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Chi siamo

1 maggio 2016

[miptheme_dropcap style=”normal” color=”#222222″ background=””]O[/miptheme_dropcap]ggi è un bel giorno per nascere. Oggi nasce Il Tiro. Un luogo di incontro,di confronto, anche di scontro se necessario, sui tanti aspetti della vita del nostro tempo, con uno sguardo attento sul futuro che ci aspetta. Un luogo aperto a tutti coloro che non hanno smarrito la voglia di capire, di essere curiosi, e perché no di indignarsi di fronte alle ingiustizie grandi o piccole. In un momento di straordinari, profondi, a volte sconvolgenti cambiamenti, di cui spesso non capiamo le cause e che viviamo in solitudine, abbiamo sentito il bisogno di luogo in cui riconoscersi e ritrovarsi. Quel luogo non c’era. Per questo ce lo siamo costruito. Lo mettiamo a disposizione di chi vuole ritrovare il gusto di un impegno civile e culturale lontano da un dibattito spesso superficiale, vuoto, autoreferenziale. Partiamo oggi il 1° maggio, festa del lavoro e dei lavoratori.La festa che più di altre segna il riscatto di tutti coloro che grazie al loro impegno, talento, fatica,vogliono conquistarsi la possibilità di una vita degna di essere vissuta. Noi siamo da quella parte li. Siamo i figli ed i nipoti di coloro che tutto l’anno vestivano i panni del lavoro ma che il 1° maggio tiravano fuori il vestito buono perché ” tutti siamo signori e signore”. Anche in questo mondo cosi diverso e lontano da quello di allora sentiamo il bisogno di avere radici forti, valori solidi. Perché siamo consapevoli che senza radici e senza valori “sei come piuma al vento”. Per questo il Tiro. Un punto di riferimento capace di colpire, di mirare ai problemi, di tirare dalla parte giusta. Ecco perché ci siamo buttati in questa avventura. Con la voglia anche di divertici, anzi sopratutto di divertirci. Perché come ha detto lo scrittore indiano Tarun Tejpal ” due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. Se ne avete una va bene. Se le avete tutte e due siete invincibili”. Noi siamo partiti voi chiedete il tiro e noi vediamo di aprirvi.

Salvatore Caronna

1 maggio 2016

[miptheme_dropcap style=”normal” color=”#222222″ background=””]N[/miptheme_dropcap]on siamo giornalisti. Anzi, non facciamo i giornalisti e non scimmiottiamo i giornali. Proviamo a fare un’altra cosa, proviamo a creare un gruppo, una comunità, una palestra, un luogo dove chi ha voglia di raccontare la città, la regione, il nostro paese e gli altri paesi sia il benvenuto. Un posto dove ognuno deve trovarsi a casa. E spera di trovare qualcuno dall’altra parte della porta che abbia la stessa voglia di suonare, di leggere, di curiosare tra le cose del mondo.

Non siamo giornalisti (anche se qualche giornalista c’è) perchè siamo coscienti che fare informazione richiede una profesionalità specifica che non s’inventa. Ma, allo stesso tempo, sappiamo bene che sempre di più giornali e giornalisti lasciano aperte praterie dove si può fare informazione e riflessione. E’ in quelle praterie che si trova IL TIRO. Flash, lente d’ingrandimento, una porta che si apre: appunto. Questo vuole essere, senza confini di tempo, di luogo e di argomenti. Infatti ci sarà dentro di tutto: dalla politica al calcio, dalla cucina alla storia, dalla fotografia alla letteratura, da Bologna al mondo. Qualche curiosità, qualche chicca che da altre parti non si trova, qualche opinione che val la pena di leggere. Ci saremo dentro noi, ognuno con le proprie esperienze, con le proprie sensibilità, con le proprie competenze, con la propria visione della società e della politica. E’ chiaro che questa possibilità ci è data dal web, perchè anche solo 10 anni fa, fare questa stessa cosa, mettendosi lì a scrivere e stampare un giornalino, sarebbe stato impensabile. Invece un sito immateriale è possibile. Ma, come si diceva prima, l’ambizione è poi quella di passare dal giornale immateriale, dall’etereo blog, alla concretezza di una comunità di persone in carne e ossa che non si accontenta del virtuale.

Al di là di un po’ di retorica e di qualche parolone che scappa sempre in queste occasioni, è una piccola scommessa che val la pena di fare. Dietro di noi non c’è nessuno. Nel senso che non abbiamo sponsor, gruppi di pressione, partiti, linee politiche da difendere o propagandare. E’ per questo che davanti abbiamo solo la libertà di fare una cosa che ci piace e ci diverte. Speriamo che possa piacere, devertire ed essere utile anche a qualcun altro.

Mauro Alberto Mori