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“BABYLON BERLIN” di Volker Kutscher

“… il grigio e il marrone di berretti degli operai era circondato dal nero degli shake e dal blu delle uniformi. Da Monigstrasse stava arrivando un’altra camionetta, dalla quale saltò giù un gruppo con i sottogola legati. Gli agenti sulla piazza si unirono ai rinforzi formando un cordone e tirarono fuori i manganelli. Lo schieramento blu partìall’assalto. I cori dapprima persero il ritmo, poi ammutolirono del tutto, e un mormorio attraversò la folla. I manganelli colpirono con violenza, i dimostranti della prima fila si piegarono, alcuni crollarono. Un paio vennero trascinati via dagli agenti e caricati su una Minna verde, fra questo anche un uomo con un gagliardetto rosso. ma la fola non si lasciò impressionare a lungo. Dopo un breve indietreggiamento, avanzò di nuovo. L’asta di legno di uno striscione fece cadere lo shake di un poliziotto. Volarono le prime pietre. la folla attaccò a gridare. AB-BAS-SO il divieto di MA-NI-.FE-STA-ZIO-NE …”.

“BABYLON BERLIN”, di Volker Kutscher

Perché leggerlo.

Perché, uno, il tempo si ritorce su se stesso, vive, passa e poi ritorna. Potrebbe sembrare diverso, ma alle volte torna uguale a come è già stato. Vigilare, bisogna, e ricordare gli sbagli del passato per non ripeterli, per impedire che altri, capitani senza nessun dove, riescano a farli rivivere.

Perché, due, è un bel giallo, storicizzato quanto basta per far conoscere (e far venire voglia di approfondire) un periodo storico e sociale così importante per questo mondo moderno che ci illudiamo di conoscere.

E perché, tre ed infine, da questo romanzo è stato tratto uno sceneggiato omonimo (o una serie, chiamatelo come volete) che è davvero bellissimo e molto migliore del romanzo stesso …

https://youtu.be/uekZpkYf7-E

https://youtu.be/aj1WTiCoJ2k

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