|

 

Capitolo Secondo: la visita guidata

La visita guidata è il primo banco di prova di ogni storico dell’arte. Dico subito che se vi sembra una cosa facile da farsi, in realtà non lo è perché soggetta alla variabile impazzita. Quale? Ma i visitatori, ovvio. Senza voler creare un catalogo esaustivo, ecco alcuni tipi umani che incontrerete:

tipo A detto anche “Ma guarda te…’”

è il tipo più inoffensivo e mite che potete incontrare; in un gruppo di visitatori ce n’è sempre uno. Ad ogni vostra affermazione sgranerà gli occhi e dirà “ma guarda te…”. Se autoctono pronuncerà prima o poi la frase che ogni tipo A conserva  per questa occasione: “A volte si va lontano a vedere belle cose e invece le abbiamo sotto casa.” Inoffensivo.

Tipo B ovvero la Compulsiva da shopping

In genere è una visitatrice di età matura, elegante e attenta. Infatti vi ascolta compunta per tre quarti della visita e poi alla fatidica richiesta “Ci sono domande?”, si risveglierà improvvisamente dicendo “Sì…vorrei sapere se quegli orecchini della dama con l’abito giallo che ci ha fatto vedere all’inizio, si trovano nel bookshop del museo?”. Scoraggiante.

Tipo C definito Homo radiolinus auricolaris comunis

E’ un tipo di solito maschile che incontrerete solo la domenica, durante le visite pomeridiane. Viaggia sempre in coppia, trascinato dalla moglie o da un amico. Si distacca spesso dal gruppo, si ferma e, concentrato, osserva il dipinto di cui avete spiegato storia e aspetti artistici come per una privata e commossa valutazione. Quando lo vedrete improvvisamente accendersi di passione nello sguardo oppure vi accorgerete che gli si inumidiscono gli occhi non pensate che sia stato colpito dalla sindrome di Stendhal: controllate e vedrete che ha gli auricolari e sta ascoltando la partita.  Abitudinario.

Tipo D ovvero il Saccente anche detto rompiballe cronico

Ce ne sono di ogni età dai ragazzini ai novantenni. Attenti, sono i visitatore più insidiosi che hanno come missione quella di prendervi in castagna. Documentatissimi, hanno letto o addirittura scritto una serie di libri che in pochi conoscono, voi compresi, sulla vita di un oscuro cardinale vissuto tra 1625 e 1660 e che in quell’ arco di tempo limitato ha compiuto gesta mirabolanti che, guarda caso, hanno avuto grossa importanza per le opere/ collezioni/ raccolte/ architetture, che state illustrando.

Cominciano ad interrompervi fin dall’inizio con frasi tipo “Ma sa che quel dipinto che lei dice del primo Settecento, in realtà apparteneva già alla collezione del cardinale Guidalberto Roncarati Serra? Compare in un inventario del 1654. Non lo conosce? Le farò avere il mio libro”. Se provate ad obiettare che la data d’esecuzione dell’opera  vergata in fondo a destra del dipinto  è 1752, la sua risposta sarà prontissima: “E’ apocrifa: l’hanno scritta un secolo dopo.” State tranquilli, questo tipo umano vi ammorberà sì per quasi tutta la visita ma presto o tardi verrà zittito dal visitatore che tutti vorremmo avere, il tipo E.

Tipo E: l’Adorante consapevole

Il tipo E, sia uomo o donna, vi guarda con occhi attenti, annuisce ad ogni vostra parola tanto che vi capiterà di pensarlo affetto da una leggera forma parkinsoniana, sottolinea alcune affermazioni con piccole parole d’incoraggiamento “Esatto! Proprio così. Ma che bello!”. Si accompagna spesso con il “Ma pensa te” e assieme possono aver trascinato con loro il riluttante “Homo radiolinus auricolaris comunis”. Il tipo E vi farà domande cortesi ed educate, poste al momento giusto e con competenza. Ad un certo punto della visita sarà lui a liberarvi del tipo D, in maniera elegante e a volte molto ferma. “Sì abbiamo capito che lei sa tutto del cardinale Guidalberto Roncarati Serra ma adesso ci lascia in pace!?”. Il tipo E è molto mansueto ma non irritatelo: quanti rompiballe cronici si trovano da anni in inesplorati pozzi di castelli o conventi aperti dal Fai solo una volta l’anno? quanti stanno ancora chiedendosi, chiusi in una cantina di un vetusto palazzo, perché mai non passa il pullman dell’agenzia a riprenderli?

Non lo sapremo mai. IL tipo D è impagabile.

Share Post
Written by

Vademecum di sopravvivenza per storici dell’arte ovvero racconti semiseri di vita in un museo quando si è dall’altra parte della biglietteria