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Dzemaili prezioso, Bologna respira

3 punti di platino in quel di Crotone e sospirone di sollievo in casa Bologna, oltre alla rinnovata consapevolezza che Dzemaili, al di là del gol vittoria, sia l’unico elemento realmente imprescindibile nell’affollato reparto mediano rossoblu. Questi i verdetti al termine dell’insidiosa trasferta calabrese che issa i felsinei a quota 23 punti, gli stessi dell’anno scorso a parità di giornate stagionali, ad una manciata di tacche dall’agognata parte sinistra della graduatoria.

Dzemaili, dicevamo: corsa, pressing, agonismo, leadership e centro decisivo ai fini della vittoria. Una volta di più, risulta evidente come il centrocampista svizzero sia l’unico tra i rossoblu ad avere queste doti nel proprio DNA in mezzo al campo, alle quali unisce una ritrovata propensione alla gioia personale. Contro le ultime tre della classe, infatti, Dzemaili ha segnato tutti e tre i suoi gol stagionali, tutti con soluzioni dalla distanza: fortunosa quella di Pescara, precise ed essenziali quelle contro Palermo ed, appunto, Crotone. Con Nagy a presidiare il lato opposto della mediana bolognese e Viviani a fare il play davanti alla retroguardia, l’apporto dello svizzero in fase offensiva diventa fondamentale, tanto che, a tratti, si può notare un suo movimento quasi da trequartista, inserendosi tra le due linee avversarie. Proprio ciò che è avvenuto in occasione del gol vittoria in Calabria. Il Bologna, così, acquisisce maggiore pericolosità per vie centrali, mutando sostanzialmente lo schema tattico in una sorta di 4-2-3-1 atipico nella fase di possesso palla.

Prendiamo ad esempio l’azione in solitaria di Destro nel secondo tempo di Crotone. Col centravanti ex Roma defilato a condurre il gioco, Di Francesco attacca il primo palo, Krejci va correttamente sul secondo. Mancherebbe il riferimento centrale, stante l’uno contro uno sull’esterno di Destro, ma ecco che a presidiare la zona centrale dell’area è ancora una volta Dzemaili, abile a farsi trovare libero e fallendo solo di una manciata di centimetri il raddoppio rossoblu.

Per indole e caratteristiche tecniche, lo svizzero è l’unico tra i centrocampisti rossoblu ad avere nelle proprie corde questa attitudine per l’inserimento, diventando così essenziale per lo sviluppo della trama offensiva bolognese. Nagy e Viviani, infatti, sono più due palleggiatori abili a far partire la manovra, meno ad accompagnare l’azione in fase di conclusione. Pulgar, dal canto suo, si è ormai trasformato in un mediano con limitatissimo raggio d’azione (se non in rarissime eccezioni come a Verona, sponda Chievo), mentre Taider e Donsah latitano dal punto di vista tecnico per essere incisivi negli ultimi venti metri avversari.

Lunga vita a Dzemaili ed a questo Bologna corsaro, dunque, sperando fino alla fine in un ripensamento dello svizzero e di Saputo, in modo da rimandare lo sbarco del centrocampista in Canada, previsto per la prossima stagione. Bologna ne ha troppo bisogno.

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