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Il campagnolo che stupì il mondo con i tori più potenti e veloci di sempre

Ferruccio Lamborghini, il creatore delle supercar sportive più affascinanti e desiderate, era uomo di solide radici agricole. Il suo cognome figura nell’elenco delle famiglie della Antica Partecipanza Agraria di Cento (dove peraltro e’ registrato anche quello dei Rabboni), sorta intorno all’XI secolo per bonificare i terreni di proprietà del Vescovo di Bologna, che li concesse in enfiteusi ai soli abitanti di Cento, con due precise clausole: quella di migliorare i terreni e quella di risiedervi stabilmente. Ferruccio Lamborghini, nato nel 1916, invece, appena gli fu possibile, lascio’ la terra natale per inseguire il sogno motoristico. Un sogno che realizzo’ come nessun’altro al mondo, ispirandosi costantemente all’iniziale imprinting agricolo. Nel 1946 dopo alcuni anni di esperienza nella motoristica militare mosse i primi passi imprenditoriali acquistando veicoli militari in disuso per trasformarli e rivenderli come macchine agricole.

Dopo 2 anni, nel 1948, fondo’ la Lamborghini Trattori scegliendo come logo aziendale il Toro, suo personale segno zodiacale e nello stesso tempo animale agricolo che, più di altri, trasmette forza, caparbietà e prorompente potenza sessuale. Negli anni cinquanta e sessanta e’ uno dei più importanti costruttori italiani di macchine agricole. Nel 1963 esordisce nelle auto sportive di lusso e nel 1966 stupisce il mondo con la fantastica Miura. Anche in questo caso l’origine agricola si rivela determinante. La leggenda vuole che tutto abbia inizio da una lite con Enzo Ferrari a cui Lamborghini rimproverava alcuni presunti difetti delle Rosse di Maranello. Il Drake chiuse bruscamente la discussione sentenziando: “La macchina va benissimo. Il problema è che tu sei capace a guidare i trattori e non le Ferrari”. Lamborghini non la prese bene. Nacque così la Lamborghini Auto per dimostrare che anche “chi guida i trattori” può, se assistito dal genio, criticare e, soprattutto, realizzare macchine da sogno, come e meglio di altri. E per rimarcarlo decise che ogni modello della “Lambo” avrebbe avuto il nome delle razze taurine più prestigiose: Miura, Islero, Marzal, Jarama, Jalpa, Urraco, Diablo. Nel 1972, dopo avere ceduto tutte le attività industriali, chiuse il cerchio agricolo iniziato nelle campagne di Cento, reinventandosi vitivinicoltore in Umbria. Produsse per diversi anni un ottimo rosso denominato Colli del Trasimeno ma conosciuto da tutti come Sangue di Miura.

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