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Il Corno alle Scale è ancora innevato…

Il Corno alle Scale è la cima più alta dell’Appennino bolognese con i suoi 1.945 metri di quota. Deve il nome alla caratteristica forma a gradoni delle stratificazioni arenacee che lo compongono.  E’ una straordinaria riserva di biodiversità vegetale ed animale. Ci vivono il lupo e il muflone e nel cielo, non di rado, si può osservare il volo maestoso dell’aquila reale. Il Corno è il cuore di un sistema turistico locale incardinato su neve, verde, acque, enogastronomia e sull’omonimo Parco regionale protetto. La neve lo imbianca per molti mesi nel corso dell’anno. E anche questo aprile 2019, pur anomalo e siccitoso, non fa eccezione. 


Da Silla (Gaggio Montano) al Cavone-Polle, dove finisce la strada, la distanza è di poco superiore ai venti chilometri. Quella climatico-ambientale ben maggiore e sorprendente. Scoprirlo in sella ad una bicicletta è una esperienza unica. Piacevole se, sulla via del ritorno, si è adeguatamente vestiti. La strada provinciale 324 “passo delle radici” da Silla sale gradualmente  verso Lizzano, Villaggio Europa, Maenzano, Vidiciatico. A Lizzano, attuale sede municipale, già avamposto militare dell’ Esarcato e terra di “ferriere”, si è accolti dall’ex “colonia ferrarese”, elegante edificio di inizio novecento.


 A Vidiciatico, il cui nome significa “luogo in cui è permesso tagliare i salici”, si è subito attratti dal campanile e dalla cappellina di piazza 27 settembre 1944, data che ricorda il giorno della terribile strage nazifascista di Ca’ Berna. La cappellina è l’abside di una antica chiesa datata 1393. Il campanile è ricavato da una torre civica costruita intorno all’anno Mille. 


Il percorso prosegue sulla Sp 71 “del Cavone” risalendo la valle del Dardagna dentro fittissime foreste di alto fusto, rii scintillanti, casette di sasso ed arenaria, improvvisi scorci panoramici di valli sempre più distanti e profonde. Il paesaggio è diventato alpino. 


Dopo la Ca’, Ca’Torlaino, Ca’ Berna e il Centro visita del Parco del Corno di Pian d’Ivo, si arriva al Santuario di Madonna dell’Acero. 

La costruzione del Santuario, un insieme di piccole case una accanto all’altra, risale alla prima metà del 1500. La leggenda narra che in quel luogo, sotto le fronde di un grande acero, due pastorelli sordomuti ebbero la visione della Madonna e la miracolosa restituzione della parola e dell’udito. Da allora il Santuario è una delle massime espressioni della religiosità popolare della montagna bolognese. 

Infine il Corno alle Scale o meglio il tratto finale asfaltato prima dello sterrato. Qui siamo alle Polle o Tavola del Cardinale, così detto perché (pare) meta prediletta del cardinale Capponi, legato di Bologna dal 1614 al 1621, a circa 1.500 metri di altezza, praticamente a ridosso degli impianti di risalita. 

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