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Certo chi si trovasse a passare in via Altabella ricordando com’era in tempi nemmeno tanto lontani (quando, per intenderci, l’unica chiazza di chiarore nelle fredde notti nebbiose era data dalla lanterna che illuminava la porta dell’antica Osteria Faccioli una delle più belle e vere  rimaste in città e di cui abbiamo parlato il 31 gennaio) potrebbe non ritrovarcisi tante sono le luci, ed i dehors, che sottolineano la presenza di locali, bistrot, birrerie, ristorantini, pizzerie, format pseduo caserecci che si susseguono senza, quasi, soluzione di continuità tanto da renderla, la strada, senz’altro più animata e alla moda ma anche, forse, meno affascinante (siamo pur sempre nella via dell’Arcivescovado, a due passi da piazza Maggiore e proprio dietro la cattedrale di San Pietro).

Come spesso accade in situazioni similari, non tutto è consigliabile in questo ennesimo e modaiolo distretto del food che si snoda tra una prosciutteria ed un pasta fresca, un caffè elegante ed una pizzeria, un ristorantino metrochic e quello che potrebbe sembrare un fastfood, una trattoria che vorrebbe essere come quelle di una volta e  …

Tra tutti, a noi piace segnalare il Cocoa Café (via Altabella 14/a), uno dei primi in città a nascere come salumeria/vineria che privilegiava la ricerca e la proposta di prodotti di grande qualità e che fu tra i primi a proporre menù veloci per il pranzo degli impiegati dei tanti uffici circostanti e per gli addetti alle varie attività commerciali dei dintorni. Naturalmente (il proliferare della moda food ha creato infatti una nuova professione che in realtà è sempre esistita, ma ai giorni nostri è diventata imprescindibile tra chi apre un locale sapendo realizzare un’idea vincente, lo lancia creando una fidelizzazione forte nella clientela e poi lo vende riservandosi di ricominciare daccapo in un altro locale, possibilmente non troppo distante dal primo ma proponendo un’idea alle volte completamente diversa e comunque anch’essa vincente) nel corso degli anni il bistrot ha subito una notevole evoluzione. Adesso, infatti, aperto sette giorni su sette dalle 7,30 per la colazione (la domenica a partire dalle 8,00) fino a mezzanotte per il dopocena di noi tiratardi (venerdì e sabato l’apertura si prolunga fino alle 02) attraversando l’ora del pranzo, quello della pausa caffè pomeridiana e quelli che rappresentano ovviamente il clou per un locale del genere e cioè l’aperitivo e la cena veloce, è di certo pensato e strutturato per una clientela giovane, trendy, indaffarata e modaiola. Il servizio è veloce, informale ma attento, e la scelta delle portate e delle proposte alcoliche è assai varia e di buon, se non ottimo in certi casi, livello.

Per pranzo o cena, ad esempio, sarà possibile orientarsi su piatti tradizionali (tortellini, lasagne, carbonara, amatriciana, tagliatelle), proposte più veloci e meno impegnative (insalate con straccetti di pollo o salmone o tonno, hamburger, panini anche vegetariani, i soliti taglieri) ma anche piatti più inventivi e completi (come, ad esempio, una buona tartare su zucchine marinate al lime, crema di patate allo zafferano e senape di Dijone) mentre tra i cocktail la fanno da padrone quelli più in voga tra una clientela come detto giovane ma consapevole (mojito e caipi qualcosa in varie versioni, al cocco, alla fragole, al frutto della passione o alla liquirizia) ma sarà possibile trovare (non lo avevo detto prima, ma dietro il banco può capitare di trovare Fabio Brunetti che noi seguiamo dai tempi del CaffèDelleErbe di cui abbiamo già parlato, e dei container, quest’anno dismessi, del GuastoVillage:e che adesso, dopo una breve parentesi al Boavista di via CesareBattisti, abbiamo ritrovato disinvolto padrone di ottimi cocktails di sapiente inventiva e buona professionalità) anche i classicissimi come l’Alexander e il BlackRussian, il Daiquiri e lo Stinger, il BourbonSour o il WhiteLady. E visto che anche la cantina, di poche etichette ma di buone case (tra le altre ed oltre alla discreta Corte D’Aibo ci piace parecchio l’ottima Terra D’Aligi abruzzese), ci sentiamo davvero di proporre questo Cocoa Café come un’ottima scelta per chi volesse profittare di un locale che garantisce anche nei momenti di maggior confusione, pensiamo specificamente al weekend, una sosta di buona qualità subito al di fuori delle rotte della pazza folla.

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