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Auguri di Buone Letture

Una carrellata tra le ultime uscite in libreria per una serie di consigli natalizi. E a tutti, naturalmente, auguri di buone letture.

Tornano, in questo “Bastardi in salsa rossa” di Joe R.Lansdale, i detective più picareschi della storia della letteratura. Oltre il genere, oltre lo stereotipo delle buddy/stories, l’ennesima indagine (tra battute fulminanti e caratterizzazioni di ambienti e personalità miniate con rara maestria) su un omicidio a sfondo razziale che minaccia di far esplodere l’EastTexas di Hap&Leonard, i due leggendari personaggi che hanno fatto dire a Dean Koontz “… leggere Lansdale è come ascoltare uno zio simpatico che ha la rara capacità di raccontare storie …”. Per sorridere, ridere e stare bene con se stessi.

 

Terza avventura per l’improbabile ma formidabile detective privato Neal Carey nato dalla fantasia sfrenata e affascinante di Don Winslow. In questo “Nevada connection”, Neal, tornato da quella che sembrava essere stata la sua ultima missione (“China girl”) deve ritrovare un bambino rapito dal suo stesso padre. E per farlo dovrà infiltrarsi in un gruppo di suprematisti bianchi violenti e selvaggi che hanno scelto come base logistica la neve, il fango e la polvere che caratterizzano le desolate TerreAlte del Nevada. Un bel personaggio per una bella storia che fa riflettere su un’utopia (quella del razzismo e del superomismo) così pericolosamente vicina.

Nel 1978, nel pieno della stagione bella e perdente che può essere ricordata come quella della fantasia al potere, uscì “La gloria” di Giuseppe Berto (“… ho scritto un romanzo ambizioso e bellissimo pensando ai giovani e a tutti coloro che non credono in Dio, ma sentono l’angoscia di non crederci …”), uno scrittore che incarnava tutto ciò che la controcultura dell’epoca aborriva e riteneva deleterio per il proprio stesso divenire. Adesso, a quasi 40 anni da quella prima pubblicazione, esce una nuova edizione a cura di NeriPozza di quello che viene considerato uno dei grandi romanzi del ‘900 italiano. Ed è l’occasione buona per avvicinarsi al monologo di  un Giuda Iscariota che ha travalicato il confine tra la vita e la morte e ”… conosce l’intero corso della storia successivo al tempo della predicazione di Cristo …”. Un libro bello e importante che aiuta a capire come le distanze di allora si siano dissipate con il tempo e la maturità.

Romain Gary è lo pseudonimo (uno dei tanti) di Romain Kacew. A trent’anni è un eroe di guerra, e scrive un romanzo “Educazione europea” che Sartre giudica il miglior testo sulla resistenza. È poi ambasciatore francese negli States e nel ’56 vince il Goncourt con “Le radici del cielo”. Nel ’62 sposa Jean Seberg e nel ’75 pubblica con lo pseudonimo Emile Ajart “La vita davanti a sé” con cui vince (unico nella storia) un secondo Goncourt. Nel 1980, subito prima di uccidersi con un colpo di pistola alla testa, pubblica per Gallimard questo “Gli aquiloni” adesso presentato da NeriPozza in una nuova edizione. E se a incuriosire non basta la sintetica ed incompleta biografia, forse aiuteranno i commenti entusiastici che hanno accompagnato questo romanzo denso e appassionato: “Il romanzo più bello di Gary – Eshkol Nevo”, “Che miniera d’oro – Jean-Paul Sartre”, “Un romanzo straordinario e delizioso – James Laughlin”, “Romain Gary ha creato una galleria di eroi che sono disposti a morire per la libertà – Time”.

Un viaggio in tre puntate nell’immaginario di una donna alla ricerca difficile e pericolosa di se stessa, del proprio passato, di quello che potrà essere il proprio futuro. Ma non solo; perché, come sempre nelle storie belle e complesse, i livelli di lettura, e comprensione, sono molteplici. Interessantissimo esordio narrativo di Marina Visentin, questo “La donna nella pioggia” si propone come perfetto esempio di una narrativa che “… certamente flirta con i generi – dal thriller al giallo al noir – ma nei suoi esempi migliori è capace di andare al di là di cliché e meccanismi per scavare più in profondità per andare alla ricerca di qualche verità sul senso della nostra vita, verità provvisorie, certo, ma non per questo inutili …”. Da sopportare, all’inizio, da lasciarsi prendere, in mezzo, e non riuscire più ad abbandonare, alla fine.

Il perfetto romanzo western. Al tempo della rinascita del genere, come e più dei vari “Il figlio” di Philipp Meyer o “Butcher’s crossing” di John Edward Williams o della cosiddetta Trilogia della Frontiera (“Cavalli selvaggi”, “Oltre il confine”, “Città della pianura”) di Cormac McCarthy, questo “Lonesome dove” di Larry McMurtry edito da Einaudi, è, pur senza raggiungere le vette struggenti e poetiche di Elmore Leonard o Joe R.Lansdale, il compendio esaustivo tra leggenda e realtà, eroi e fuorilegge, indiani e pionieri in un’odissea che attraversa le GrandiPianure “… regalando la malinconia di un’epoca al tramonto e l’eccitazione dell’ultima cavalcata selvaggia che non finirà mai …”. Per sognatori ancora in grado di commuoversi.

“A caccia nei sogni” di Tom Drury, continuazione ideale de “La fine dei vandalismi”, si concentra su un frammento, un solo weekend, nella vita della famiglia Darling, in cui gli eventi si dilatano come nei sogni e i protagonisti rivelano tutta la loro umanità. Un libro “… per chi viaggia di notte, in compagnia di una luna inclinata e luminosa, per chi ha trovato un baule in soffitta pieno di cappelli scarpe e vestiti, per chi si sente a suo agio con i fantasmi e le idee insolite, e per chi capisce sempre troppo tardi quali sono le persone che vuole avere vicino e come fare per non perderle …”.

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