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Basket: le bolognesi vincono ma non convincono

Mamma mia quanto si gioca male a BasketCity.

E che poi, per una volta, il dio imperscrutabile dei canestri volga un occhio benevolo ad entrambe le cittadine, bè, questo non può far dimenticare tutto d’un colpo le magagne (in un caso) e le pochezze (nell’altro) che affliggono sia la Vbianconera sia la Fbiancoblu.

Le partite, comunque.

Vince, dopo un avvio shock che ha fatto dichiarare a coach Ramagli come sia stata necessaria una robusta dose di valium all’intervallo, la gloriosa Virtus dei tempi che furono grazie all’aiuto di tutti, ma proprio tutti i giocatori. A partire da quelli dell’anno passato, i più stupidamente e sconsideratamente contestati (e a dir il vero pure tartassati da una gestione a volte cervellotica e senza attributi dello stesso coach toscano) passando al totem del nuovo corso, troppo ingombrante ma anche troppo gregario secondo alcuni (i milordini da parterre senza conoscenza alcuna del gioco giocato e non solo lumato da una poltroncina troppo glamour) ed arrivando all’ultimo arrivato, il sostituto del non sostituito transfuga Rosselli. Per una volta, quindi, sugli scudi Umeh, Slaughter e BaldiRossi a prendersi la ribalta solitamente riservata ai vari Gentile (Alessandro) ed Aradori che il loro, come sempre, hanno fatto, ma per una volta, una volta almeno, è bello ritrovare lassù, negli inni di un popolo ringiovanito e galvanizzato, vecchi e nuovi eroi accomunati dallo stesso spirito e, si spera, destino. E se poi l’approdo alle final eight di Firenze al MandelaForum del prossimo 15/18 febbraio coincide, come orgogliosamente riporta la chiosa dirigenziale di fine partita, con il 60% del tempo giocato giocato da giocatori italiani, ben venga il ritorno dell’orgoglio bianconero.

Passando all’altra sponda, vince, dopo aver sofferto fino a metà del 3° quarto, la Fortitudo appena ripudiata dal vecchio emiro che tanto fece ed altrettanto disfece al tempo dei suoi tempi gloriosi.

E vince nonostante la peggiore di capitan Mancinelli (che ha tirato troppo fin qui ed il dovere adesso di un coach come sempre troppo troppo debordante, e sarebbe ora di finirla, risulterà quello di tentare di preservarlo per quando, davvero, servirà e cioè a primavera), nonostante il solito e perpetuo disorientamento di un McCamey che come sempre sembra capitato lì per caso, alla pochezza (quella che si diceva prima) di un pacchetto di lunghi che griderebbe vendetta, non fosse che le altre squadre del lotto non sembrano messe molto meglio, per tacere dell’ennesima scommessa persa, e quanto malamente, da Coach Boniciolli, ovverossia quell’Amici che, nonostante a suo dire sia da serie superiore, sembra davvero essere pernicioso perfino in questa. Vince, invece, grazie ad un ritrovato Legion (suo il malloppo più vistoso in termini di punti, leadership, pericolosità e personalità), alla caparbietà di Fultz (alla sua migliore partita in stagione) e all’iniezione di classe del solito Rosselli.

Per la pessima gestione del quale quelli del piano di sopra dovrebbero recitare profondissimi mea culpa.

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