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Contendibile o persa? E’ ora

Nel 2019 si vota per la regione in Emilia-Romagna. Ha ragione chi dice che ogni elezione fa storia a sé e che, dunque, è sbagliato trasferire meccanicamente i risultati di elezioni politiche nazionali a quelle regionali o comunali. Giusto. Si tratta di cose diverse, a partire dalla legge con cui si vota.  Tuttavia sarebbe un suicidio, da parte di tutte le forze democratiche, progressiste, di sinistra, non cogliere, ancora una volta, la portata di quello che è successo il 4 Marzo.  Minimizzare, sperare che si sia trattato solo di un voto di rabbia momentaneo, che in fondo l’Emilia-Romagna è diversa, che c’è una tradizione di buona amministrazione capace di riassorbire il malcontento, sono gli errori capitali da non fare.  Il Pd ha perso in Emilia-Romagna oltre 300mila voti. Un popolo. Ha perso il primato di principale forza politica a scapito dei 5 Stelle. Ha perso come coalizione nei confronti del centro destra. Liberi e Uguali non va molto più in là dei risultati di Sel. Troppo poco. Per la prima volta il problema non è che la regione sia contendibile, lo è sempre stata, è che andando avanti in questo modo è persa!  Non c’è molto tempo per raddrizzare la rotta. Ed in politica, come nella vita, i tempi sono fondamentali. Occorre da subito fare capire che si è capito. Le prime reazioni non sembrano andare, purtroppo, nella giusta direzione. E’ necessario, prima di tutto, riconoscere che occorre cambiare. E’ ora.

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