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Author: Il Tiro

E’ nata l’Associazione “Il Tiro”.
Ed è nata perché sentivamo l’esigenza di un luogo dove ritrovarsi, discutere e approfondire i temi che attraversano il nostro tempo.
Non trovandolo abbiamo deciso di costruirlo.
Uno spazio fisico, una comunità di persone, donne e uomini che non si rassegnano alla superficialità che in molti casi caratterizza il dibattito pubblico odierno.

Un’associazione politico – culturale ancorata ai valori della Costituzione Italiana ed all’idea di un’Europa unita e democratica.

Da oggi mettiamo a disposizione di tutti voi questo luogo, proponendovi di aderire a il Tiro.

Iscriversi è facile: basta inviare una mail a iltiromagazine@gmail.com e il nostro Ufficio tesseramento vi risponderà quanto prima.
Una volta ricevuta la risposta positiva sarà possibile versare tramite bonifico l’importo di 20 euro (10 euro per studenti).
In alternativa all’iscrizione on-line potete lasciare i vostri dati e la quota di iscrizione in una qualsiasi delle nostre iniziative.

L’iscrizione – oltre a rappresentare un sostegno concreto all’Associazione e alle sue attività – darà la possibilità a partecipare ad incontri ed eventi riservati ai soli soci.

Proporremo la nostra lettura sui temi principali che attraversano la nostra società. Lo faremo con l’umiltà e la determinazione necessarie per non fermarci ad un’analisi superficiale in modo da poter elaborare e strutturare un nostro punto di vista.

Vi aspettiamo.

Alessio Vaccaro – Presidente Associazione “Il Tiro”

Marco Lombardelli – Direttore Associazione “Il Tiro”

Intervista all’Assessore alla Sanità e al Welfare di Bologna, Giuliano Barigazzi, in occasione dell’incontro organizzato da il Tiro: “Nuove e vecchie povertà: l’urgenza di un moderno welfare”.

Chi è Giuliano Barigazzi:

Attuale Assessore alla Sanità e al Welfare di Bologna. A partire dal 1993 è stato eletto, per due mandati consecutivi, Sindaco di San Pietro in Casale e Presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Azienda USL Bologna Nord. Nel 2004 e fino al 2013, è stato Assessore alla Sanità, Servizi sociali e Volontariato della Provincia di Bologna, Presidente della Conferenza Territoriale Socio Sanitaria, del Comitato paritetico del Volontariato e componente della Cabina di Regia regionale delle politiche sociali e sanitarie. Dal 2009 al 2013 si è occupato anche della delega alla Cultura. Da ottobre 2013 a giugno 2016 è stato Capo di Gabinetto del Sindaco di Bologna.

Ebbene sì, siamo tornati!

Dopo la presentazione dell’associazione “Il Tiro”, ci siamo presi una pausa. Ma non siamo stati fermi o come va di moda dire oggi, non siamo stati seduti sul divano. Abbiamo messo in fila i nostri buoni propositi di inizio anno, e un po’come quando si affronta la dieta dopo le feste di Natale, siamo andati in palestra a lavorare. Nel nostro caso la palestra ha conciso con il progettare un nuovo calendario d’iniziative.

Il 2018 lo abbiamo chiuso parlando di ambiente e del futuro dell’Europa. Nel 2019 vorremmo confrontarci e approfondire nuovi temi di natura socio-politica. Quest’anno ci saranno delle scadenze importanti: a maggio le elezioni Europee, e forse come non mai saranno uno spartiacque per la definizione degli equilibri politici a livello nazionale ed europeo. Sarà un passaggio fondamentale per il futuro dell’Europa, non un concentrato di meccanismi burocratici ma una vera e propria unione politica e sociale, dove accanto alle necessità economico / finanziarie si collocano le esigenze del lavoro e delle politiche di inclusione. Europa come sguardo al futuro e non come gestione del presente. Sarà curioso vedere se i risultati porteranno dei cambiamenti nell’attuale governo, ma anche misurare lo stato di salute del centro-sinistra. A primavera ci saranno anche le elezioni amministrative in molti comuni, dove in questo caso i risultati potrebbero essere letti come l’anteprima delle elezioni regionali in Emilia Romagna. Un vero e proprio test politico, che porta con sé più di un quesito: è la fine definitiva del “modello” emiliano-romagnolo? La sinistra, o meglio il centrosinistra, avrà la capacità di proporne uno nuovo? Quali saranno i temi, le linee politiche, le proposte, per mantenere l’Emilia – Romagna all’interno delle regioni di testa dell’Unione Europea ? Questi appuntamenti, non possono essere affrontati dai futuri candidati al governo regionale (o locale) con i soliti schemi, bisogna arrivarci preparati. È in questo spazio che ci volgiamo collocare. L’ambizione è quella di essere una realtà che di fronte la superficialità e l’improvvisazione nella gestione degli interessi pubblici, discute e prova a tracciare nuove rotte nel mare della complessità. Un luogo propositivo di approfondimento e di elaborazione.

Uno dei nostri obiettivi è di promuovere e mettere in luce, con un taglio diverso, i problemi che attraversano il nostro tempo: il lavoro, il welfare, la sicurezza, l’ambiente. Siamo alla ricerca di “nuovi paradigmi”, senza i quali difficilmente si giungerà a “nuove soluzioni”. Allora forse è meglio confrontarci, trovare strade comuni e non soluzioni frammentate ed estemporanee che risulterebbero semplici toppe. Il Tiro con un po’ di presunzione, ci mette del suo, offrendo incontri con personalità che nel loro ambito hanno certamente competenze e cose da dire.

Martedì 12 febbraio, si terrà il primo incontro, si parlerà di vecchie e nuove povertà. Saranno con noi Giuliano Barigazzi, Silvia Giannini e Maurizio Bergameschi.

Il 26 di febbraio e il 12 marzo in collaborazione con Green Social Festival, presenteremo i libri Conoscere per vivere – Istruzioni per sopravvivere all’ignoranza e Ecologia del desiderio. Curare il Pianeta senza rinunce. Saranno con noi oltre gli autori: Giovanni Boniolo e Antonio Cianciullo, numerosi ospiti che hanno accettato l’invito a confrontarsi con noi su questi temi.

Si tratta solo dell’inizio. Non vogliamo spoilerare tutto subito, ma vi chiediamo di venirci a trovare e seguici sul Il Tiro Magazine, su Facebook, Twitter e a breve anche su Instagram.

A presto!

Intervista a Maurizio Bergamaschi in occasione dell’incontro promosso da “Il Tiro”: “Vecchie e nuove povertà: l’urgenza di un moderno welfare”.

Chi è Maurizio Bergamaschi:

Professore associato all’Università di Bologna dal 2010, svolge le sue ricerche nell’ambito della sociologia dell’ambiente e del territorio.

Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare ai processi di impoverimento in ambito urbano, alle politiche di contrasto alla povertà e alla sociologia francese post-durkheimiana.

Dal 2005 Direttore scientifico del Corso di formazione “Operare con le persone senza dimora”, organizzato dalla Fondazione San Marcellino di Genova in collaborazione con il Corso di laurea in Servizio sociale dell’Università degli sudi di Bologna. Attualmente Coordinatore del corso di laurea in servizio sociale e Direttore scientifico del corso di alta formazione “Immigrazione, servizio sociale e territorio”. Dal 2015 è direttore della rivista “Sociologia urbana e rurale”. Membro del Collegio del Dottorato in Sociologia e ricerca sociale dell’Alma Mater Studiorum di Bologna.

Ho letto su un quotidiano nazionale che le donne del PD si stanno lamentando del fatto che il loro partito non le considera. Le primarie che si stanno delineando sono primarie fra uomini. La cabina di regia proposta da Delrio non prevede figure femminili…del resto le modalità di formazione delle liste alle ultime politiche erano di fatto un ritorno degli uomini a riprendersi posti che in un passato di vacche grasse potevano anche lasciare alle donne. Quando il gioco si fa duro…tutto vero.

Quello però che indispone, e non poco, è trovare fra le arrabbiate del PD donne alle quali andava benissimo tutto quello che succedeva dentro al loro partito, fino a quando i posti non sono calati e si sono accorte, ahimè, che le prime a lasciarci le penne sarebbero state loro.

Quello che manca, care ragazze è la politica. Manca al PD e manca anche a voi. Abbandonate la battaglia per rosicchiare ancora qualche posticino per voi e mettetevi in gioco facendo delle battaglie politiche per le donne di questo paese. Ce n’è da fare, non trovate? Andate a vedere cosa fanno in Italia le giovani donne, come se la cavano, quali problemi incontrano, che razza di futuro le stanno cucinando.

Molte ragazze si rendono conto di non essere come i ragazzi quando escono dalla scuola o dall’Università e capiscono che per loro trovare un lavoro è più difficile e se lo trovano devono accontentarsi di stare sotto a un maschio che magari è meno preparato, o meno bravo, ma è sicuramente preferito dal management. Oppure se ne accorgono quando iniziano a volere un figlio. Fatti due conti, con il sistema di sostegno alla natalità e di welfare complessivo in Italia, aggiunto al pericolo di perdere il posto di lavoro non appena scoperta la gravidanza…. Meglio aspettare, se non rinunciare, almeno per il momento.

Non parliamo poi di violenza famigliare, stalking e così via. Viene voglia di scappare, viene voglia di andare lontano da questo paese in cui addirittura tornano discorsi contro i diritti delle donne che non si sentivamo da anni. Un futuro terribile! State dalla loro parte e forse, dico forse, fra qualche anno potrete chiedere a testa alta di rappresentarle queste donne. Però, questa minestra, cari miei non si è iniziata a cucinare da oggi.

Non è tutta colpa, improvvisamente, del Salvini di turno. Il terreno era già stato reso fertile per i vari Pillon. La 194 era una legge già ampiamente disapplicata nel nostro paese, da anni. Le politiche di aiuto alla natalità, come per esempio la costruzione di nidi e scuole materne in tante parti del paese a prezzi non inaccessibili non sono mai stati veramente una priorità se non in poche aree del paese come la nostra Regione (e anche qui, insomma, si inizia a faticare). Così come politiche specifiche per superare il gap salariale, per garantire di fatto e non di nome la non discriminazione nell’accesso al lavoro perché donna in età fertile ecc….

Queste sarebbero politiche almeno di medio termine, presuppongono una idea di futuro, una strategia politica, politici (donne e uomini) disponibili a giocare una partita perché è giusta e non perché di lì a poco ci sono le elezioni e bisogna in qualche modo tirar su voti.

Le donne del dopoguerra avevano capito che poche cose potevano salvarle: l’indipendenza economica, la possibilità di scegliere se avere un figlio, l’accesso all’istruzione e l’accesso ai servizi per poter avere insieme famiglia e lavoro. Anche un cambio di cultura, certo. La divisione equa del carico famigliare e così via, ma prima di tutto politiche attive, vere e non solo annunciate, che cambiano davvero le condizioni di vita.

Beh, passi avanti ne sono stati fatti, ma la sinistra di questo paese – come si diceva una volta – ha perso su questi temi la sua spinta propulsiva da tanto, tanto tempo. Credo che ci siano responsabilità grandi, da parte dei politici di sinistra, uomini e donne. Anche perché non è così in tutta Europa, dobbiamo saperlo.

Chiediamoci perché la CDU tedesca è stata guidata da decenni da una donna, Angela Merkel, che è anche Cancelliere. Fra l’altro è stata appena sostituita alla direzione del suo partito da un’altra donna Annegret Kramp-Karrenbauer, la quale dopo una battaglia molto dura ha battuto Friedrich Merz, che rappresentava l’ala più conservatrice del partito. Il partito socialdemocratico tedesco ha nominato nel 2018 la prima presidente donna nella sua storia, Andrea Nahles. Theresa May, come tutti sappiamo, è il Primo ministro in Gran Bretagna. Katrín Jakobsdóttir, classe 1976, è primo ministro islandese dal 30 novembre del 2017. Kersti Kaljulaid, classe 1969, è presidente della Repubblica estone dal 2016. Erna Solberg dal 2013 è primo ministro della Norvegia. Dalia Grybauskaitė  è presidente della Lituania dal 2009. Viorica Dancila è la prima donna ad essere stata eletta come Primo Ministro in Romania. Il suo insediamento è avvenuto il 29 gennaio del 2018. Kolinda Grabar-Kitarović è la prima donna ad essere stata eletta presidente donna della Croazia, la più giovane nella storia del paese.

Si tratta spesso di donne conservatrici, è vero. Ma questa è, se possible, una aggravante. Ecco, una bella battaglia politica per i diritti delle donne, questa potrebbe essere un suggerimento per le donne del PD e per il PD tutto, ma una battaglia vera, che non si accontenti di qualche eletta in più alle prossime elezioni.

Trovereste sulla vostra strada tante donne che in questi anni si sono impegnate in movimenti spontanei ed altre che si stanno impegnando ora. Trovereste anche tanti uomini che, grazie a dio, in questi ultimi decenni sono davvero cambiati. Forse dovreste lasciare loro un po’ di spazio, forse saranno loro a dover rappresentare le altre e gli altri…Siete disponibili a questo? Forse allora ci sarà un futuro.

Vartolina

Lunedì 3 dicembre noi de Il Tiro abbiamo deciso di fare una festa dedicata a noi ma soprattutto a voi. Perché nel mese di novembre abbiamo fatto un passo importante, siamo diventati un’associazione, e questa ci  sembra una buona ragione per festeggiare. Ma non è l’unica. Facciamo una festa perchè vogliamo dirvi grazie per averci seguito in questo 2018 ricco di tante belle iniziative. Facciamo una festa perchè vogliamo condividere con voi le nostre idee per i prossimi mesi, e ne abbiamo davvero tante. Facciamo festa perchè ci piace stare tra di noi ma ci piace ancora di più festeggiare con tutti voi e con molti di coloro che hanno contribuito alle nostre iniziative. In questo 2018 abbiamo parlato di tante cose e abbiamo cercato di approfondire molti temi che, qualche volta, erano nuovi anche per noi: legalità, sicurezza, ambiente, Bologna, sondaggi politici, musica, libri, politica e tanto altro ancora. Questi incontri avevano e hanno l’obiettivo di farci riflettere e aiutarci a trovare le chiavi di lettura su fatti che riguardano le nostre scelte come cittadini. E la festa che stiamo organizzando vuole essere un’occasione per tentare di tirare le fila su quanto abbiamo fatto e presentarci a voi tutti. Perchè dietro ogni evento che abbiamo organizzato c’è un gruppo di persone che lavora con passione e ci piacerebbe tanto contagiarvi un po’ di questo nostro entusiasmo e vedere se tra voi c’è qualcuno che ha voglia e curiosità di unirsi a noi, anche solo per fare festa!Vi aspettiamo lunedì 3 dicembre alle 20 al solito posto, al Cortile Café in via Nazario Sauro 24/A a Bologna

Lunedì 3 dicembre noi de Il Tiro abbiamo deciso di fare una festa dedicata a noi ma soprattutto a voi. Perché nel mese di novembre abbiamo fatto un passo importante, siamo diventati un’associazione, e questa ci sembra una buona ragione per festeggiare. Ma non è l’unica. Facciamo una festa perchè vogliamo dirvi grazie per averci seguito in questo 2018 ricco di tante belle iniziative. Facciamo una festa perchè vogliamo condividere con voi le nostre idee per i prossimi mesi, e ne abbiamo davvero tante. Facciamo festa perchè ci piace stare tra di noi ma ci piace ancora di più festeggiare con tutti voi e con molti di coloro che hanno contribuito alle nostre iniziative. In questo 2018 abbiamo parlato di tante cose e abbiamo cercato di approfondire molti temi che, qualche volta, erano nuovi anche per noi: legalità, sicurezza, ambiente, Bologna, sondaggi politici, musica, libri, politica e tanto altro ancora. Questi incontri avevano e hanno l’obiettivo di farci riflettere e aiutarci a trovare le chiavi di lettura su fatti che riguardano le nostre scelte come cittadini. E la festa che stiamo organizzando vuole essere un’occasione per tentare di tirare le fila su quanto abbiamo fatto e presentarci a voi tutti. Perchè dietro ogni evento che abbiamo organizzato c’è un gruppo di persone che lavora con passione e ci piacerebbe tanto contagiarvi un po’ di questo nostro entusiasmo e vedere se tra voi c’è qualcuno che ha voglia e curiosità di unirsi a noi, anche solo per fare festa!Vi aspettiamo lunedì 3 dicembre alle 20 al solito posto, al Cortile Café in via Nazario Sauro 24/A a Bologna

Chi dei due è più furbo?Se Salvini si accorda con Orban per ricavarne un vantaggio politico personale allora è furbo (intellettualmente onesto magari no, ma furbo si). Se invece vuole difendere davvero l’Italia non è furbo per niente.Victor Orban è invece furbo in ogni caso. Perché?L’economia ungherese vola grazie ai fondi europei. L’Ungheria, nel 2016, ha contribuito al bilancio Ue con 924 milioni di euro, ma ha ricevuto 4,5 miliardi.  La differenza è pari al 3,2% del pil di quell’anno, e soprattutto il 32% delle spese pubbliche per beni e servizi. Ciò nonostante L’Ungheria non ha intenzione di contribuire in alcun modo ad affrontare le emergenze globali che vive l’Unione, per esempio non ha acconsentito ad accogliere nemmeno un rifugiato negli ultimi anni e non lo farà in futuro. L’economia italiana è ferma al palo. L’Italia ha versato nello stesso anno nelle casse di Bruxelles 13.393 miliardi e ne ha ricevuti 11.592, investendone troppo pochi in ricerca, istruzione, sviluppo, infrastrutture e beni e servizi pubblici (cioè quello che potrebbe consentire la ripresa economica). Per il futuro il governo giallo-verde intende aumentare il debito pubblico per investimenti non produttivi e quindi, peggio che andar di notte.Il nostro paese ha inoltre affrontato il boom migratorio del 2014-2016, con una parte importante dei paesi UE indisponibili ai ricollocamenti (soprattutto Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia… tutti paesi non contributori netti).In sintesi, se il problema è difendere l’Italia, accordarsi con Orban è roba da pazzi.In realtà, dopo l’incontro recente di Matteo Salvini e Victor Orban, l’obiettivo vero inizia a diventare più chiaro. Lo ha detto ieri lo stesso Orban ai giornalisti e Salvini ha confermato entusiasta. Quella che vogliono costruire da qui al prossimo 26 maggio è il clima giusto per la nascita della cosiddetta “democrazia illiberale”. Se pensate che la democrazia illiberale sia semplicemente quella che vuole per i bimbi una mamma ed un papà e non genitori dello stesso sesso però, vi sbagliate di grosso.La democrazia illiberale per prima cosa dovrebbe modificare il Trattato di Lisbona per eliminare il riferimento alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, perché in quella carta ci sono diversi capitoli che si chiamano Dignità, libertà, Uguaglianza, Solidarietà, Cittadinanza e Giustizia. Ed in ogni capitolo vengono garantiti diritti per i cittadini europei che hanno valore di legge.Ecco, la legge. Lo stato di diritto è un indispensabile connotato per definire una democrazia moderna ed i diritti civili quali la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, come la libertà di espressione di informazione ne sono gli architravi.Per l’Ungheria di Orban e per i paesi di Visegrad non è così.Libertà di espressione e di informazione non sono che stupidi orpelli, così come la divisione dei poteri, il pluralismo politico , il ricambio fra maggioranze e opposizioni ecc… Inoltre, non tutti i cittadini devono godere di eguali diritti. La provenienza etnica, il credo religioso, il sesso perfino, giustificano trattamenti diversi. I media italiani non ci forniscono sufficienti informazioni per capire bene cosa si sta muovendo nei paesi dell’est europeo, non solo fra le élite ma anche fra la gente. Quello che sappiamo è che Orban gode di un fortissimo sostegno da parte degli ungheresi e tale sostegno è cresciuto negli anni anche grazie ad una campagna potentissima per far loro credere ad una possibile invasione islamica del loro paese (da qui i muri e fili spinati ai confini con la Serbia).Compagni di strada di questa rivoluzione in Europa? Tutti i partiti di estrema destra nei paesi europei, quelli al governo del loro paese e quelli che ancora non sono riusciti a conquistarlo, finanche quelli xenofobi e neonazisti .Ora, sembra che anche il popolo italiano sia oramai maturo per questa rivoluzione, la rivoluzione illiberale.Come possano pensare i lavoratori, le donne e le fasce deboli della società che da una rivoluzione illiberale di tale fatta ci possano guadagnare qualcosa?  Ma il fiume è in piena e la ragione non conta più nulla. La corrente tutto trascina e la paura è la sua forza.Non voglio chiedermi come siamo finiti così, un’idea ce l’ho, ma tempo non ce n’è più. Vorrei però sapere come scongiurare tale catastrofe.
Vartolina

Mi chiamo Alice e sono carne per la Bestia. Non lo immaginavo, sono sempre stata attenta sui social a non farmi imbrogliare. Lo so che quello che vedo sulla mia bacheca di Facebook non è il mondo, ma solamente un pezzetto di mondo che mi somiglia. So di essere profilata come tutti su internet e che algoritmi complessi raccolgono i miei dati per farmi arrivare le notizie e i post di persone che la pensano come me su diversi argomenti, oppure promozioni e pubblicità per farmi comprare quello che sto cercando, o che pensano io stia cercando. So che siamo tutti dentro le nostre “bolle comunicative”, insieme ai nostri simili.

Mi sono allenata a riconoscere le bufale. Non clicco più sulle notizie civetta, a meno che non siano tanto assurde da stimolare la mia curiosità, solo per farmi una risata solitaria. Insomma, lo so che non posso dimagrire 10 chili in due giorni solo mangiando un alimento che nessuno mai avrebbe immaginato, o guarire miracolosamente da malattie inguaribili con il bicarbonato, oppure ancora diventare ricca in un mese con un semplice espediente che potrebbe utilizzare anche un decerebrato! Non mi faccio abbindolare dai siti che promettono le “notizie che nessuno ti vuole dare”, e soprattutto non pubblico tutte le foto di tragedie, terremoti, alluvioni, migranti e soprattutto bambini morti accompagnate da commenti strappalacrime perchè provo vergogna nell’usare tali immagini solo per far vedere ai miei amici quanto sono buona d’animo o perchè non riesco a resistere a ciò che fanno tutti. Non mi sono fotografata tirandomi secchi d’acqua in testa o con magliette la maglietta rossa perchè penso che per lavarsi la coscienza serva ben altro. Non sono nemmeno caduta nella trappola del post “anch’io ho deciso di bypassare l’algoritmo di Facebook….”, anche se ho faticato a resistere al richiamo ogni volta che compariva un amico sulla mi bacheca che mi chiedeva di farlo, perchè la solita vocina che alberga nelle nostre teste quando ci arriva una catena e dice”che vuoi che sia, male non farà… e se è vero? Tanto vale farlo!”, si faceva sentire.

Quando scrivo su Facebook sono per lo più attenta a non usare parole di odio che non userei mai di persona, e delle quali so che mi pentirei. 

Bene! Allora perchè sono diventata carne per la Bestia?

La Bestia è il software utilizzato dal 2014 dalla Lega per costruirsi il suo successo politico/elettorale. La bestia è il sistema che controlla le reti social di Salvini e analizzando  i post e i tweet che ottengono i migliori risultati, e che tipo di persone hanno interagito. In questo modo possono guidare la loro strategia attraverso la propaganda. Se un post nel quale si parla di immigrati ottiene molti commenti su un aspetto del tipo “non è vero che sono poveri perchè hanno lo smartphone e sono tutti palestrati” Il successivo post  di Salvini parlerà di smartphone e muscoli in modo da rafforzare ulteriormente questo punto ed ottenere tanti, tanti mi piace. Tante interazioni sui social fanno schizzare le possibilità di penetrazione sui social, fanno girare il post sempre di più e finiscono per influenzare non solo le tante persone che stanno sui social, ma anche l’informazione, perchè anche i giornali oramai prendono le notizie dai social e se un post ha tanti like vuol dire che è la notizia del giorno. 

La bestia rafforza i peggiori sentimenti e soprattutto le paure ed ha funzionato alla grande! 

Pensavo di essere immune! Io non ho mai messo mi piace ai post di Salvini, anzi, sulla mia bacheca non ci arrivano neppure perchè io sto nella mia “bolla”, quella dove non entrano i sovranisti. 

Sbagliavo! Per prima cosa ho scoperto che la Bestia si nutre anche dei post contro Salvini. Ogni volta che condivido un post di critica alle volgari ed orribili sparate di Salvini, contribuisco a far girare la notizia del giorno e così anch’io faccio la mia parte per far si che il titolo dei giornali e delle tv della sera riporti quella notizia come la prima e la più degna di interesse. E così, giorno dopo giorno, l’informazione in questo paese è sempre più viziata e sempre meno libera. Da qualche giorno poi ho notato un’altra cosa. Sulla mia bacheca iniziano ad arrivare anche i post pieni di odio di persone che non conosco, con l’ultimo video o selfie di Salvini, con commenti livorosi, incattiviti, volgari. Cos’è successo alla mia “bolla”? La Bestia ha fatto breccia? Che posso fare? 

Non lo so, davvero non lo so. Anzi se qualcuno lo sa, mi farebbe piacere che me lo dicesse, perchè non mi piace essere carne per la Bestia.

Alice

RispondiInoltra

Pino ci ha lasciati. Giuseppe Pinelli, medico cardiologo che fu tra i fondatori della cardiologia del Maggiore e successivamente di quella del Bellaria che diresse per 34 anni, è morto ieri. Aveva 80 anni. Fino all’ultimo ha continuato a fare il medico, anzi “il clinico”, come amava dire. Ed ha continuato, con passione e competenza, anche a scrivere, per noi del Tiro, le sue pillole di saggezza medica e della salute. Per lui, grande clinico, quello del Tiro era un piccolo-grande impegno. Seguiva la sua rubrica con lo stesso scrupolo con il quale, per oltre cinquant’anni, ha fatto il medico. Ci mancheranno i suoi consigli. Ma ci mancherà soprattutto l’uomo, il suo amore per Bologna e per il Bologna, la sua passione politica (fu anche consigliere comunale per il Pd durante il periodo di Cofferati), il suo impegno civile, la sua intelligente ironia, la sua profonda umanità.

Grazie dottore, grazie di tutto e un caloroso abbraccio ai familiari da tutti noi del Tiro.

Agosto, tempo di vacanze e di bilanci. I primi mesi del 2018 sono stati emozionanti per noi de Il Tiro perché ci siamo messi in gioco e abbiamo cercato di uscire dal web per incontrare non solo i nostri lettori ma anche tante altre persone che non ci conoscevano. E abbiamo deciso di farlo provando ad organizzare una serie di incontri, “I martedì del Tiro”, che avessero un file rouge capace di guidarci nel decifrare ciò che sta accadendo a Bologna e fuori dalla nostra città. Il cambiamento, questo il tema al centro dei nostri incontri invernali. Lo abbiamo declinato in tanti modi diversi, tentando anche di sintonizzarci con i fatti che intanto accadevano intorno a noi. I grandi eventi, quali le elezioni dello scorso marzo, ma anche quelli meno epocali ma altrettanto importanti, quali la sicurezza nelle nostre città. E per farlo abbiamo invitato tanti nuovi amici con cui ci siamo confrontati cercando di trovare ogni volta delle chiavi di lettura agli eventi che più ci colpivano. Abbiamo chiacchierato con Gianluigi Bovini e Piero Ignazi, con Roberto Weber e Alex Buriani, con Walter Vitali e con Matteo Piantedosi. Ma soprattutto abbiamo chiacchierato e ci siamo confrontati con voi.

Eravamo talmente carichi che abbiamo pensato: perché non inventarci una formula più leggera per l’estate per continuare a stare col nostro pubblico? Da lì agli AperiTiro il passo è stato breve, ci siamo messi intorno ad un tavolo e ad un PC, e abbiamo creato un programma di eventi per l’estate bolognese. Anche qui dobbiamo dire grazie a voi, che siete intervenuti sempre numerosi, ma un grazie anche ai nostri ospiti: Federico Poggipollini, Ivano Marescotti, Cristina Cutini, Matteo Lepore, Lucio Mazzi e Moreno Spirogi Lambertini, Loris Mazzetti, Danilo Masotti, Ivo Germano, Sabina Borgatti, Mauro Felicori. E un grazie enorme al nostro padrone di casa, il Cortile Caffè.

Adesso, anche a noi, ci aspettano le meritate vacanze. Ma sappiate che in autunno torneremo con nuove idee, nuovi incontri e nuove formule. E se avete qualche idea o qualche tema che vorreste approfondire, sapete dove trovarci @IlTiroMagazine