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Basket: la “Effe” fuori dalla corsa promozione

Fuori la Effe dalla corsa promozione, e dispiace per il modo, inappellabile, con cui avviene.

Ma andiamo con ordine.,

Fortitudo, gara 3 di semifinale playoff, sabato 2.

La partita di quelli che non ti aspetteresti mai. Diciamolo subito: i migliori, nella larga e convincente vittoria con cui la F ha fugato, forse, i suoi demoni nascosti, sono stati i tre peones per una volta Caballeros Pini, Italiano ed Okereafor con il sostanzioso contributi di un Fultz memore forse dei suoi bei dì di diciotto anni fa (era in panca nella Fortitudo che vinse il suo primo scudetto) e Chillo. Eccerto non in ombra, ma per una volta non determinanti ed indispensabili come sempre quando questa F vince, i vari Rosselli, Mancinelli e Cinciarini (al solito non pervenuto, ma per una volta non ha fatto danni McCamey ed uno stranito Gandini mentre Amici, la grande scommessa ma direi più azzardo di Boniciolli sedeva mestamente in tribuna).

Di una gara che finisce 79 a 45 che dire? Vergognosa la resa di Casale (solo 16 punti nel 2° tempo) se si esclude il solo Tomassini che, finchè c’è stata partita (solo nel primo tempo quindi) il suo l’ha fatto. Ma d’altronde, forse, non avrebbe avuto senso sbattersi per arrivare alla stessa conclusione (Casale con un rapporto punti segnati punti subiti di -30 è comunque avanti 2 a 1 nelle vittorie) e forse ha avuto un senso decidere di preservare i vecchietti e far fare esperienza (il PalaDozza strapieno di bianco e blu comunque incute sempre un certo timore in chi non ci ha mai giocato, vedi gli “sbarbi” piemontesi) in vista della partita di lunedì, quando l’emozione reverenziale dei più giovani degli ospiti si sarà forse attenuata mentre viceversa la stanchezza di un così breve riposo potrà incidere sui veterani di casa. A chiusura, se la serie si aspettava una risposta ai mille quesiti riguardanti lo stato di salute (mentale ma anche fisica) della Fortitudo, la risposta c’è stata ed è stata arrogante: noi ci siamo e qui non si passa. Se poi fosse solo una promessa elettorale lo sapremo lunedì sera.

Gara 4. Lunedì 4. Che segna la fin della, risibile e restistibile ascesa della Effe al massimo campionato. Una gara mai nata, che ricalca a parti invertite quella di sabato scorso. Un agara in cui il mkigliore è McCamey, ma non perché mostri cifre da far rimpiangere scelte passate, solo perché, purtroppo, di meglio non c’è. Aride cifre, allora (non siamo soliti stilare pagelle , ma per quello che si è visto in campo, questi mezzi giocatori, e questa società fantasma, dove tutti prendono stipendi interi se lo meritano.

Okereafor: 3 punti, 1 su 10 al tiro e un giro palla che all’oratorio, dove dovrebbe giocare, sanno far meglio (ma si sapeva, accidenti se si sapeva prendendolo). Cinciarini: 9 punti con un 6 su 11 che non sarebbe nemmeno male, non fosse che arriva a babbo morto. Rosselli: sbarella, da un po’, rimpiangendo forse la scelta azzardata; 12 punti, un  sontuoso 50% al tiro, ma che lucra solo per le statistiche personali dando l’idea di avere staccato da tempo. Mancinelli: il capitano, che si sbatte, segna 19 punti (e con il 50%) ma è un vecchio leone ferito, assalito da a nimali più giovani e non c’è nessuno che venga ad aiutarlo. Gandini, Fultz, Chillo, Pini, Italiano: non è colpa loro ma di chi li ha scelti per vestire una maglia troppo pesante, troppo antica, troppo gloriosa: giocatori da serie inferiori (più in basso di questa?) o da altro (sport o lavoro, a scelta). Ultima nota per Amici e McCamey, le scommesse, scelte, difese, ripetute di coach Boniciolli, il vero artefice delle continue debacle della tanto amata Fortitudo. Un incapace, arrogante, presuntuoso, invidioso: Amici, “il ceffo da galera” che tanto amava (ma ricordate lo strappo con la tifoseria per Lestini, no dico, Lestini un inutile mestierante dimenticato da chiunque si interessi di basket) non degno nemmeno di metterci la faccia in questa serata da tregenda (a proposito, una sconfitta, e di -15 nella madre di tutte le partite per più di mezza squadra, coach Pozzecco compreso, e qui bisognerebbe aprire una parentesi: fortitudinità e vabbene, ma uno psicolabile ce lo avreste potuto risparmiare; e meno male che gli allenamenti li dirigeva coach Comuzzo, in casa si era persa, gara ininfluente contro Treviso, solo una volta negli ultimi tre playoff) e McCamey preferito in tempi sospetti inspiegabilmente (e se fossi il presidente della F che gli stipendi pago, vorrei un chiarimento) a Legion che sicuramente un fuoriclasse non è, ma i canestri li segna. Considerando infine le squadre allestite in questi anni e subitaneamente disconosciute, un colpevole per questa serie di delusioni e prese in giro per il tifo fortitudino, si fa presto ad individuarlo. Una presidenza, ma più una società inesistente, in cui non si sa chi paga, chi comanda, chi ascoltare. Ed in cui un mestatore buono per tutte le stagioni (in ribasso), vedi Boniciolli, può far il bello ed il cattivo tempo.

Il prossimo anno sarà quello delle tre promozioni e non ci saranno più scuse. Chi tifa Fortitudo merita ben altro.

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