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Gli eroi della segreteria organizzativa

Capitolo sesto – Dove si racconta si un tamburo maori, di una lite tra parenti e un flacone di Malox

Avete pagato il biglietto del museo, siete entrati e state leggendo la grafica di una mostra che vi illustra cosa andrete a vedere, spiegandolo con parole chiare e semplici. Infine approdate alle opere con la consapevolezza di essere guidati alla scoperta di cose interessanti. Tutto è allestito con cura, le luci puntate sulle opere , i colori delle pareti orchestrati in maniera armonica e le didascalie leggibili.

Se avete partecipato all’inaugurazione avete visto sul palco oppure in prima fila, il direttore del museo assieme al politico di turno e, in un angolo con le occhiaie mascherate da un chilo di correttore o con un filo di barba mal rasata loro…. quelli della segreteria organizzativa.

Organizzare una mostra è un toboga infernale, una corsa ad ostacoli dove gli ostacoli non sono fermi ma si muovono. Chi fa parte della segreteria organizzativa di una mostra deve avere i nervi saldi, un valido sistema nervoso, tanta pazienza e un’ottima assicurazione.

Se gli artisti sono ancora in vita il problema si amplifica perché non c’è nessuno più autoreferenziale, narcisista ed egocentrico di un artista. C’è chi vuole che i suoi dipinti siano i primi della mostra, che il suo nome sia scritto in caratteri eleganti e tutto maiuscolo; se poi costui realizza una performance per la quale ha bisogno di un tamburo maori, di un osso di balena calva, di una vernice color indaco né troppo scuro né troppo chiaro…indovinate chi deve procurare tutto ciò? Esatto, la segreteria organizzativa.

Per cui semmai vi capitasse cercate di organizzare mostre di artisti defunti da tempo però molto, molto tempo, che so’ Jacopino di Tino della Porcellaia, pittore senese del Trecento.

Mi raccomando, l’artista dev’essere passato a miglior vita da secoli, altrimenti incapperete in quanto di peggio vi possa capitare: i parenti dell’artista.

Costoro statisticamente novanta volte su cento, ingaggiano tra di loro battaglie legali che hanno la durata della guerra dei Cent’anni e lo stesso identico intreccio in cui è difficile trovare un filo logico.

Naturalmente voi siete nel bel mezzo di tutto ciò e dovete governarlo fino a portare a termine il lavoro: farvi prestare i dipinti dall’uno e dall’altro senza farli mai incontrare. Sorelle contro sorelle, nipoti contro zii, amanti contro mogli ufficiali… tutto è possibile e a voi altro non resta che sfoderare la diplomazia di un Tayllerand, la sopportazione di Giobbe e comperare un litro di Malox.

Da che cosa si riconosce un membro della segreteria di mostra? Dal sorriso tirato come quello del Papa quando ha incontrato Trump e se osservate la mano destra vedrete le dita anchilosate di chi ha stretto per mesi la cornetta del telefono.

Quando entrate ad una mostra pensate al gruppo di lavoro della segreteria organizzativa e fatelo con affetto, ne hanno bisogno.

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Vademecum di sopravvivenza per storici dell’arte ovvero racconti semiseri di vita in un museo quando si è dall’altra parte della biglietteria