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Horcynus Orca

Pietro Marcolin, faceva parte del Gruppo di Lettura (GdL) della bilbioteca Borges di Bologna. Con loro condivideva la passione per la lettura e quella per il confronto. E con loro ha dialogato, via mail, fino a sabato scorso. Questo è il commosso e commovente ricordo di Pietro scritto da una delle componenti del GdL.

Non ci sarò perché parto. Ma ti manderò il mio commento su Missiroli e leggerò ciò che riporterà Stefano”.

Era cominciato così lo scambio di interventi in punta di fioretto con Pietro, a cui piaceva immaginarmi rosicchiare il cappuccio della bic, intenta a rispondere. E allora torno alla bic stasera. Non la Cristal doppia punta fine che Orlando Pezzoli aveva chiesto di usare per rendere decifrabile la mia grafia da elettrocardiogramma. Questa è una biro normale, che fatica a lasciare scorrere l’inchiostro sul foglio già riempito di pensieri. La mail al gruppo di lettura è di sabato. Oggi sulla mia di Libero ho trovato e letto quella di venerdì, ed è stato surreale. Tra noi una condivisione intensa in poco tempo, uscendo quasi subito allo scoperto:

-Sei disposto a sperimentare letture diverse dai tuoi gusti? -Certo che lo sono…Ma tu perché me lo hai chiesto? E conversazioni prima, dopo, nei passaggi in biblioteca, perché non bastava l’appuntamento mensile del gruppo. Ci spingeva l’interesse per la scrittura nelle sue varie forme: il foglio Bar Margherita, il Tiro, il blog del Magazine, le mail (se scrivi, quando vuoi: io ci sono, mi hai detto), e la lettura nei suoi vari generi. E i confronti sulle scelte dei titoli e le sue preferenze: –Lo voglio leggere. Ho deciso. Ho tutta l’estate per farlo. Parto solo con quello -Niente libri che tornano a casa?

L’allusione era alla sua modalità di lettura estiva. I libri che durante l’anno accumulava, scelti o consigliati, li portava in Grecia. Gli altri diventavano libri “che tornano a casa”.

Non questa volta. Questa volta a partire con Pietro è stata “Horcynus Orca”.

Una lettura ponderosa, milletrecento pagine che D’Arrigo ha impiegato venti anni a scrivere. Un romanzo ambientato nella Sicilia all’alba dell’otto settembre, a metà tra lo storia e il mito sul mare e il marinaio. E “Horcynus Orca”. Che per il destino che si fa beffe della vita ricamando coincidenze, nel romanzo simboleggia proprio la svolta più drammatica, fondendo il presentimento della morte e il sentimento della vita. Un romanzo di cui Pietro conosceva il contenuto, e di cui prima di partire mi aveva parlato come di una sfida: “Bisogna vedere se ritorna a casa” aveva detto. Perché tutto ciò sembra chiudersi in una allegoria assurda?

Non vuole saperne di seguire queste traiettorie la bic che sto usando. Trattiene l’inchiostro e la tristezza resta dentro, tra le righe nere irregolari e dense sulla carta. Allora riporto sul foglio elettronico le parole di Pietro cariche di affetto: “Un po’di sana, vivace, costruttiva polemica! Un confronto di idee e di opinioni contro l’omologazione piatta a cui ci stiamo abituando contro la becera discussione in cui nessuno ascolta l’altro. Mi vedo Silvana che, mordicchiando la punta della bic, pensa alla frase da scrivere. Sì, lo so, usa la tastiera ma a me piace immaginarla così. Il potere della fantasia, che si scatena ad esempio quando sono stimolato da una buona lettura. Cosa che non è capitata nel Senso dell’elefante. Ma questo vale per me. Quando sarà letto il commento di Sonia, oggi pomeriggio sarà evidente la nostra diversa percezione. (…) Per cui ben venga anche la lettura di Missiroli, serve a conoscere lui ed altre realtà, serve, quando succede, a condividere la scoperta di una piccola “gemma” sconosciuta, un libro di un autore non premiato ma meritevole di attenzioni. E condividere è la parola giusta per il nostro gruppo.

a testimonianza che il bello è la discussione e in attesa di spedire la mia risposta alla tua lettera, ti invio l’intervento che Sonia avrebbe voluto fare.

Leggilo tu per cortesia, domani.

Saluti a te da Tino. Con affetto, Pietro”

Silvana R. del GdL

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