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Grammenos Mastrojeni e il Green New Deal Italiano

Leggendo l’articolo di Grammenos Mastrojeni, apparso su Changes Unipol, sul Green New Deal Italiano*, ho pensato: allora ci sono delle serie speranze!

Sono assolutamente d’accordo con l’autore, questa è l’unica idea di paese e di società che può ricostruire il futuro per i nostri figli e sono convinto che, l’America del dopo Trump, avrà un nuovo presidente, frutto di una nuova classe dirigente, formata in questo nuovo humus politico prodotto dal “Green New Deal”, humus che si vive nelle grandi università del paese, vero motore dell’innovazione e della propulsione della società americana.

E in Italia? Come padre, partendo dalle cose negative, constato con enorme preoccupazione, la grande arretratezza dei nostri politici; non mi soffermo neanche su quelli che governano, non mi interessano e non mi rappresentano, ma analizzando i primi passi del nuovo PD di Zingaretti  mi risulta evidente che è già un partito vecchio sin dai primi vagiti; la prima uscita del suo leader sulla TAV, è stata drammatica, non tanto sul SI o sul NO all’opera, quanto per le motivazioni che ha palesato nell’esporre l’opinione del suo partito. Opinioni intrise di una vecchia retorica operaistica (qualcuno gli dovrà spiegare, prima o poi, che di operai non ce ne sono quasi più e in compenso ci sono milioni di nuovi poveri che la sinistra ha contribuito a produrre non riformando la propria idea di società). 

Articoli come questi, però, ci permettono di capire che anche nel nostro paese sia fondamentale cavalcare questa nuova visione di mondo che si basa sull’equilibrio fra natura e uomo e conseguentemente fra uomo e uomo. Visione questa, che si è ravvivata, negli ultimi anni, grazie all’enciclica LAUDATE SI di Papa Francesco. Duecentoventi paginette che dovrebbero essere insegnate all’interno di tutte le scuole di ogni ordine e grado, proprio perché sono le pagine più rivoluzionarie, più visionarie e più educative che sono state scritte in questo nuovo millennio; se penso poi al mio pragmatico agnosticismo di base, non vorrei trovarmi a percorrere la via di damasco del Paolo di Tarso evangelizzatore dei gentili.

E nella politica italiana? Anche qui ci sono dei segnali forti e positivi: il primo è sicuramente la nascita di questo movimento trasversale ABC (Alleanza Bene Comune) proprio co-fondata dall’autore del nostro articolo, Grammenos Mastrojeni. Questo è un movimento orizzontale, fuori da logiche partitiche, ma che vuole promuovere all’interno dei partiti stessi e di tutta la società, la cultura della sostenibilità e dell’emergenza ambientale, fino al punto di diventare un vero e proprio controllore ed esaminatore di tutte le forze politiche e sociali sui temi della sostenibilità ambientale, realizzando  vere e proprie graduatorie sulla qualità dell’azione socio-politica delle varie organizzazioni.

Il secondo segnale è la nascita di una nuova forza politica: Italia in Comune, un vero e proprio partito che ha, nella propria carta dei valori costituenti, il concetto di Sostenibilità Ambientale Locale e Nazionale sposato al concetto di Sviluppo Economico Qualitativo, come motore della propria azione politica. Partito che non ha avuto tentennamenti a sviluppare un’alleanza elettorale per le europee con quei verdi tedeschi, che reduci da importanti successi elettorali, sono al governo nei più ricchi Land dello stato Federale e che stanno dimostrando a tutta Europa che esiste una terza via allo Sviluppo Avido di un capitalismo finanziario autodistruttivo.

Mentre scrivevo queste poche righe di commento all’articolo, è successo un mezzo miracolo, mi ha sfiorato l’idea di essere diventato fiducioso, aperto al futuro, ottimista…che stia diventando un verde-credente?  

L’Opinionista del Cortile

* http://changes.unipol.it/environment/Pagine/green-new-deal.aspx

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