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Da Porretta al Monte di Badi

Ben ritrovati, amici. Questa volta non vi tediero’ con le meraviglie dell’agricoltura bolognese e regionale. L’argomento è stato già ampiamente trattato nelle 52 puntate della precedente rubrica, attualmente in stand by, “Viva la campagna”, che cultori, nostalgici e nuovi arrivati, potranno, se interessati, consultare cliccando l’apposita stringa del blog “Il Tiro”. Vi racconterò invece delle esperienze di un maturo cicloturista-un tale che conosco abbastanza bene- alla scoperta del fantastici luoghi dell’Appennino tosco-emiliano. Lo scopo? Testimoniare quello che molti ignorano: l’Appennino ha delle cose uniche che vale la pena di vedere e conoscere. Visitarlo con la bicicletta offre la possibilità di un coinvolgimento altrimenti impossibile: profumi, colori, silenzi, natura, flora, fauna, biodiversità, panorami mozzafiato, vette, laghi, boschi, asperità, emergenze ambientali, castelli, borghi, pievi, luoghi della tradizione, cibi artigianali e della agrobiodiversità montanara. E poi un sommesso invito a muovere il culo. Pedalare sugli appennini fa bene alla salute e all’umore! Fatta questa doverosa premessa vengo al primo itinerario cicloturistico. Una sorta di prologo, breve ed esemplificativo.

Si parte da Porretta Terme salendo verso Castel di Casio sulla SP52. Dopo Pian di Casale si devia a sinistra verso Savignano, piccolo borgo già sede dell’omonimo castello distrutto dai bolognesi nell’anno 1293. Si viaggia su di una strada panoramica che per lunghi tratti percorre il crinale tra la valle del Reno e quella del Limentra. Proseguendo si scende verso la affascinante Rocchetta Mattei

e quindi da li, a destra, verso Castel di Casio, prima sede fortificata dei Capitani della montagna, dove ancora troneggia la possente Torre medioevale (oggi mozza) edificata nell’anno 1219.

Dopo un giro all’interno del Castrum si sale alla localita’ Capanna dei Moratti., quindi a Lizzo e infine al Monte di Badi a circa 810 metri di altezza slm. Qui la sosta è obbligatoria sia per riprendere fiato, sia, soprattutto, per il piacere di uno sguardo panoramico sulla ampia valle che accoglie il lago di Suviana e per ammirare la splendida chiesetta romanica di Sant’Ilario (edificata nel 1100 circa)

e l’incredibile bosco di castagni plurisecolari, tra i quali la leggendaria “osteria del bugeon”, vale a dire un castagno cavo di 8,65 metri di circonferenza dove un tempo, si narra,  venivano accolti fino a 12 avventori!

Finita la visita si può tornare alla base. Non prima di un indispensabile controllo ai freni della bicicletta! Da Monte di Badi a Porretta la strada è tutta in discesa. Attenti alle curve e all’ebbrezza della velocità.

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