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Come difendersi dal caldo

I pericoli del caldo nei soggetti a rischio

In medicina sono ben noti i danni per la salute determinati dall’esposizione a temperature eccessive, specie se associate ad un elevato tasso di umidità. L’ondata di calore straordinaria alle nostre latitudini come quella che si è verificata nel 2003 ha portato drammaticamente alla ribalta dell’opinione pubblica tale problematica. In quell’estate, infatti, si calcola siano morte, a causa dell’ondata di calore, circa 7000 persone; di conseguenza il Ministero della Salute ha elaborato un importante ed articolato documento, tuttora considerato valido, su come realizzare “Piani di sorveglianza e di risposta verso gli effetti sulla salute causate da ondate di calore anomalo”. Al quale hanno fatto seguito ulteriori messe a punto sull’argomento.

Nel complesso gli effetti del caldo, da punto di vista medico, possono essere suddivisi in tre diverse categorie a seconda dell’entità del danno prodotto:

  • Aggravamento di condizioni preesistenti

  • Quadro di disidratazione propriamente detto caratterizzata da aumento della concentrazione di sodio nel sangue e riduzione della concentrazione dei liquidi circolanti

  • Colpo di calore propriamente

In ogni caso è molto importante individuare ed attentamente monitorare la popolazione “a rischio”, in particolare cardiopatici, pazienti con insufficienza respiratoria, quelli con patologie croniche e soprattutto gli anziani. Gli anziani infatti hanno un’alterazione, a volte anche grave, del sistema di termoregolazione, nello specificano sudano meno, sentono meno lo stimolo della sete, come conseguenza, raggiungono più facilmente alte temperature corporee e più rapidamente vanno incontro a disidratazione. I meccanismi di termoregolazione sono ancora più compromessi se all’ età avanzata si associano obesità, alterazioni cardiocircolatorie o respiratorie, uso di alcolici oppure in presenza di stati febbrili.

Aggravamento di condizioni morbose preesistenti

Diverse situazioni cliniche possono aggravarsi notevolmente in presenza di alte temperature ed aumentata umidità in particolare i soggetti più colpiti sono quelli affetti da scompenso cardiaco cronico, gli ipertesi che, a causa della disidratazione, possono tollerare male i farmaci ipotensivi che assumono, i pazienti a rischio di trombosi a causa dell’aumentata concentrazione del sangue conseguente alla disidratazione, infine i pazienti con insufficienza respiratoria cronica e insufficienza renale.

La disidratazione: caratteristiche cliniche

Tale situazione è conseguenza di profuse perdite idriche, in genere dovute a sudorazione e iperventilazione, in assenza di adeguato reintegro di liquidi. Questo è ‘ il quadro della disidratazione propriamente detta tipica dell’ anziano che ha un minore stimolo alla sete.

I sintomi con i quali si manifesta la disidratazione sono prevalentemente di carattere cardiocircolatori (affanno di respiro, aumento della frequenza cardiaca, riduzione della pressione arteriosa, specie in posizione eretta) e neurologici (irritabilità, scosse muscolari, confusione mentale fino al coma)

In presenza di tali condizioni critiche è necessario chiamare immediatamente il 118 per intervenire il più rapidamente possibile.

Colpo di calore propriamente detto

In presenza di colpo di calore la temperatura raggiunge anche i 41°, a questi livelli compare un danno cellulare aggravato dalla concomitante disidratazione, riduzione dell’ossigeno nel sangue (ipossiemia).

I soggetti più esposti al colpo di calore sono i diabetici scompensati, i pazienti con insufficienza cardiaca o respiratoria e quelli con disturbi circolatori.

I primi sintomi sono cefalea, profonda astenia, nausea, vomito, iperventilazione, crampi muscolari, confusione mentale. Conseguentemente i danni possono verificarsi a livello cerebrale, (esordio tipico con cefalea), renale (fino a dare un quadro di insufficienza renale acuta) scompenso cardio- circolatorio, spasmi dolorosi, predisposizione alle emorragie e stato di anemia. In ogni caso è opportuno consultare il Medico di Famiglia il più presto possibile.

Nei casi acuti trattabili a domicilio alcuni consigli pratici posso essere utili: occorre raffreddare lì organismo nel modo più rapido possibile, però senza una esposizione completa all’acqua fredda, che induce vasocostrizione, ma raffreddarlo gradualmente con acqua tiepida o asciugamani bagnati esponendo il corpo a flussi di aria tiepida. Va considerato un buon risultato prognostico il raggiungimento di una temperatura < 39°.

In conclusione, onde evitare gravi conseguenza delle ondate di calore, risulta fondamentale:

  • individuare la popolazione a rischio;

  • effettuare una corretta comunicazione-informazione su come comportarsi, quali abitudini privilegiare, quali alimenti o bevande evitare;

  • informare sui sintomi “sentinella” per un tempestivo riconoscimento dei quadri clinici sopra segnalati spiegando ai familiari come intervenire e cosa fare quando compaiono i primi sintomi del colpo di calore e dello stato di disidratazione;

  • garantire una adeguata sorveglianza della popolazione “a rischio”, specie gli anziani che vivono da soli e che potrebbero sottovalutare la comparsa dei sintomi sentinella senza ricorrere tempestivamente alle cure necessarie.

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