|

 

“Acca’ Vineria”: buon vino, educazione e gentilezza nel centro di Bologna

In via Nazario Sauro 19 (attenzione però, l’ingresso è in via SanGiorgio 11, proprio dietro l’angolo), esattamente di fronte al “Cortile”, il livepub di cui abbiamo parlato la settimana scorsa e che ospita le iniziative organizzate da IlTiro, c’è l’ “Acca’ Vineria”.

Vini al calice e in bottiglia, birre, infusi e tisane, succhi bio, salumi, formaggi, piattini e cicchetti: così recita la presentazione del locale stampata sul retro del biglietto da visita. E questo, non è, non sarebbe, un viatico invitante. Troppa roba, troppa confusione, non una linea definita, un po’ di qua, un po’ di là. Troppi ne sono nati a Bologna negli ultimi tempi di locali aperti così, tanto per fare, da improvvisati che credono che basti appendere una insegna che reciti winebar per essere osti (nel senso più nobile e professionale della parola).

In questo caso, invece, entrare nel piccolo locale (una ventina, un paio più un paio meno i posti a sedere), piccolo ma assolutamente invitante, elegante perfino nella sua semplicità e pulizia di arredi e di linee, è davvero una esperienza appagante. D’altronde, non per niente l’ “Acca’ Vineria” fa parte di A.M.O. la meritoria (almeno per noi che amiamo TirarTardi in buona compagnia) Associazione Mescitori Organizzati che propone incontri, seminari, degustazioni e speciali momenti di incontro aventi come punto focale la divulgazione e la conoscenza del mondo del vino e di tutto ciò che ruota attorno ad esso.

Date le premesse, risulta quasi naturale trovare ottimi vini (nella nostra ultima visita abbiamo assaggiato il Morosè, ottimo spumante rosè brut 100%centesimino e il “Colli Euganei Fior d’arancio docg”, un moscato giallo secco veneto altrettanto piacevole, ma potremmo citare, tra la quindicina abbondante di vini proposti al calice anche il Vouvray Chemin Blanc metodo classico brut della Loira o il “Cerasuolo d’Abruzzo doc 2016” di Collecorvino, il “Tintilia doc 2014” di Campomarino in Molise o il “Sabbie di sopra il  Bosco 2014” di Nanni Copè da uve Pellagrello nero al 90%, Aglianico e Casavecchia entrambi al 5%) e buone, sfiziose, piccole preparazioni come il saltimbocca farcito, un pane pizza cotto su pietra senza strutto farcito ed infornato al momento di essere servito o taglieri di salumi e formaggi selezionati o ancora crostoni con varie farciture, ad esempio pesto cetarese o ventricina.

Ma c’è un altro motivo per consigliare questo piccolo, prezioso, locale all’attenzione del lettore goloso. A questo proposito, farò mie le parole di una bellissima canzone di Herbert Pagani, forse la sua più famosa, che è stata interpretata da tanti, forse tutti, i più grandi artisti (Ornella Vanoni su tutti), “Albergo a ore”. Ė la storia del portiere di notte di un, appunto, albergo a ore in cui, una sera cominciata come tutte le altre, arriva una copia clandestina, una delle tante. Con una particolarità, però: per una volta, una volta tanto, sono due ragazzi che chiedono la chiave di quello che per loro diventerà un paradiso anche se solo per poche ore “… educati e puliti sembravano finti, sembravano proprio due santi dipinti …”. La storia poi continua e finisce e non starò qui a raccontare come per non togliere, eventualmente, il gusto di andare a riascoltarsela.

Sono state però proprio quelle parole, … educati puliti …, a venirmi in mente appena entrato all’ “Acca’ Vineria” . Intendiamoci: educazione e gentilezza sono, dovrebbero, essere garantiti in qualsivoglia locale. Purtroppo, per i motivi riportati sopra, non sempre è così. Ma per fortuna, esistono ancora posti dove venire ricevuti con un sorriso, coccolati anche se sconosciuti, serviti con garbo e professionalità è premura di chi ti accoglie. “Acca’ Vineria” , come i tanti altri che settimanalmente cerchiamo per voi, è uno di questi. E, credete, non è poco, in una Bologna sempre più spersonalizzata.

Stefano Righini

Stefano Righini
Share Post