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Consigli per il caldo

Gentile Direttore,

mi scusi se mi permetto di scriverle una lettera che le sembrerà banale ma proprio non ce la faccio più e devo sfogarmi. Tutti noi sappiamo che arriva l’estate e cosa succede d’estate?

No, non cerchi risposte astruse, è semplice: d’estate fa caldo.

Ecco, penserà, una donnetta isterica che si lamenta. Forse isterica lo sono ma non di natura, mi ci hanno fatta diventare loro. Chi? Semplice i giornali, i telegiornali, le rubriche televisive pomeridiane infrasettimanali e anche quelle domenicali, le radiotrasmissioni, le pagine di cucina sui settimanali femminili… Basta, basta, non vado più avanti!

Questo inevitabile fenomeno dell’alternanza delle stagioni che da millanta miliardi di anni caratterizza, in maniera diversa nei secoli, ne convengo, la nostra vecchia e scalcagnata Terra, dobbiamo aspettarcelo regolarmente, no? e abbiamo già capito da tempo cosa dobbiamo fare.

E invece ogni anno, come se fossimo tutti un po’ scemi, ci raccomandano le solite cose: bere molta acqua, mangiare tanta frutta e soprattutto gli anziani devono rimanere in casa nelle ore più calde.

Lei ha mai visto, caro Direttore, un ottantenne che caracolla per la città alle due del pomeriggio addentando una tavoletta di cioccolato, mandandola giù a sorsi di grappa? Io francamente mai…

Eppure con immarcescibile puntualità, trattandoci alla stregua di celenterati senza neuroni, il disco è lo stesso.

La cosa che mi fa più infuriare è vedere intervistati professoroni famosi che di solito operano il cervello o ricostruiscono intere parti umane, irrigiditi nei loro camici bianchi, sottoposti alla fatidica domanda: “Cosa consiglia contro il caldo, dottore?”

Costoro fanno una faccia che sembra dire “Mo’ come faccio a rimanere serio?” e con compunta e opportuna flemma snocciolano il salmo estivo: “Bere molta acqua, mangiare tanta frutta e soprattutto gli anziani devono rimanere in casa nelle ore più calde.”. Amen, mi vien da dire.

Ecco, Direttore…. abbia pazienza e ospiti questo mio appello: “Cari professoroni, nutrizionisti, maitre à penser di ogni genere, a quella domanda almeno una volta, una sola per cortesia, rispondete così “Semplice: esporsi al sole da mezzogiorno alle due, bere del Tavernello a gargarozzo e mangiare dello stinco di maiale al forno”.

Grazie dell’ospitalità e mi scusi ma davvero il caldo mi ha dato alla testa

Con riconoscenza

Lettera firmata

FOTOGRAFIA DI SONIA STREPITO

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