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Basket: settimana positiva per le bolognesi

Un mio vecchio maestro diceva che nell’arte tutto sta nella sottrazione. Invece di accumulare, bisogna levare, togliere, semplificare. Certo, lui parlava di teatro e qui stiamo trattando di basket giocato. Ma visto ciò che sta succedendo a BasketCity (Virtus senza il giovane Gentile e Ndoja, due/quinti del quintetto e la Fortitudo senza i due mori designate bocche da fuoco ed entrambe a due vittorie su due), come si fa a non dargli postuma ragione?

Dopo una partita di cui poco si può dire (Virtus/Pesaro vinta con il largo ventello lucrato nel primo quarto e mantenuto senza problemi sino al fischio finale) ma in cui i frombolieri orfani del principe Gentile sciorinano cifre da capogiro, Umeh (23 punti, 5 triple a segno con il 50%, 8 rimbalzi), Lafayette (7 assist, 3 recuperate, doppia cifra con il 4/5 totale) Aradori (21 punti con il 45% totale), già me le sento le cassandre del parterre (ma anche delle TV cittadine) chiosare il fatidico io lo avevo detto, Gentile mangia palloni, senza di lui la squadra va meglio, e bla bla bla … A prescindere che le grandi squadre (e le grandi vittorie) sono fatte dai grandi giocatori (e non vorrei sciorinare i roster delle Virtus e delle Fortitudo che furono, quelle coi Danilovic e i Myers, i Ginobili, gli Jaric, gli Sconochini, i Griffith e i Nesterovic o i Fucka, i Wilkins, i Rivers, i Basile; poi, vero, quelle avevano dei capibranco affamati e spietati, Sasha nostro e Carlton loro ed uno scherano, comune, che si chiamava Zoran Savic e faceva paura) ma tu metti insieme dei grandi giocatori (grandi, non quella pletora di personaggi minori con solo lo stipendio da grandi come sta sperperando Milano in queste avare stagioni del basket italiano) e poi sono cavoli dell’allenatore, pagato per questo, metterli insieme. Allenatore, coach, guru: chiamatelo come volete, ma se alla guida della corazzata, vera, metti Messina, Bucci, Scariolo, Bianchini, Tanjevic questi come una corazzata la fanno navigare. Poi se ti affidi ai Pianigiani, ai Banchi, Bechi, Pasquali ecc … non puoi stupirti se le cose non vanno come auspicato e pagato.
Questo per dire che, tenendoci ben stretti i meravigliosi tre dell’inizio (Aradori, Lafayette e Umeh in rigoroso ordine alfabetico, uno fromboliere confermato e gli altri ritrovati) ben torni, e presto, il minore dei fratelli terribili. E si riuscisse a tenerlo gli anni venturi, e la magnifica diarchica dirigenza Zanetti/Baraldi riuscisse a portar qui anche quel DellaValle da più voci sussurrato, ben venga anche lui. Più siamo più ci divertiamo (e i problemi, per una volta sarebbero degli altri). Starà poi a coach Ramagli, o a chi per lui, trovare la quadra.
Di là, in Fortitudo, continua la saga che non fa annoiare. Da registrare quindi, nella settimana appena trascorsa, il passaggio di Legion, il miglior giocatore stante alle classifiche e bizzosamente voluto, difeso e confermato da coach Boniciolli fino a ier l’altro, a Mantova diretta (un po’ lontana in classifica, ma tant’è) concorrente all’unico (lo ripetiamo, è una porcata voluta da chi non ha a cuore questo sport meraviglioso, una sola promozione) posto nella lega del piano di sopra ma soprattutto l’intervento telefonico del coach che non si fa mancare nulla ad una trasmissione radiofonica in cui si contestava la sua, per così dire, emotività che avrebbe inficiato le ultime stagioni dell’aquila. Incredibile Boniciolli: se non ci fosse, di certo non si riuscirebbe ad inventarlo uno così. Naturalmente, c’è stata la partita. Questa volta ad Orzinuovi (Brescia) dove un’autarchica Fortitudo ha vinto senza strafare, senza convincere, ma insomma. Una squadra costruita con lungimiranza ponendo l’accento su due tiratori americani (Legion, ora tagliato, e McCamey continuamente in discussione) nelle due ultime partite giocate senza stranieri (e senza coach, ammalato e sostituito dal magnifico vice Comuzzo che forse, e forse senza forse, una panca da titolare la meriterebbe) ha vinto, bene, mettendo in mostra un pacchetto di italiani (dal reprobo Fultz, al profugo Rosselli, al ritrovato Mancinelli) solido, efficace, in grado di fare, a questi livelli, la differenza. Basterebbe ora non sbagliare le addizioni che, gioco forza, arriveranno. Ma sapendo chi deciderà, aspettiamoci pure di tutto.

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