|

L’abbazia di San Salvatore a Fontana Taona sul crinale pistoiese tra Emilia-Romagna e Toscana, nel cuore della “foresta dell’Acquerino”, ha rappresentato per tutto l’alto medioevo un presidio fondamentale nei collegamenti da una parte all’altra della penisola e nei percorsi dei pellegrini sulla via “francigena” e verso “Santiago di Compostela. Qui, tra l’ottavo e il nono secolo, il monaco Tao, fondatore di altri monasteri nelle terre di Toscana , costruì un “romitorio” a fianco di una sorgente d’acqua tutt’ora esistente. Lo scopo era l’assistenza a viandanti e pellegrini. Il romitorio, in forza della sua posizione geografica, divenne ben presto una importante struttura religiosa-assistenziale, beneficiaria di molte donazioni ed attenzioni dei potenti dell’epoca. Le proprietà dell’Abbazia giunsero ad estendersi da Montemurlo, nel pistoiese, a Savignano e Bombiana, nell’allora territorio vergatese. Nel corso del XIV secolo la Badia venne progressivamente abbandonata e distrutta. Oggi non ne restano che pochi ruderi, parte dei quali recuperati in una costruzione testimoniale privata.

Sul luogo una tabella ipotizza che i “frati benedettini “ora et labora”… oltre alla funzione religiosa assolvessero al  compito di proteggere le strade frequentate dai viandanti che arrivavano alla Badia attraversando le impervie valli delle Limentre e si congiungevano con la via Francesca della Sambuca, diventando con l’occasione monaci guerrieri.” L’escursione ciclistica alla Fontana Taona e alla Foresta dell’Acquerino è un’esperienza piacevole e suggestiva. Le strade, purtroppo, sono piuttosto dissestate, in alcuni casi, addirittura impraticabili, sostituite da provvisori percorsi alternativi. Il viaggio inizia percorrendo la strada statale 64 porrettana in direzione Pistoia.

Prima del traforo si gira a destra verso Spedaletto e il Passo della Collina. Spedaletto è un grazioso piccolo borgo di origine alto medioevale legato anch’esso, come testimonia il nome, all’ospitalità verso viandanti e pellegrini. Raggiunto e superato il Passo della Collina si prende a sinistra la strada per l’Acquerino. La traversata in quota (900-1000 metri s.l.m) della Foresta dell’Acquerino è  molto bella ed emozionante.

 A tre quarti del percorso si incontra la Fontana Taona e quel che resta della Badia. Difficile non sentire la solennità del luogo.

Proseguendo si incontra ciò che rimane dell’antica via di collegamento tra la pianura padana e quella Toscana.

Poi l’Acquerino e la sua fontana monumentale dove è obbligatorio riempire la borraccia di acqua pura e fresca.

Da lì, infine, il percorso, altrettanto bello, di rientro nella valle del Reno passando per Monachino, Acqua, Lentula, Badi.

Share Post