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Agosto 2020

Ingredienti x 4 porzioni

Il cuore di un sedano bianco 300g circa
Aglio 1 spicchiò
Parmigiano 50 g
Arachidi 50 g
Olio evo qb

Ceci lessati 100g
Cipollotto 1

Pasta 400 g

Procedimento
Per prima cosa mettere la sera a bagno i ceci , la mattina seguente lavarli e lessarli in acqua, una volta cotti , stufarli in una padella con il cipollotto a fettine e regolarli di sale  (ci sta molto bene un po’ di peperoncino fresco ma a piacere ).

Per il pesto, dopo aver pulito e lavato il sedano tagliarlo a fettine, salarlo, spruzzarlo con qualche goccia di limone e farlo marinare una mezz’oretta .
Poi metterlo in un mixer con l’aglio, il parmigiano, gli arachidi, frullare e versare a filo l’olio , correggere di sale, deve essere un impasto bello cremoso ..( si può conservare in un vasetto coperto di olio in frigorifere x qualche giorno).


A questo punto dopo aver cotto la pasta saltarla in una padella prima con i ceci, poi a fuoco spento unire in pesto e se serve per la cremosità, un po’ di acqua di cottura.
Impiantare unendo anche qualche arachide come decorazione.

Il pesto è ottimo anche per guarnire dei crostini di pane !!!

Buon fine agosto da G&G!

Il 22 luglio scorso la Reggiana ha sconfitto in finale playoff di serie C il Bari per una rete a zero e ha conquistato la promozione in serie B, dopo anni di assenza dalla seconda serie del calcio italiano.

La notizia che però ha fatto più scalpore è arrivata dall’esterno del rettangolo verde di gioco e precisamente dal capitano dei granata, Alessandro Spanò

Dopo essere entrato nel cuore dei tifosi del club emiliano, non solo per le sue qualità tecniche ma soprattutto per il suo grande senso di appartenenza, dimostrato sposando nel 2018 nuovamente il progetto Reggiana dopo il fallimento e la ripartenza dalla serie D, il ragazzo, di appena 26 anni, ha scelto di lasciare il calcio giocato per seguire la strada dello studio, più precisamente in una business school internazionale, in cui grazie a una borsa di studio, seguirà gli studi in economia.

Personalmente in questo articolo vorrei analizzare in profondità la sua decisione in relazione al sistema calcistico attuale.

Tutti gli amanti del pallone che hanno praticato questo sport hanno sognato almeno per un momento di calcare i grandi manti erbosi e vivere serate indimenticabili davanti a un corposo pubblico.

Ora, c’è chi, identificandosi nel sistema calcistico attuale, e mostrando senza dubbio le proprie grandi doti sportive, è riuscito ad esaudire il sogno di una vita, potendo così vivere di calcio.

Beh, realisticamente parlando quest’ultimi sono una piccolissima fetta della torta composta da tutti i ragazzi e le ragazze che praticano questo sport.

 Ma Alessandro è stato tra questi

C’è chi, invece, ha sognato si i grandi palcoscenici, ma poi la voglia è andata calando per un’infinità di svariati motivi, e ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo in età giovanile.

La fetta di torta qui è ampissima.

ma come vi ho detto voglio essere molto dettagliato e quindi vado a ricavare in questa ‘’fettona’’, una fetta minore, un sottogruppo.

Ci sono, infatti coloro che, nonostante abbiano talento e passione per questo sport, crescendo perdono stimoli non sentendosi parte appunto del famoso sistema calcistico odierno.

Ma cos’è questo sistema calcistico odierno?

È un modo di vivere, basato sulla valutazione sfrenata, sull’ossessione della vittoria ad ogni costo, sul risultato finale, sulla premiazione di un ragazzo solo ed esclusivamente per le sue qualità dentro il terreno di gioco, senza considerare nè la sua scelta e il suo andamento scolastico, nè le sue eventuali problematiche esterne e tutto ciò che porta alla maturazione di un ragazzo al di fuori del calcio, ma che con il calcio stesso dovrebbe coesistere.

La vita dei ragazzi, sin da piccoli fino ai 30 anni, è basata sullo studio e sull’attività sportiva.

Purtroppo, però, la coesistenza dei due mondi è pressoché impossibile, per una mancata volontà di collaborazione tra le società sportive e il sistema scolastico, dove anche in quest’ultimo la valutazione finale diventa ossessiva e in numerose realtà si preferisce la nozione alla crescita del ragazzo sotto l’aspetto sociale e umano.

Dopo questo articolo, la mia domanda è una sola: perché il nostro Alessandro Spanò, al fine di perseguire un obbiettivo scolastico ha dovuto prendere la decisione, a mio avviso nobilissima, di abbandonare il palcoscenico professionista, la fama e il denaro? Non poteva proseguire ambo le strade?  Purtroppo no, non se ambisci a risultati elevati, nella società di oggi non è possibile portare avanti di pari passo queste due strade al meglio delle tue possibilità e opportunità, e questo è un grosso problema, ahimè difficilmente risolvibile.

Grazie Alessandro per aver provato ad aprire con la tua scelta i nostri occhi e gli occhi di coloro i quali all’interno di questo complesso sistema si sentono realizzati.

“… Avevo una scrivania più piccola e una sedia più scomoda. Alzando gli occhi lo vedevo tossire col suo sigaro e lo sentivo rantolare e cigolare sulla sua sedia girevole. L’ufficio puzzava come un deposito di tabacco dato alle fiamme. Quanto a me, io non fumo. Brutto vizio. Il fumo fa tossire, buca i vestiti, e finisci per puzzare proprio come questo posto. Le donne che fumano, poi, non le sopporto. Non mi piace baciare una che sa di posacenere o di tabacco masticato …”.

Ci sono già stati commessi viaggiatori, postini, piccoli spacciatori, rivenditori di auto usate con una vita da schifo e ci sono già state donne con un mariti violenti, bevitori, vecchi o potenti (ma sempre più dark che desperate).

Abbiamo già visto “La fiamma del peccato”, “Il postino suona sempre due volte”, “Brivido Caldo”, “Palmetto”, “U turn”.

Abbiamo già amato, odiato, compreso John Garfield e Lana Turner (ma anche Jessica e Jack, of course), Fred McMurray e Barbara Stanwick, Kathleen Turner e William Hurt, Elisabeth Shue e Woody Harrelson o Jennifer Lopez e Sean Penn.

E abbiamo già letto Raymond Chandler, Dashiell Hammett o James M.Cain. Adesso c’è Joe R.Lansdale, adesso c’è “Una cadillac rosso fuoco”.

Che bisogna leggere.

Perché è cinema allo stato puro. Perché è noir all’ennesima potenza. Perché è Lansdale al 100%.