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Nemo propheta in patria, a volte è davvero vero.

Prendi“Gusto piano”di via Fratelli Rosselli 10, ad esempio. è giusto dietro casa mia, cento metri nemmeno dal MAMbo, il Museo d’Arte Moderna di Bologna di via Don Minzoni che sorge sulle ceneri virtuali dell’antico forno del pane (la struttura creata nel 1917 per volontà del sindaco Zanardi, ricordato anche come il sindaco del pane, per cercare di sopperire al fabbisogno alimentare delle fasce economicamente più deboli della popolazione bolognese che al suo interno ospitava dieci forni a vapore di 12 metri quadri ciascuno che rifornivano gli spacci comunali ove la merce veniva venduta a prezzi agevolati) e che nel corso degli anni, vista esaurita la propria funzione primigenia, ha ospitato via via realtà sempre diverse (nel 1930, per iniziativa del podestà Arpinati, venne ristrutturato per permettere la produzione anche di vino, ghiaccio e salumi ed ingrandito tanto che al suo interno trovarono spazio 35 spacci di generi alimentari, macellerie, calzolerie, magazzini vari; dopo la guerra, l’edificio, fu sede dell’Ente autonomo dei Consumi ed in seguito, dalla fine degli anni ’50, di scuole medie, delle officine dell’Istituto Professionale Fioravanti e, successivamente ancora, del magazzino dei servizi cimiteriali del comune, di una palestra di boxe e lotta greco-romana, del RossBros, il Centro Giovanile Fratelli Rosselli, con la sala di posa professionale per i corsi di fotografia ed il teatrino che tenne a battesimo il Teatrino Clandestino di Pietro Babina e Fiorenza Menni, della Sala Prove del Teatro Comunale, di un centro di accoglienza e tanto altro).

Una zona, come si evince, vivace, viva, propositiva, e che mi vide, ci vide me egli altri allora ragazzi del RossBros, protagonisti di una breve ma intensa e vibrante stagione ancor prima dell’arrivo del MAMbo, della sua bella e frequentata cafeteria, l’Ex-Forno, e del contiguo complesso della manifattura delle Arti che hanno reso il distretto uno dei più interessanti e frequentati di tutta la città.

Ed è proprio e solo perché, come spesso accade, si è portati a snobbare ciò che si ha a portata di mano per preferire, anche se ingiustificatamente alle volte, altro più difficile da raggiungere, che finora (a mia discolpa il fatto che è aperto solo dal 2015) mi era sfuggito questo piccolo ma elegante, discreto ed accogliente “Gusto piano”.

Dentro il quale due giovani, entusiasti e competenti fratelli, Raffaele e Stefano, accolgono e coccolano (già basterebbe ad ottenere un bonus importante il sottofondo musicale suadente e mai invadente) la loro eterogenea clientela (frequentatori del vicino museo, studenti, professionisti ed impiegati in pausa pranzo, gourmet in cerca di eccellenze) proponendo una cucina veloce ma ricercata caratterizzata da un accattivante impatto estetico e da un gusto che non è certo piano ma anzi sa raggiungere vette inaspettate.

Merito,soprattutto, della continua e capillare ricerca di materie prime eccellenti e non banali, una ricerca che nasce in quello scrigno di tesori di sapori e profumi che è il centro Italia (Emilia naturalmente e poi Umbria, Toscana e, soprattutto, Abruzzo e Molise) prodigo anche di vini (in realtà “Gusto piano”non è un vero ristorante quanto, piuttosto, una cantina con cucina) a volte poco conosciuti ma mai banali (tra i tanti, imperdibile per me che amo le bolle, il rosè brut metodo classico dell’azienda Scacciadiavoli di Montefalco in provincia di Perugia).

Oltre ai classici taglieri (attenzione però: formaggi e salumi provengono, come detto, da piccole realtà, caseifici e salumieri di nicchia) si potranno, ad esempio, assaggiare seguendo la stagionalità delle materie prime le friselle molisane o la zuppa di cicerchie, lo spezzatino di cinghiale o la vellutata di fagiolina del Trasimeno, la tartare di Chianina con scaglie di tartufo molisano o il fiadone con erbe e stracciata di Agnone e, tra i dolci, i mostaccioli sempre di Agnone o i veri babà al rum. Di che sbizzarrirsi, come si vede, rimanendo comunque sempre appagati e togliendosi curiosità, culinarie, difficilmente soddisfabili altrove.

Per questo, una golosità soddisfatta e compiaciuta, ci piace consigliare “Gusto piano”ai tiratardi che ci seguono non senza ricordare che il locale è aperto per pranzo (indicativamente fino alle 15,00) e per aperitivo e cena (dalle 18,00 alle 23,30) tutti i giorni tranne la domenica e il lunedì sera.

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