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Avere avuto una fidanzata che da ragazza ha fatto l’indossatrice (eddai, lasciate che me la tiri un po’) ha avuto i suoi vantaggi. Intendiamoci: stiamo parlando di una ragazza (ed ora un donna) molto bella ma sicuramente non una topmodel di quelle che sfarfallano su rotocalchi, social e intrattenimenti TV vari (e già così was a kind of magic). Quando la conobbi, e durante il periodo che ci frequentammo, lei continuava a lavorare nel mondo della moda producendo abbigliamento con un suo marchio e capitava che, erano gli anni del grande boom del settore, si frequentasse il Centergross per lavoro e, perché no, anche per divertimento (alcuni capannoni erano allora adibiti a studi televisivi, fotografici, e con un paio di essi capitò anche che collaborassi, o radiofonici da cui trasmettevano almeno cinque diverse radio).

Naturalmente, non mancavano i ristoranti i bar/tavola fredda, i selfservice. Tutti frequentatissimi e in grado di soddisfare le esigenze di una vera e propria città del commercio che “… occupa un’area di un milione di mq di cui 400.000 dedicati ad area espositiva e che (i dati provengono dalla pubblicazione di Nomisma “Distretti commerciali in Italia” del 2009) ospita circa 540 aziende (di cui 1 su 4 si occupa di moda femminile), vanta una media giornaliera di alcune migliaia di buyer ed impiega circa 6.000 lavoratori di cui il 60% sono donne …”. Numeri di enorme ed indiscutibile rilevanza, che subirono, come inevitabile per un comparto dedito, come detto, principalmente alla moda, un duro colpo in seguito alla crisi del 2010, ma che ultimamente sta vivendo una ripresa cospicua grazie principalmente all’apertura del mercato dell’EstEuropa.

E dalla crisi, con fatica e lavoro ed investendo energie e capitali, uno degli storici locali di cui abbiamo trasversalmente accennato è uscito cambiando completamente la propria fisionomia e trasformandosi in qualcosa di più, e di diverso, dalle altre realtà (4 bar, 3 tavole calde ed un ristorante) attualmente presenti all’interno del Centergross stesso.

Parliamo del “Caffè 164” del blocco 1A. Certo, come dice il titolare Gianmaria Campioni, “… siamo pur sempre una grande distribuzione, ma la concezione del nostro lavoro è quella di un ristorante …”. A confermare tale dichiarazione di intenti, la qualità dei prodotti e l’attenzione per il servizio offerti.

Per dire, il bar (gestito da Roberta ed aperto dal lunedì al venerdì dalle 6.30 alle 17.30, un orario di chiusura decisamente sui generis ma che offre la possibilità, per gli operatori, gli addetti e gli ospiti di poter profittare delle belle sale e della accogliente terrasse, in  stagione ovvio, per un aperitivo di fine giornata) propone pasticceria secca tutta fatta in casa (così come home made risulteranno essere anche tutta la panetteria ed i prodotti da forno presentati dal ristorante).

Ristorante che, aperto dalle 12.00 alle 15.00 ma che in realtà rimane a disposizione della clientela anche oltre tale orario, che, nel tentativo di presentare una varietà di scelta che possa soddisfare tutti i gusti, prevede in menù incursioni tra la cucina bolognese classica, orientale e vegana ed offre tre primi e cinque secondi che cambiano giornalmente a seconda dell’offerta del mercato e all’estro della chef Gloria che con il suo nutrito e preparato staff (la sous-chef Monica e poi Sabrina, Patrizia e Carlotta) studia e prepara nuovi accostamenti e proposte che vengono successivamente esaminate ed approvate nelle quotidiane riunioni con lo stesso Gianmaria e con sua moglie Gaia, responsabile della sala (ma non solo). A certificare la continuità con la tradizione familiare (la famiglia Campioni è infatti presente al Centergross da metà degli anni ’80, quando il padre dell’attuale titolare gestiva una mensa) non mancano, però, alcuni grandi classici della tradizione  della “Campioni Ristorazioni”, si pensi alla tipica frittura di pesce del martedì che è in menù da ben 21 anni. Tradizione ed innovazione, dunque. Come il servizio, nuovo, efficace ed intelligente pensato per realtà lavorative che prevedono sempre meno tempi e spazi per le pause che offre un servizio da asporto a domicilio per le aziende del comparto (in sostanza, dagli uffici e dai capannoni, mandando un’email o un whatsapp, è possibile prenotare il pranzo e riceverlo all’ora desiderata).

Per noi, invece, noi che amiamo tirar tardi mangiando e bevendo bene, un indirizzo da non scordare dovessimo mai trovarci a passare dalle parti di Funo.

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