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Il declino dell’affluenza, come si sono spostati i voti da partito a partito, come votano i ricchi e i poveri, le donne e gli uomini, chi va a messa e chi no. E poi le differenze tra il voto a livello nazionale e quello nelle regioni rosse, in particolare dell’Emilia Romagna. Con quel buco rosso uscito dalle urne del 26 maggio: anche l’Emilia-Romagna è passata sotto il segno del meno. Il Pd è secondo dietro la Lega di Salvini.

L’Istituto Ixè fa la radiografia del voto. Ecco tutte le tabelle che il direttore Alex Buriani ha presentato martedì 28 maggio durante la serata del Tiro dedicata all’analisi delle elezioni Europee. Ognuno potrà andare a spulciare i numeri a caccia di quelle spiegazioni o di quelle curiosità che cerca. Da parte nostra solo qualche flash che può servire come traccia nell’analisi del voto con  lente d’ingrandimento su Pd-Lega.

Sull’affluenza alle urne nulla di particolare: un lento declino sia nazionale che locale, ovviamente più accentuato per le Europee. Ma c’è la grande anomalia del flop emiliano delle regionali 2014 (37 per cento, tabella 4) che, secondo molti, è stato il campanello d’allarme del terremoto a sinistra colpevolmente ignorato sia a livello nazionale sia, soprattutto, locale.

Interessanti le due tabelle (7 e 8) che analizzano lo spostamento del voto dalle politiche di un anno fa ad ora. Viene confermato solo in parte i travaso di voti Pd-Movimento 5 Stelle a testimonianza che i seguici di Grillo si sentono “poco di sinistra” (complessivamente 20 per cento, tabella 12).

Purtroppo ormai noto anche lo spostamento del Pd a “partito della Ztl”, cioè partito che trova sempre più consensi nelle classi più abbienti, più istruite, più anziane (anche se c’è un incoraggiante dato sui giovanissimi, tabella 10). Il problema è politico, è noto sia ai livelli alti che ai livelli bassi del partito: meno note sono i correttivi (di linea, di strategia, di persone) che si possono apportare. Da sottolineare (in questo caso con soddisfazione) che Salvini (che in tutte le tabelle evidenzia una distribuzione omogenea dei suoi consensi) tra i giovani non sfonda. Segnale di speranza: la parte più fresca e mono impaurita della nostra società non ama Salvini-il Truce.

Da studiare le tabelle 15, 16, 17 che riportano i valori assoluti dei voti in Emilia-Romagna. Dall’anno scorso il Pd, da noi, cresce anche in numeri assoluti (a differenza del dato nazionale, con le relative polemiche di questi giorni). Ma non basta: 703 mila voti sono pochi. E pochi sono anche se si somma il resto del centrosisnistra (849mila). A parte il fatto che dai leader politici regionali del Pd non si intravede una strategie di alleanze, comunque sia il Pd da solo sia tutto il centrosinistra sono sotto a Lega o Centrodestra (attenzione nella tabella 16 c’è un errore, il titolo è Totale centrodestra non centrosinistra) . Impressionante l’escalation di Salvini: aveva 116 mila voti 5 anni fa. Ne ha 759mila. Mancano solo pochi mesi per elezioni regionali, pochi mesi per tappare il buco rosso.

L’ultima sezione è quella della fiducia in politici e istituzioni. Non ci sono molte cose da evidenziare. Se non una, abbastanza clamorosa: Salvini riscuote più fiducia (51 per cento rispetto al 47, tabella 23) nelle regioni rosse che non in tutt’Italia. E’ il caso di dire: Allarme rosso.

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