolgono in qualche modo. Subiscono una trasformazione positiva che tuttavia ai miei occhi è quasi imbarazzante: se il nero è presentato da un bianco allora è ok. Pregiudizi che sarebbero degni dell’America anni ’50.

E infine ci sono quelli che, dopo averci scrutate per strada e aver riconosciuto gesti di familiarità tra noi, ci sorridono, sorridono a lei e poi sorridono a me. Non so cosa pensi lei di voi, so che arrossisce in quel modo tipicamente africano. Sappiate che a me regalate un’emozione forte, mi riempite i polmoni e l’anima.

Sapere che lei possa essere accettata, oggi è una conquista.
Sapere che lei possa essere riconosciuta semplicemente in quanto “persona”, oggi è una meta.

Ed è aberrante pensare che si possa essere arrivati a questo punto.


*Dichiarazione universale dei diritti umani, Parigi, 1948.
**La figura del tutore volontario di minorenni stranieri non accompagnati è stata introdotta in Italia dalla Legge 47/2017, la cosiddetta Legge Zampa, recante “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”. Per saperne di più: https://www.assemblea.emr.it/garanti/i-garanti/infanzia/attivita/fragilita-sociali/tutori