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Galeotto fu l’all you can eat

Cari Guardamondo,

Se vi chiedessi di dirmi una cosa che secondo voi può tutto, voi che cosa rispondereste? Senza addentrarci nell’argomento religioso e rischiare così di aprire uno di quei dibattiti in cui non vorresti mai trovarti, io direi sicuramente il cibo.

Se ci pensate, il cibo può tutto. Può fare cose incredibili come trasformare Joe Bastianich nell’ultimo vero intenditore di tortellini o far imparare alla nonna che “finger food” non é il nome di uno studio di podologi. Il cibo riesce anche laddove la geopolitica ha sempre fallito. Peggio della rivalità tra due donne che indossano lo stesso vestito alla medesima festa o dell’eterna lotta tra Mc Donald’s e Burger King, c’è una cosa soltanto: la rivalità tra Cina e Giappone.

Ma il cibo, più abile di qualsiasi negoziatore e più forte di tutte le armate Unne, può tutto e riesce nell’impossibile riunendo Cina e Giappone, in quella nuova diplomatica formula conosciuta come “all you can eat”.

L’idea di Cina e Giappone in quanto unica entità infatti, esiste solamente al ristorante, dove il riso alla Cantonese e una porzione di sushi possono farsi l’occhiolino, addirittura toccarsi. La realtà è ben diversa ed esistono solamente, o quasi, frasi taglienti e minacce velate. Più che una storia d’amore e odio, la si potrebbe definire una storia d’amore di rancore, un po’ come quei cugini che non si sopportano e si fanno a vicenda dispetti, che poi ogni anno ritireranno fuori pretendendo che tutti riconoscano le ragioni dell’uno o dell’altro.

Le motivazioni alla base di questa neverending non–love story tra Cina e Giappone possono essere riassunte in due semplici punti.

Al primo posto, troviamo un dinamico e sanguinoso duo rappresentato dalle due guerre cino–giapponesi, vinte rispettivamente la prima dal Giappone, e la seconda dalla Cina. Se state anche solo pensando che “una vittoria per uno non fa male a nessuno”, beh, questo principio non si applica evidentemente alle guerre, in particolar modo a quelle che riguardano questi due stati.

Passiamo poi alla motivazione numero due, la dominazione sul Mar Cinese Orientale. Leggenda vuole che, se non si ha un motivo apparente per cui valga la pena litigare, basta prendere un territorio X, che possa interessare ai duellanti A e B, e cominciare a piagnucolarne la rispettiva proprietà fino a che altri soggetti, pari esattamente a tutte le restanti lettere dell’alfabeto, non accorreranno prendendo le parti dell’uno o dell’altro o, ancora peggio,cercando di mettere in pratica il vecchio detto “tra i due litiganti…”. Questo è esattamente quello che succede nella contesa delle Isole Senkaku, il cui equivalente nella realtà di tutti i giorni, può essere soltanto l’infame casella che nel gioco dell’oca ti obbliga ogni volta a ripassare dal via.

Come uscire da questa situazione? Immaginatevi di essere in un negozio e di incontrare quel tipo che proprio non vi piace e che, ovviamente, ha puntato lo stesso zaino che piace a voi. La situazione si fa tesa, iniziate a litigare perché voi non potete decisamente avere lo stesso zaino, non siete mica amici! All’improvviso venite interrotti da qualcuno, è quel ragazzo della 3A, quello che tutti trovano fico, ma che a voi sembra tanto un Pallone gonfiato. Vi guarda con aria di superiorità e poi se ne va con il vostro zaino, proprio quello per cui state litigando.  Che fate? Lo ignorate,ammettete che stavate litigando per una cavolata, comprate lo zaino e vi andate a mangiare un gelato riappacificatore, oppure decidete di allearvi contro un nemico più grande e cattivo? Vada per la seconda.

Trump minaccia Cina e Giappone, motivi diversi che spaziano dall’economia alla difesa, ma un solo risultato: far riavvicinare gli eterni rivali che, oggi più che mai, sembrano intenzionati a seppellire l’ascia di guerra e concentrarsi su un obiettivo comune.

Cari Guardamondo che cosa abbiamo imparato? Vi ricordate il detto “tieniti stretti i nemici, ancora più degli amici”? Vi siete mai chiesti perché? Il punto non è solo tenerli d’occhio, i vostri nemici vi hanno studiato, sono probabilmente quelli che vi conoscono meglio al mondo e proprio per questo, al momento giusto potrebbero rivelarsi I migliori alleati possibili e Cina e Giappone, sembrano averlo finalmente capito.

Anche oggi con Guardamondo è tutto, ci rileggiamo la prossima settimana.

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