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A Dylan il Nobel per la letteratura

Finalmente, dopo troppi, troppi anni in cui il Nobel per la letteratura sembrava assegnato, più che per meriti letterari, avendo ben presenti criteri geopolitici e di politically correct,  l’arte, la poesia e, perché no la letteratura alta, sono tornate a far sentire, forte, la propria voce.
E poco senso hanno le polemiche intentate ad arte da chi un Nobel non lo riceverà mai (e semmai sarebbe piuttosto il caso di domandarsi che senso abbia IL Nobel, ma questo è un discorso che richiederebbe una discussione molto, molto approfondita) se si pensa che l’arte di Dylan accompagna da 50 e più anni la vita, la nostra vita.
E comunque, dopo le canzoni di De Andrè sdoganate ed integrate nelle antologie delle superiori, dopo lo stesso premio assegnato anni fa al giullare per antonomasia Dario Fo ( e chi si sentisse in qualche modo offeso dalla definizione, vada a sfogliare un qualunque vocabolario dove troverà, per giullare, questa definizione: “… un musico, un poeta, un attore, un saltimbanco. ..”).
E poi, scusate, nei giorni della scomparsa di Fo, non riesco davvero a immaginare che non sarebbe stato contento di questo premio a Dylan.
Dario Fo e Bob Dylan: l’arte, la poesia.

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