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Camera con vista

Il nightclubbing dei golosi e degli amanti del tirar tardi bolognesi sembra non conoscere requie. Ogni giorno, quasi ogni giorno, nuovi locali aprono, nuove situazioni si portano, nuove abitudini si radicano per quel poco che possono radicarsi. Seguendo questo inesausto ed inesaustibile percorso, il nuovo “distretto” imperdibile e assai trendy, sembra essere diventato, sta diventando, Piazza Santo Stefano (o almeno la parte di via Santo Stefano che unisce la Mercanzia alla Piazza vera e propria). In realtà, nulla di nuovo. Da tempo esistono in zona punti fermi dell’ora dell’aperitivo cittadino. Cominciò, il primo, tanti anni fa, il mai abbastanza rimpianto GodotWineBar. Dal momento della sua improvvisa chiusura, varie gestioni si sono susseguite, nessuna delle quali, però, è riuscita a rinverdire le piacevolezze, le scoperte, gli entusiasmi regalati da quella primigenia. Tralasciando le catene di fastfood tipo Bolpette o il nuovo arrivato Stix, soffermandoci solo sui locali che offrono la possibilità di bere bene magari diversificando le scelte, non si può non citare la “Vineria Favalli”, buon posto per bere bene, anche se qualcosa che stona c’è: per me, l’aria dimessa del locale, un po’, un po’ molto, tirata via, tanto da far pensare che o i prezzi sono troppo alti per il locale, o il locale è troppo andante per i prezzi praticati (siamo d’accordo, si beve bene, però anche l’occhio vuole la sua parte e le sensazioni sono importanti: un servizio abbastanza frettoloso e sufficiente, nel senso che ti guardando e ti ascoltano con sufficienza, non ha, non può avere la stessa rilevanza, significata anche dai prezzi praticati, di chi ti accoglie e ti coccola e ti vizia solo pochi metri più in là).

Naturalmente, in questa Bologna che più che da bere sta tristemente ed inopportunamente diventando da mangiare (infestata com’è da troppe, troppe false trattorie, ridicoli bistrot, vinerie e winebar, localini falso francesi e catene di pizzerie e cibi pronti dalle discutibili provenienze la cui unica mission sembra essere quella di prendere i soldi, ai turisti gonzi, e scappare), locali anche belli, locali anche davvero azzeccati, alle volte non ce la fanno e scompaiono. Proprio io, soltanto l’anno scorso, consigliavo, in questa stessa zona, due locali che amavo molto e che davvero credevo potessero dare una svolta, così eleganti, così raffinati, così alla moda, al malcostume dei tanti bar e (vedi sopra) che snaturano l’anima ludica e gourmet della città. Sto parlando di Peacock che era in Santo Stefano dove ora è aperto il già ricordato Stix e di Giacchero in Corte Isolani che oltre alle stupefacenti volte affrescate all’interno del locale offriva anche un dehors dalla vista inimitabile essendo proprio sotto il portico prospiciente il complesso delle 7 chiese.

Non tutto, però, soprattutto le esperienze passate, si perde. Così almeno mi piace immaginare; ed allora, sempre in questa zona, ecco che hanno appena aperto due locali che, visto l’abbrivio preso, avranno tutto il tempo di segnare il loro tempo ed indirizzare i gusti di chi ama il momento dell’aperitivo.

Per ovvi motivi di spazio, quest’oggi ne citerò uno solo, “Camera con vista” che sorge nei locali che furono dell’omonima galleria antiquaria, galleria antiquaria che a sua volta prese il posto della Galleria d’Arte di Paolo Nanni, indimenticabile agitatore artistico ben conosciuto ed apprezzato.

Ma bando ai ricordi, questa nuova “Camera con Vista” non mente certo sul suo nome facendo balenare fallaci promesse: i tavolini del dehors, infatti, affacciano, se non direttamente sulla piazza, sull’ultimo scorcio della via prima di; siamo cioè già sui ciottoli che cominciano quando la strada si allarga, sorta di imbuto che sfocerà sulla piazza digradante, una delle viste davvero più suggestive ed evocative che si possano immaginare.

Il locale, come si conviene, è elegantissimo; gli arredi scuri, la boiserie, il grande specchio anticato che riflette una scelta davvero importante di bottiglie ed etichette (tra le vodka spicca la Beluga mentre tra i rum il Kraken da Trinidad e lo Zacapa Xo guatemalteco, il Brugal dominicano e il Plantation XO dalle Barbados e tra i whisky, oltre all’altrove introvabile Bulleit sia Rye che Bourbon, sono presenti tutti i più famosi, dal GlenMorangie al CaolIla, dal Talisker all’Oban, dal Lagavulin al Laphproaig) ben si sposano alla discrezione, al contempo presente e sollecito, del servizio. Si può fare colazione, pranzare, fermarsi per una pausa tè e naturalmente, cosa più importante per noi, profittare dell’aperitivo, della cena (pochi, curatissimi piatti, tra i quali potreste trovare tataki di manzo, foie gras o gazpacho tra gli antipasti; tagliatelle prosciutto e limone o tagliolini con fegatini di pollo e kumquat o ancora ravioli aperti con funghi e crema di provola tra i primi e tra i secondi melanzane glassate e burrata affumicata o costine di vitello tonnato ed insalata o ancora lechon asado e patate mantecate alla senape per finire con, tra i dolci,0 spuma di caffè, pesche caramellate e zabaione alla prugna o mousse di cioccolato bianco e fava tonka e frutto della passione) e del dopo cena. Il locale, aperto dalle 10,30 alle 24,30 prevede infatti il pranzo a partire dalle 12 fino alle 14,30, l’aperitivo a partire dalle 17,30 (sfiziosi apetizer accompagneranno la sosta) e la cena tra le 20,00 e le 22,30.

Dopo, sarà tempo di chiacchiere e dolci bevute sullo sfondo incantato della piazza.

Stefano Righini
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