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Quando il camion entra al museo

Un elemento prezioso che collabora alla buona riuscita di una mostra è sicuramente il trasportatore di opere d’arte. Trasportare un’opera d’arte è un compito delicato che prevede una competenza specifica. Come potete immaginare le opere vanno imballate con cura certosina, avvolte in fogli di plastica pieni di bollicine d’aria che poi vi divertirete a far scoppiare tra le dita e quando necessario in una o due casse rivestite internamente di materiale che possa assorbire gli urti.

A me personalmente i trasportatori sono simpatici perché possiedono una rara qualità: qualunque sia la vostra richiesta (escluse le spedizioni su Marte ed altri pianeti meno conosciuti del sistema solare), risponderanno “non c’è problema”.

Che poi sia vero che non ci sono problemi oppure che sappiano risolverli tutti, non è detto, ma la frase, nel caos dell’organizzazione di un evento, è un balsamo, un’oasi di serenità, un momento di pace. Ovviamente è necessario assistere agli imballi, controllare che tutto venga realizzato secondo le norme di sicurezza e nel rispetto delle opere e questo consente di osservare con cura antropologica la categoria dei trasportatori di opere d’arte.

Questi possono essere omoni di mezza età grandi e grossi, dotati di pancia d’ordinanza e con dita come salsicce che non vi aspettereste mai che sappiano trattare con la delicatezza di una manicure ogni più piccolo oggetto. Incartano in punta di falangi, sollevano con cura, inseriscono le opere nelle casse o le estraggono con l’attenzione di un chirurgo che asporta un’appendicite. La variante è quella del giovanotto muscoloso e obbligatoriamente tatuato per il quale ogni lavoro è un’esperienza ginnica, una prova di valore personale e per il quale nulla, anche una statua di bronzo alta due metri, sembra essere pesante. Se vi capita di dire “Per questa cassa ci vorranno due uomini…” riceverete uno sguardo sdegnato come se aveste suggerito ad un gangster portoricano di dedicarsi alla danza classica. Con apparente semplicità solleverà il peso e vi guarderà come a dire “Visto?”.

Il tutto offre un valore aggiunto quando prestate voi l’opera che va recapitata in un altro museo e dovete seguirla per controllare lo spostamento: in genere il signore di mezza età, chiede “Viene in camion con noi?”. Che colpo di teatro entrare al museo in camion!

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Vademecum di sopravvivenza per storici dell’arte ovvero racconti semiseri di vita in un museo quando si è dall’altra parte della biglietteria