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Ditemi che non capita solo a me. 
Sono solo io che ogni inizio settembre/gennaio mi faccio prendere dalla “smania da evento culturale” e comincio a spulciare libretti, programmi ed eventi sui social?

Una volta passato in rassegna un settore – per esempio, le proposte di tutti i teatri della città – mi trasformo nel ragionier Filini e comincio a scartabellare offerte, campagne abbonamento e riduzioni varie. Inizia poi la seconda scrematura: gli eventi veramente interessanti sono subito segnati in agenda e quelli imperdibili vengono acquistati seduta stante.

Terminato il primo settore, attacco con il secondo – per esempio, la stagione dell’opera – e via dicendo. 

Proseguo applicando un metodo preciso, ormai affinato negli anni che mi porta ad essere, ad ogni inizio stagione, una stalker per gli amici che, ovviamente, tento di trascinare con me.

Completata la rassegna degli spettacoli con biglietto, comincio a dare un’occhiata ai festival, alle rassegne culturali e agli eventi singoli proposti in città. E poi, ormai completamente preda di una febbrile bulimia da evento, passo in rassegna le proposte nelle città limitrofe o facilmente raggiungibili.

Ora, mi chiedo, succede solo a me? O è forse colpa di Bologna e della sua frenetica e inesauribile offerta culturale? A volte penso che se mai dovessi tornare nella mia città d’origine, nel profondo Veneto, potrei impazzire per l’assenza di proposte adeguate alle mie attuali abitudini.

Vi prego, ditemi che non capita solo a me!

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