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Allegria, abbiamo vinto

“Oi, Berto, ma l’hai vista l’altra sera dalla Gruber quella che  è sempre in tv a difendere Renzi, la professoressa ?”

“Chi?”

“Dai, la vicepresidente della Regione.  Ha detto che se era a Torino forse votava l’Appendino.”

“Ma va, non hai mica capito, non può essere!”

“Ma te lo dico! Ha detto che i 5 stelle hanno vinto le elezioni, ma Renzi non le ha mica perse, che se avesse rottamato di più avrebbe vinto di più. Il lanciafiamme doveva usare!”

“Mi sa che adesso danno tutta la colpa a Fassino perché non è della nidiata della Leopolda …. e poi non è neanche giovane e bello.”

“Ah ah ah! Però non hanno mica vinto solo i giovani, quello di Trieste che ha vinto aveva già fatto il sindaco e c’ha più di 60 anni! Vorrà pur dire che non è che ci vuole un bel faccino per farsi votare.”

“E Prodi, l’hai mica sentito? Ha detto che il problema è che qua in Italia ci son troppe disuguaglianze e siccome che Renzi non sta facendo bene, ha perso le elezioni.”

“Eh, la professoressa ha detto che la colpa non è di Renzi, ma è di quelli che c’erano prima perché le disuguaglianze è da quindici anni che ci sono. Lui ci prova a fare le riforme, ma ci vuole tempo. Vedrai che fra un po’ arrivano i risultati. E poi ha sparato sul baffino che ha fatto un’intervista, che sembra che se non van bene le cose è perché lui ci mette i bastoni fra le ruote. Mah! Te dici che se la cavano dando tutte le colpe al baffino? Però quel pelatino dell’Uffinton Post non ce l’ha mica fatta passare liscia!”

“Il pelatino? Ma chi el?”

“Mo, si chiama De Angelis, è un giornalista e c’ha detto che adesso dice così, ma prima delle elezioni dicevano che andava tutto bene, che avevano fatto il Giobsac e che il paese era ripartito. Ma qua non è partito niente e i giovani stanno a casa e le tasse sono sempre alte.”

“E allora?”

“E allora mentre ci diceva queste cose lei rideva che sembrava Joker… che io ho pensato, ma che cazzo ridi? Non c’è mica da ridere, qua c’è da piangere! Ma mi sa che sembrava che rideva, ma non era mica così!”

“E allora che cosa faranno ora, perché la gente non è mica scema. Sarà da quindici anni che le cose vanno male ma, se ho sentito bene, qua da noi i ricchi c’hanno sempre di più e tutti gli altri sempre di meno. E poi lo vedi anche tu, tuo figlio è ancora in Germania a lavorare?”

“Sì, ma per fortuna che ha trovato da lavorare a Berlino. Se stava ancora qua, io mica ce la facevo più con la mia pensione. Certo che lo vedo tre volte l’anno, e da quando c’ha avuto il bambino io ci penso tutti i giorni. Da quando è nato Giuseppe mia moglie mi dà il tormento che dobbiamo andare anche noi in Germania, ma con la nostra pensione non ce la possiamo fare, là la vita costa cara! E poi dobbiamo aiutare l’altro figlio che va ancora all’Università.”

“Già, ma lo sai che la Gina e suo marito si sono trasferiti in Portogallo, che dicono che con la pensione italiana fan la vita da nababbi?”

“See, va bene, ma loro lo sai come sono fatti, e poi non c’hanno più nessuno qui. C’hanno un figlio in Inghilterra e un’altra in Spagna. Stare a Bologna o a Lisbona l’è la stessa cosa.”

“Berto, ma te lo ricordi quando eravamo giovani e in fabbrica prendevamo per il culo i meridionali che non c’avevano da lavorare da loro e venivano qua a fare gli immigrati? Adesso sono i nostri figli che vanno via. Saranno pure laureati, ma ci tocca di patire quello che hanno patito i nostri compagni in fabbrica tanti anni fa.”

“Vamolà Zvuanì, bonalè, che senò ci vien da piangere. Facciamoci una briscola.”

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Tequila e Bonetti sono due investigatori degli anni '90 che indagano su fette della società contemporanea. Tequila annusa le piste e scova i dialoghi, Bonetti li trascrive e condivide con i lettori.