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Enoteca dei Pigri: piccola enclave di allegria, amicizia e risate

Due fratelli a passeggio sul lungo molo del porto canale che divide Cervia da Milano Marittima. Non è stagione, non è stagione di altoparlanti e di avvisi e pubblicità, non è stagione di abbronzanti e creme solari non è stagione di bambini urlanti e gelati che si squagliano, ma per loro, i due fratelli, è la stagione giusta per far maturare un’idea che hanno da tempo. Io non sono con loro, non posso sapere cosa si dicono esattamente, ma il senso, dei discorsi, dei sogni, di quello che hanno visto e gli è piaciuto, quello sì, lo so, lo posso intuire.

D’altronde siamo in Romagna, e loro, i romagnoli, sono così bravi. Bravi e divertenti. Riescono ad inventare cose, situazioni, belle e coinvolgenti. Ed è di questo che i due fratelli, Alessandro ed Antonio, stanno parlando, di qualcosa che hanno visto e hanno trovato così loro che lo vogliono replicare, per loro e i loro amici, a Bologna. E visto che a loro interessa il vino e tutto il mondo che ruota attorno al vino, non può trattarsi che di un locale. Niente di che, chiaro. Niente pub laccati, bistrot falso francesi, whiskyteche improbabili, winebar per turisti (è l’altro aspetto della Romagna, bellezza, quando la stagione inizierà, le decine di migliaia di turisti massivizzati arriveranno e aspettando di trovare esattamente quello che si aspettano). Ma in Romagna, di nuovo, sono bravi e per loro, per i romagnoli, sanno creare qualcosa che valga la pena. Una vecchia bottega, una cantina, pochi scaffali, niente comodità, ma vino, vino buono e amici. Cosa di meglio.

E allora i due fratelli lo cercano un posto da mettere a posto così, una bottega, una cantina, vecchi scaffali, niente comodità e quelle poche … scomode, ma vino, tanto vino, buono, e amici. Nasce così, in Piazza della Pace 8/A l’Enoteca dei Pigri che è davvero quello che è uscito dalla testa, dalla fantasia, dal piacere di fare dei fratelli Bandiera.

Già la location (che brutta parola, ma è il dare l’idea che vale, no) così defilata, sotto il portico di questo palazzone anonimo da architettura utopicosocialista anni ’60 in una piazza abbandonata, di sera, a se stessa e vabbè che hai lo stadio di fronte e proprio davanti la Torre di Maratona ma insomma …

Comunque, il progetto parte. Aprono, questa piccola (piccola è proprio davvero piccola) enclave di allegria, amicizia, risate. E a suo modo anche “sociale”. La vendita di vino d’asporto infatti prevede, almeno inizialmente, i  tetrapack (niente a che vedere, almeno qualitativamente, dai tristi Corovin di militare e memoria) da  3 litri a prezzi che vanno dai nove ai dodici euro. Certo, esistono anche bottiglie che vengono aperte a seconda delle richieste di chi si intrattiene, fa amicizia, ride e scherza. E non ci si faccia ingannare dall’aspetto; cercando, ma mica poi tanto perché qui è tutto esposto sulle vecchie mensole (ricordate), trovi anche bottiglie, ed etichette, importanti: lo champagne “740” di Jacquesson o il “Brut Nature Premier Cru” di Georges Laval, ad esempio o anche il Borgogna “La Prétière” di Aurèlien Verdet e altri, tanti altri (poi, il vino in box, come si chiama, è rimasto, ma va di pari passo, visto che Bologna è un grande paesone dove chi si muove trova, all’amicizia, all’unità di intenti e a volte di vini con i ragazzi di Sbando del mercato di via Albani, ricordate?). Le cose, naturalmente e come giusto che sia, sono cresciute, i clienti, l’abitudine della gente dei dintorni a servirsi di un prodotto comunque di qualità e la piazza ha acquistato un altro aspetto, nel piccolo che un locale piccolo come i Pigri può consentire e contribuire a fare) e contemporaneamente sono implose. C’è sempre qualcuno, infatti (i soliti vicini astiosi) e non si capisce perché, ma tanto succede ovunque, che si deve mettere di traverso, contestare, brontolare, accusare quasi preferisse il degrado, silenzioso (ma dove e quando?) a questa oasi di allegria rumorosa (ma si chiude alle 21 e allora il rumore, ma dove e quando?).

Comunque, tempo un paio di mesi (avevo detto che intanto all’interno del gruppo si è inserito Andrea, che tutti, ma proprio tutti, a Bologna, conoscono come DjScandella? bè, se non l’ho fatto prima ve lo dico adesso) e i Pigri si sposteranno, in un luogo più adatto, che più sembra già apprezzarli. Dove? Di fianco, due vetrine più in là, e così non ci sarà stacco, in un posto più grande dove poter continuare a fare le cose che piacciono loro come piacciono a loro potendo contare solo su più spazio per gli amici che continueranno ad andarli a trovare. Intanto, però, i Pigri originali restano aperti e ci aspettano tutti i giorni, esclusa la domenica, dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 17,00 alle 21,00.

Stefano Righini

Stefano Righini
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