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Gester: per un buon cocktail in piena zona universitaria

Tutto si può dire, e pensare ovvio, dell’utopia libertaria che ha visto, e vede da un paio d’anni, Piazza Verdi, più che altro le stradine e le piazzette a lei adiacenti (Guasto e Respighi) invase pacificamente  e festosamente  da una miriade di container riadattati a colorati chiringuitos. Certo, la qualità delle proposte è quella che è, e a lungo si potrebbe disquisire sulle modalità e i motivi (quelli veri) che portarono, era l’alba dell’estate scorsa, a dare il la (siamo o non siamo proprio affianco al tempio della musica così ritenuta seria?) ad un’esperienza a lungo osteggiata dagli osti e dai gestori limitrofi che, oggettivamente, si sono visti affiancare da una pletora di concorrenze privilegiate ed incentivate, attività libere e belle da tutti i paletti, pastoie, gabelle e quant’altro che invece, per i residenziali, costituiscono la norma. Ma non è questo il momento, la sede, il luogo e non è nemmeno opportuno parlarne; anche perché al secondo anno di vita, l’esperienza ha preso una sua direzione ben precisa che punta più sulla trasparenza e la collaborazione rispetto al tempo passato quando al celato deus ex machina dell’operazione tutto fu concesso. Ma tralasciando l’abitudine retriva della recriminazione, la zona, davvero, qualcosa se non molto ha guadagnato: visibilità e vivibilità, innanzi tutto. E poi luci, colori, musica (altra rispetto a quella nobile ma un po’ ingessata dello stentoreo vicino) e risate. E gente, gente normale, non quella che, fino a davvero poco tempo fa, si era soliti schivare passeggiando sotto il grande ginko-biloba che ombreggia i tavolini e la nuova socialità nella zona. Passando a quello che più ci preme, la possibilità di tirar tardi in piacevole compagnia, zigzagando tra le innumeri proposte più o meno simili come qualità e gusto che non sentiamo certo di sconsigliare, ci fermeremmo però volentieri al “Gester” che non si trova nella fin troppo affollata piazzetta (indubbiamente affascinante con tutte le luci appese tra i rami del grande ginko che la fanno somigliare ad una qualche petite place di un qualsiasi villaggio provenzale) ma nella più discosta, e per certi versi tranquilla, via DelGuasto. Che, è vero, sarà stretta e molto meno glamour, ma, almeno per quello che riguarda il nostro “Gester” offre un plus di gran fascino: il piccolo ma curato dehors situato sotto la parte terminale del portico del Comunale. Una volta comodamente sistemati, si potranno gustare le poche ma gustose proposte che variano dagli arrosticini alle bruschette e dalle patate alle costine al forno BBQ offerte in diverse combinazioni di menu. Una scelta impegnativa, forse, in quanto a calorie e calore per queste serate d’estate (a proposito,  il GuastoVillage, che quest’anno riunisce le vie Respighi, Righi e Guasto, resterà aperto fino alla metà di ottobre salvo nuove ordinanze che ne allunghino le date), ma il tutto potrà essere rinfrescato dalle proposte di Fabio Brunetti (l’abbiamo già conosciuto per averne parlato ai tempi del “CaffèDelleErbe”) che, cresciuto molto professionalmente, saprà proporre ad ognuno il drink che più potrà essergli congeniale. Le preparazioni sono quelle classiche (si passa dall’Hugo con lo sciroppo di sambuco al Mojito, dal Margarita alla Caipirinha, dal PunchCubano alla PiñaColada), ma il consiglio è quello di farsi guidare in un percorso tra i gin ricercati che stanno alla base dei rinfrescanti gintonic ideati dallo stesso Fabio: il PrimoSale con gin Lane 1751, aromatizzato con rosmarino e lime oppure lo Spicy con gin Collesi, zenzero, cetriolo e lime, il Victorian che al solito gin Lane 1751 unisce l’uva e la radice di liquirizia ed infine l’EdgertonPeach con gin Edgerton, salvia, pesca e limone. Tutti ottime alternative al bere comune e, soprattutto, dal gusto davvero estivo. Detto che gli orari di apertura vanno dalle 16,30 circa all’1 tutte le sere, domenica compresa, non resta che augurare a tutti un buon TirarTardi

Stefano Righini

 

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