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Diawara: storia di un bambino viziato

23 Giugno 2015. “Il Bologna Fc 1909 comunica di aver acquisito dal San Marino Calcio le prestazioni del calciatore Amadou Diawara”.

La nostra storia comincia qui, nel bel mezzo dell’estate che accompagna il Bologna verso il ritorno in Serie A.

Il ragazzo è bravo, ha qualità fisiche importanti, non disdegna giocate in verticale e si inserisce subito bene nel gruppo rossoblù, in pochi hanno dubbi sul fatto che, prima o poi, sia destinato ad esordire nella massima serie. Nessuno, però, immagina che il giorno della prima partita in Serie A sia così vicino. Crisetig, il regista titolare designato da società ed allenatore, fatica ad ingranare, Pulgar non è ancora pronto per un palcoscenico tanto duro ed importante e allora, già a Roma alla prima giornata di campionato, Diawara subentra nel finale, risultando una delle poche note liete nella sconfitta subita dai rossoblù contro la Lazio.

Da lì in poi Amadou si prende sempre di più in mano le chiavi della mediana felsinea, a suon di prestazioni solide e convincenti. Annulla sistematicamente il trequartista avversario che agisce nella sua zona e migliora a vista d’occhio anche in fase di impostazione, tanto che contro il Napoli arriva il suo primo assist, con un lancio millimetrico per la zampata di Destro.

Si accendono immediatamente le sirene di mercato su di lui, a Gennaio si fanno avanti Arsenal e Bayern Monaco. Niente da fare, il diktat di Saputo è preciso: il ragazzo resta a Bologna.

La seconda parte di stagione lo vede protagonista di prestazioni più altalenanti, qualche ottima prestazione seguita da partite opache, assolutamente normale per un ragazzo di appena 18 anni. Il Bologna si salva agilmente, il suo valore di mercato continua a salire giorno dopo giorno, sembra tutto apparecchiato per una permanenza sotto le due torri che dovrà coincidere con la stagione della definitiva affermazione, in modo da far lievitare ulteriormente la sua valutazione e farci una fantastica plusvalenza, considerando che l’interesse dei top team nei suoi confronti non potrà far altro che aumentare.

E invece no. Si mette di mezzo il procuratore, probabilmente affamato di soldi e potere, con dichiarazioni a mezzo stampa tanto arroganti quanto fittizie. Amadou è bravo, ma resta un ragazzo di 18 anni, facilmente manipolabile da uomini che sono nel calcio da una vita e che vogliono lucrare sul suo grande talento. Il volpone che dovrebbe curare gli interessi del giocatore spinge per una sua cessione, nonostante il sostanzioso ritocco dell’ingaggio (giustamente) accordato al ragazzo solo pochi mesi prima.

Diawara non si presenta al ritiro, dando apertamente il via alle ostilità. “Torno solo quando mi avrete ceduto” il messaggio lanciato ai dirigenti rossoblù. E’ guerra fredda. Le idee della tifoseria bolognese sono discordanti: meglio cederlo ora che il suo cartellino ha ancora, tutto sommato, un valore alto, sostengono alcuni; può tranquillamente starsene inchiodato alla tribuna fino alla scadenza contrattuale, affermano altri.

Il finale di questa bruttissima storia è ancora tutto da scrivere sebbene, ormai, i margini per una riconciliazione tra società e giocatore siano quantificabili intorno allo zero. L’unica cosa certa è che Diawara, con questo gesto, rischia di aver macchiato indelebilmente la sua carriera praticamente prima ancora di iniziarla.

 

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