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Casa Bolognesi

Ci sono zone che  per motivi a volte contingenti ci si è trovati a frequentare più spesso di altri nel corso degli anni.

Una di queste, per me, è via San Vitale. Già la prossimità alle varie facoltà (non a caso ne ho girate un sacco, vuoi mai che ce ne fosse una più interessante delle altre …), poi quella al Teatro Comunale (che ha prima intrigato da studente entusiasta e curioso, poi deluso da lavoratore stanco e disincantato e poi ricompattato negli ultimi anni ormai maturi il mio interesse per uno spettacolo, quello lirico, che non ho mai trovato interessantemente contemporaneo), poi il “Bar di legno” di via Zamboni, sede dei primi appuntamenti per l’aperitivo allora non ancora di moda e che costituì il vero salto qualitativo dai Pierini dell’omonimo storico e meraviglioso (nella propria incredibilità) bar/tabacchi all’angolo BelleArti/Castagnoli. Infine, ed in mezzo a tutto questo, i casi della vita. Quando si era studenti, infatti, al 58 di San Vitale ci abitavano, per la serie pescaresi a Bologna, Sandro Cancelli e … (mannaggia, mannaggia, qualcosa dalla memoria scappa sempre) e invece al 60 ci stava, sempre in quei tempi svagati, una fidanzatina (di lei il nome lo so, Fernanda … o Tiziana, forse, o anche …), e mi sia perdonato il vezzeggiativo, ma eravamo così giovani allora.

Ma bando ai ricordi, è da quei tempi che tra i due civici ci sono le serrande abbassate di Luigi Caponnetti con le sue vetrinette ai lati, serranda e vetrinette imbrattate da graffiti e tag.

È stata quindi una bella sorpresa quando, in ottobre scorso, quelle stesse vetrine hanno aperto su questa bella “Casa Bolognesi”, un bar francescano come riporta la scritta sull’ampia vetrina; francescano, però, solo per gli arredi, spartani alla vista ma di grande eleganza (non a caso sono tutti, compreso il grande bancone gioia per i tiratardi amanti dell’antico rito dello sgabello alto) provenienti dalla collezione di Maurizio Marzadori, alias Freakandò, l’uomo che del brocantage ha fatto arte e professione.

Aperto tutti i giorni, domenica esclusa, dalle 17,30 all’una durante la settimana e fino alle 3 di notte durante il weekend (siamo appena fuori dal black hole di Petroni ma già l’ordinanza che lì obbliga la chiusura entro la mezzanotte non è più valida qui, a soli 20 metri dalla via causa di tutti i mali: stranezze ed incongruenze del burocratismo di una giunta, molte giunte in realtà, incapaci di affrontare un problema che tale non è, visto che se una legge esiste, ed esiste, basterebbe farla rispettare; concordo però che non sia questa la sede opportuna per discuterne), questa “CasaBolognesi” è un cocktail bar più che un’osteria o pub. Dico questo per evitare che il cliente inavvertito faccia come me che, appena entrato ho chiesto se facessero anche cocktail: lo sguardo della sorridente barista, e l’elenco delle specialità della casa, hanno risposto esaurientemente alla mia domanda. Certo, vini, e birre ne hanno ma, appunto, la specialità sono i cocktail.

Cocktail che, come spesso, e forse troppo spesso accade in locali tutti incentrati sulla mixology, trascendono i classici (anche se qui viene proposto, ad esempio, un buon MartiniCocktail giustamente secco ed un ottimo MiTo, il classico MilanoTorino bitter e vermouth in dosi uguali e la differenza, come facile supporre, fatta dalla qualità degli ingredienti) per realizzare un proprio menù incentrato su ricerca, sperimentazione e, a volte, esagerazioni. Non è il caso dei cocktail proposti da “Casa Bolognesi” tutti equilibrati e dosati in maniera corretta; il menù ne conta sei giustamente suddivisi tra base whisky (Tutto è iniziato con whisky irlandese, basilico fresco, succo limone sciroppo cannella e Hai detto di no che mixa frangelico, miele, peperoncino e whisky scozzese), gin (Ti sei guardato indietro affumicato al timo con zenzero, sciroppo di zucchero di canna, succo di lime) o rum (Hai fatto la cosa giusta che accompagna il rum con succo di lime, succo di arancia e angostura, Hai fatto la cosa sbagliata con rum, angostura, bitter e cannella e/o noce moscata e Hai detto di sì con timo, amaro Cansiglio, rum, succo di limone e sciroppo di zucchero). In sintesi, un ottimo posto, elegante ed accogliente quanto basta per avvicinarsi alla movida più giovane potendo contare su cocktail davvero ben fatti e, il che costituisce un valore aggiunto, dai prezzi decisamente competitivi con quelli praticati in locali forse più centraioli ma sicuramente meno qualitativi.

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