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Aiutiamo i turisti a casa loro

E’ dura rimanere in città durante le calde giornate d’estate quando non si ha l’opportunità di andare in vacanza, quando le strade si spopolano e gli autobus diradano le corse in maniera inversamente proporzionale alla presenza delle zanzare. Niente paura, il Corridoio delle Muse vi suggerisce un accorgimento che funziona sempre: fate i turisti.

Non sollevate le sopracciglia e nemmeno mandateci a quel paese, aspettate un attimo…

Fate i turisti ma nella vostra stessa città. Siete sicuri di conoscere tutte le cose interessanti e curiose del luogo dove abitate? Presto fatto alcuni suggerimenti che per forza di cose sono pensati su Bologna ma che valgono per ogni città piccola o grande che sia.

Avete mai pensato di guardare bene i palazzi più importanti delle vie principali? Per esempio il bugnato imponente di palazzo Fantuzzi dove spiccano gli elefanti: Fantuzzi-elefantuzzi, è il gioco di parole che allude all’animale araldico dello stemma famigliare; lo scalone monumentale di palazzo Hercolani con le grandi sculture di Giacomo De Maria; la facciata elegante e barocchetta di palazzo Aldrovandi Montanari; i due imponenti omoni di pietra che reggono l’architrave di palazzo Davia Bargellini, la facciata quattrocentesca e quasi “fiorentina” di palazzo Sanuti Bevilacqua e quasi di fronte palazzo Marsili dove svetta una torretta che fu il primo osservatorio astronomico della città, voluto da Ferdinando Marsili che costruirà più tardi il “grande” osservatorio in palazzo Poggi, la Specola…. Troppe ce ne sarebbe da dire.

Un discorso a se’ merita palazzo Comunale perché qui ci potete perdere una giornata vagando tra la sala Farnese, sala Urbana, la cappella del legato, dove Carlo V è stato incoronato imperatore con la Corona Ferrea del Sacro Romano Impero, la sala dei Cavalleggeri dove era acquartierata la guarnigione dei soldati papali e dulcis in fundo, la galleria Vidoniana dove sono decine e decine di opere d’arte, compreso l’orologio più antico di Bologna. In realtà non è proprio un orologio ma è un gruppo di automi in legno della metà del Quattrocento che era collocato nella torre e allo scoccare di ogni ora, il gruppo formato dai re Magi e un angelo, usciva su un piccolo ballatoio e compiva un vero e proprio carosello meccanico. Nell’ultima sala c’è un’altra meraviglia, una stanza dipinta ad arbusti, alberi, fiori, fontane… un vero e proprio giardino incantato dove al centro c’è lui, la statua dell’Apollo di Antonio Canova.

Non vi basta? Passiamo alle chiese. Sarebbe facile partire da San Petronio ma invece voglio portarvi appena fuori porta San Felice, nella piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie. Una chiesa moderna ma dentro custodisce il più antico Compianto su Cristo Morto di tutta la regione, databile alla metà del Trecento ed in origine esposto sul Pontelungo. E’ un gruppo scultoreo drammatico, intenso. Se volete fare il confronto, il Compianto più bello del mondo, quello di Niccolò dell’Arca nella chiesa di Santa Maria della Vita, vale la pena di essere rivisto e già che ci siete che ne dite di passare all’adiacente Oratorio dei Battuti dove vi aspetta un altro gruppo scultoreo, quello del transito della vergine di Alfonso Lombardi.

Mi fermo qui perché se avete visto tutto quanto allora è già metà settembre e la vostra estate da turisti in città è passata e non ve ne siete accorti.

Se avete portato con voi una macchina fotografica o anche solo il cellulare oppure, e sarebbe ancor meglio, un blocco per schizzi e una matita, avrete catturato ricordi e impressioni di un viaggio del tutto personale, prezioso ed unico, che vi ha fatto conoscere ancora meglio la vostra città.

Un ultimo consiglio: per gli autobus che diradano le corse non c’è nulla da fare ma per le zanzare una bottiglietta di repellente serve sempre.

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Vademecum di sopravvivenza per storici dell’arte ovvero racconti semiseri di vita in un museo quando si è dall’altra parte della biglietteria