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Come elefanti in una cristalleria

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha ricordato il padre scrupoloso che accompagnando i due figli in un negozio di preziosi, si è preoccupato che questi non facciano danni.

D’altro canto, l’Italia è sicuramente un Paese straordinario ma al contempo delicato.
E’ sufficiente ricordare l’importante debito pubblico di circa 2.302 miliardi di euro, la disoccupazione giovanile pari al 32 %, il rischio povertà che coinvolge 1 italiano su 3, l’aumento dei working poors.
Senza contare il ruolo svolto in seno all’UE.
Non da oggi, a questo elenco, si somma una fragilità del sistema istituzionale e politico, che rende necessaria una netta inversione di tendenza.
Non può passare inosservata la richiesta del M5S di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica, reo di aver svolto il proprio compito istituzionale secondo i limiti costituzionali.
Ne può essere derubricata a screzi politici l’ ormai prassi consolidata di delegittimazione delle istituzioni.
Occorre poi una seria riflessione sugli “organizzatori” della politica, o meglio coloro i quali dovrebbero esserlo: i partiti e i movimenti politici.
La politica va rafforzata, mentre da anni abbiamo visto un indebolimento costante e non solo tramite forze moralizzatrici esterne ma anche per spinte surreali interne agli stessi partiti.
Oggi, difronte ad un passaggio chiave della storia repubblicana, la voce afona della sinistra italiana rimbomba senza precedenti.
Riprenda l’iniziativa, fuori dalle stanze, da FB e dai siparietti TV, riprenda la politica di strada e di comunità, si costruisca un’alternativa politica credibile coinvolgendo la “famiglia larga” del centrosinistra.
Lo scenario che si va definendo impone un cambio di passo.
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