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Alla ricerca del cibo della salute

La settimana scorsa vi ho lasciato dicendo che il nuovo traguardo è il cibo della salute. Cioè un cibo che contrasti l’insorgenza delle malattie. Esiste? Ce lo chiarisce una delle massime autorità in materia, Franco Berrino, patologo ed epidemiologo, che ha analizzato lo sviluppo dei tumori in Italia e in Europa. «Negli ultimi 15 anni le informazioni sul rapporto tra alimentazione e insorgenza dei tumori sono aumentate grazie alle ricerche. È stato redatto un Codice Europeo contro il cancro in cui sono inserite alcune semplici regole per una sana alimentazione che si possono riassumere nell’aumento del consumo di cibo di provenienza vegetale, non industrialmente raffinato (cereali integrali, legumi, verdura, frutta), nella limitazione dei cibi ad alta densità calorica e delle bevande zuccherate, nell’evitare la carne conservata e nella limitazione del consumo di carne rossa e di cibi ad alto contenuto di sale». Ma la salute a tavola non è solo, e tanto, una dieta maggiormente equilibrata: «Gran parte dei problemi-sostiene Berrino-risiede nei processi industriali di trasformazione, nel gusto “avvelenato” da una gran quantità di zuccheri, nei processi di raffinazione il cui scopo è quello di aumentare la shelf life dei prodotti». Un’altra autorità in materia, Lucio Cavazzoni, Presidente di Alce Nero, riconduce l’aumento esponenziale delle intolleranze alimentari al glutine e al latte a precise scelte “iper produttive”. Negli ultimi 50 anni, dice, il grano è cambiato grazie alla selezione di varietà che prediligono la parte glutinica e proteica. Il ragionamento è analogo per il latte. L’alimentazione bovina e’ oggi costituita per il 75% di cereali, mentre prima si basava su erba e fieno. Il cibo della salute è dunque sicuramente esisto, esiste ancora, e, se la domanda lo pretenderà, innovando le logiche produttive, ritornerà centrale.

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