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Chin up, che nel 2020 avremo Lisa Simpson presidente degli  Stati Uniti!

Ma  che sta cosa  di Trump somiglia all Brexit lo hanno già detto?

E no, eh! L’analisi no, o sparo, avevo detto. Ma la reazione  degli Inglesi alla vittoria di Trump? Ah ah, da sbellicarsi! “How the hell is possible  Americans voted for such a moron!”

Il corrispondente dagli USA di ITV News  in una lettera pubblicata sull’Evening Standard si chiede come faranno gli insegnanti di sua figlia a promuovere i valori della scuola quando il presidente eletto è un bullo, misogino, accusato di molestie sessuali. Hellooo… ma mi scusi lei e’ Inglese, e giusto pochi mesi fa….  faranno come hanno fatto gli insegnanti Inglesi, dear. Donald ha detto il giorno prima del voto “La mia elezione sarà una Brexit plus plus “. Comodo criticare le cagate degli altri, eh?

Intanto il mio prediletto, Boris Johnson, è in lieve imbarazzo, come direbbero gli Inglesi. Nella merda, come direbbero gli italiani. L’anno passato, tanto per dirne una, Trump disse  che a Londra evitava di andare in alcuni quartieri perché intimorito dal numero di musulmani. E secondo me aveva pure ragione. (Se volete ve lo spiego un’altra volta). Il Boris nazionale, a quel tempo  sindaco di Londra, gli rispose “Io invece  non vado a New York per paura di incontrare Donald Trump!”. E ci aveva ragione pure lui. Una bella coppia, non c’è che dire! Adesso uno è presidente degli Stati Uniti e l’altro è il ministro degli Esteri britannico. Meglio me sento! Ma BoJo c’è abituato.. Due mesi fa dovette incontrare Erdogan. Sarebbe stato un affare normale se non per il fatto che l’anno prima aveva scritto una poesia in cui rappresentava  il turco che  faceva sesso con una capra! “How the hell is possible British voted for such a moron!” Io glielo dico a questi pistola che pensano che gli Americani siano peggio, glielo ripeto che “stupirvi? Voi? No, eh!” . Glielo dico, e loro are getting sligthly upset, insomma mi s’incazzano.

Dopo il primo disorientamento qui è tutto un corri corri ad accreditarsi. Farage, il più lesto e intelligente di tutti, è già in America. Dice che  chiederà a Trump di essere nominato suo rappresentante presso la EU. Intanto la May e gli altri a cui Obama aveva detto che la Gran Bretagna sarebbe finita in fondo alla fila di quelli che vogliono firmare trattati commerciali con gli USA se avesse lasciato La Eu, May e gli altri, dicevo,  cominciano a muoversi di risalire la fila. E ci riusciranno, anche se oggi Il Times sottolineava il disappointement della Prime Minister perché Trump prima di lei ha telefonato a ben dieci Primi Ministri. Theresa, solo undicesima. Persino quello Irlandese prima di lei, my God!

In tutto questo bailamme quello che si vede da qui è che sarebbe meglio che qualcuno cominciasse a riflettere sul dopo EU. Fratelli e sorelle, l’Europa è finita! Incapace di darsi un’identità positiva, e’ immobile, compressa  tra quelli come me che la considerano una specie di club capitalista che promuove  i grandi interessi finanziari a discapito dei cittadini più deboli, e quelli che pensano che sia il frutto di un complotto anti liberista perché troppo preoccupata dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente, delle regole finanziarie. Entrambe le parti la vogliono finita, e adesso anche il presidente eletto.

Ohi ohi ohi, quasi quasi mi vien da ridere, e però… C’è stata una stagione della mia vita, una quindicina d’anni fa, in cui mi accusavano di essere un No Global, come fosse un insulto. Con un esercito mondiale di sbandati e politicamente senzatetto, parlavamo di Tobin Tax, della globalizzazione che avrebbe impoverito  le comunità locali,  della mortificazione della sovranità popolare a vantaggio dei grandi interessi finanziari, di libertà di movimento delle persone e non solo delle merci, di digital divide, di Europa dei popoli.  Mi ero anche inventato il Movimento per la Globalizzazione della Felicità, Macca ti ricordi? Ma quanto eravamo avanti, Per Dio! Ci bastonarono. Conta poco, avevamo ragione noi.

Qui a Londra mi è capitato di ascoltare un economista Americano che si chiama Robert Shiller. Lui dice che si possono interpretare gli attuali sconvolgimenti politici mondiali solo se comprendiamo che viviamo in um mondo post-fattuale. In sostanza, non conta la realtà, ma ciò  che le persone credono, o vogliono credere. I fatti sono troppo complicati, difficili da interpretare. Fastidiosi.  Meglio uno che te la sappia raccontare, che ti dica ciò che tu vuoi sentire. “Success goes to those with the best narrative, not those with the knowledge of the facts.”  Ecco perché qui ha vinto Johnson, ecco perché di la ha vinto Trump. Ecco perché chissà chi vincerà in Francia e in Germania, ed  ecco perché sarebbe meglio cominciare a prepararsi, perché vista da qui la EU è un feticcio ormai.

 Io non so come si dice paraculo in Inglese, ma voglio comunque dire qualcosa su Matteo Renzi. Ecco, lui è uno di quelli che te la racconta. I dati dicono che Pil cala, la disoccupazione aumenta, il debito cresce, e lui è li che dice “stiamo facendo un grande lavoro.” ” Noi siamo il nuovo”, dice. E intanto flirta con il peggio del peggio del vecchio.  Com’è che si chiama quello? Verdini? E mentre ve/ce/se la racconta, governa. Ma un conto e’ raccontarsela se sei in campagna elettorale, come ha fatto Trump, come ha fatto Johnson con la Brexit, ma se sei al governo da qualche anno…. Forse  Shiller dovrebbe introdurre una nuova categoria nella sua analisi.

Oggi è il tempo di quelli che “Quando sento la parola cultura metto subito mano alla pistola”. Brexit e Trump sono frutti dello stessa pianta che affonda le radici nella ignoranza ricercata. I fatti? Non li voglio conoscere! Io i poveri me li ricordo. La mia compagna Carmelina veniva a scuola senza scarpe e se le metteva quando entrava in classe. Marcello andava a letto all 6 di sera e spesso non faceva i compiti perche’ a casa non avevano la luce. Metà anni settanta, mica prima della guerra. Marcello e Carmelina erano poveri. Oggi si sentono poveri quelli che in tasca hanno ancora l’Iphone 5, mentre il dirimpettaio Polacco ha già il 6plus! Immigrato di merda! Il mondo è di chi s’incazza con chi viene  in UK a fare il cameriere “perche’ accetta salari troppo bassi e ci ruba il lavoro” e invece considera un modello i figli dei capitani d’industria che sfrecciano in centro a Londra con la Lambo verniciata d’oro, oppure postano su youtube video in cui si puliscono le scarpe con carte da cinquanta pounds.

Se poi i presunti 350 milioni di sterline alla settimana  pagati dalla UK alla EU, e che Johnsonn & Co avevano promesso che sarebbero stati dirottati sul Servizio Sanitario Nazionale, non esistono, beh pazienza.

 Io mi  consolo pensando  che nel 2020  avremo Lisa Simpson presidente degli  Stati Uniti!

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