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Caro Giulio,

qui è Guardamondo che ti scrive, cominciamo?

Scusa se ti scrivo solo adesso, mentre tutti mi hanno anticipata, sono una che troppo spesso gioca a gara con il tempo, ma non sempre la vince.

Ad ogni modo, scusa se ti disturbo, ma in tre anni si accumulano tanti pensieri e poi capita che uno sente il bisogno di scriverli.

Ieri ho rifiutato un’offerta di lavoro che, come un tappeto magico da Mille e una notte, mi avrebbe portata in Turchia, ancor più lontana da casa di quanto non sia già. Ho pensato che non ce l’avrei potuta fare, che forse sarebbe stato pericoloso. Scusa se ho avuto paura.

Scusa se ho dimenticato che, come per te, casa mia è il mondo e non il luogo che mi ha dato il passaporto.

Scusa se ogni volta che racconto di te a qualche amico straniero che non ti sa, mi dimentico qualche pezzo per strada. Quando dentro alle cose mi ci casca il cuore, finisco sempre per perdermi.

Scusa per tutte queste scuse, ma mettiti comodo, che la lista pare essere ancora lunga e io, ora che ci sono, non la voglio fermare.

Scusa Giulio se una volta qualcuno si è preso la briga di andare in televisione e dire che la tua storia è una “questione di famiglia”, come se questa definizione potesse rendere tutto piccolo e lontano.

Scusa se davanti allo schermo ho stretto i pugni e soffocato un insulto,avrei dovuto contare fino a dieci e capire, ma a volte anche questo esercizio di maturità appare complicato, oltre che vano.

Scusa se mi sono arrabbiata e non ho pensato che forse quel qualcuno dopotutto aveva ragione, tu sei una questione di famiglia, una famiglia di sessanta milioni di persone, meno una probabilmente, ma non ti curar di lui, è così piccolo che, a differenza di quello che gli piace, in mezzo al mucchio è solo uno come tanti, come noi.

Scusa se questo qualcuno, ma anche tanti qualcun altro, si sono presi la briga di nominarti, ma non di raccontarti.

Scusa se tante volte hai letto pompose dichiarazioni dei nostri governi antiche, invocando la giustizia in tuo nome, sostenevano di pretendere risposte concrete dall’Egitto, ma poi si sono defilati come elefanti davanti a topolini.

Scusa se mentre si affannavano a cercare strampalate giustificazioni per le loro manchevolezze, nessuno di questi signorotti ha pensato di assumersi semplicemente parte della responsabilità.

Scusa se nessuno di loro ha mai detto che sì, le risposte mancano, ma in compenso gli accordi fioccano come neve ad alta quota.

Scusa se pochi raccontano della famosa lobby delle armi, che non è figlia di un film di Hollywood, ma che è qui, reale e che fa così tanta gola che, improvvisamente le risposte possono aspettare, ma già che siamo qua che non vorresti metterle due o tre firme per un esplosivo sodalizio Italo – Egiziano?

Scusa se hai sentito dire che Al – Sisi è un buon partner strategico, uno che ci aiuta nel “controllo delle migrazioni”, senza che nessuno spiegasse questo in cosa consiste davvero, i numeri, gli aerei, le vite.

Scusa se dicono che non è vero che abbiamo interessi a mantenere buone relazioni con il Cairo per via dei così detti “interessi energetici”.

Scusa se quando sentono nominare il Noor, il più grande giacimento di gas del Mediterraneo, scoperto dalla ENI di fronte alle Coste dell’Egitto, cambiano discorso o peggior ancora, non sanno di che cosa si sta parlando. 

Scusa se cercando su google il tuo nome uno dei primi risultati della ricerca è “Giulio Regeni Spy”.

Scusa se gli interessi geopolitici sono diventati giustificazione per l’assassinio di qualcun altro.

Caro Giulio, la sai una cosa? Facciamo che è meglio se ti chiediamo scusa per tutto? Non ti preoccupare di chi ancora non l’ha fatto, lo facciamo noi anche per loro. Noi siamo studenti, expats, genitori, amici, attivisti, gatti, piante, un concentrato di vita tutto per te, potente, che sa essere spina nel fianco, desideroso di conoscere e mai troppo stanco per andare avanti.

Caro Giulio, scusa se ci ho messo un po’, ma grazie per essere stato anche tu un Guardamondo.

Ti portiamo nello zaino con noi. E ovunque e sempre, verità per Giulio Regeni.

Ps. Cari lettori, scusate se oggi tra queste righe non avete letto di stati o di asettiche strategie, ma la geopolitica a volte è anche questo, è anche la storia di persone che provano a cambiare le cose, ma vengono fermate prima di farcela. La storia di Giulio, insieme a tante altre, ci insegna che restare umani è l’unica strategia che valga davvero la pena mettere in atto, non fatevi ingannare da chi vuole vendervi per vero il contrario.

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