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Il carro rotto di Teresa. Forse

Theresa Maybe’s broken car

Io, quando sono venuto via da li’, pensavo di lasciarmi alle spalle l’approsimazione e la mediocrita’ della classe politica. Questo credevo, tra le altre cose, quando arrivai a Londra, 6 anni fa. Pensavo che quello fosse un difetto tutto italiano, ecco. E invece no. Ero convinto che gli Inglesi fossero preparati, competenti, organizzati. Voglio dire, pensavo che anche quelli di destra, seppure con una idea della societa’ opposta alla mia, fossero comunque statisti capaci. Churchill, Thatcher, Blair sono stati leaders che hanno promosso politiche di destra, ma erano persone che avevano chiaro cosa volessere per il loro Paese e come ottenerlo.

Mi dispiace disilludere i miei amici italiani, Theresa May(be) vincera’ le lezioni di Giovedi’ prossimo. Lo so, i sondaggi dicono che il Labour sta recuperando. E’vero, e’ a pochi punti percentuali oramai, ma non basteranno. Io piu’ che dei sondaggi mi fido dei bookmakers. In Inghilterra si scommette su tutto. E i bookmakers pagano molto di piu’ un’eventuale vittoria di Corbyn che una di Theresa May. Quindi vinceranno i conservatori. Vi spiego anche perche’. Nel 2015 l’Ukip prese il 12.8% dei voti. Voti spalmati nazionalmente, dispersi tra tutti i collegi elettorali. Inutili per eleggere un loro rappresentante. Oggi l’Ukip ha fatto un patto di desistenza con i conservatori. L’obiettivo del partito era la Brexit, se hard, pure meglio. Dopo il referendum questi estremisti antieuropeisti si sentono garantiti dai Tories di Theresa May. Nei tanti collegi in cui nel 2015 i Labouristi vinsero con uno scarto di voti relativo sui conservatori questa volta l’Ukip non presenta suoi candidati. Voteranno per il “Nasty Party” e il gioco e’ fatto.

In tutto questo c’e’ un punto debole. Si chiama Theresa May. Ha convocato le elezioni anticipate perche’ i sondaggi accreditavano i Tories di un vantaggio percentuale di oltre venti punti percentuali sui labouristi. Questo un mese e mezzo fa. Tutti parlavano di “landslide”, di una valanga di consensi per i conservatori.Dopo mesi di schermaglie con la Uk da una parte e Bruxelles dall’altra molti Inglesi vedevano nella May il difensore degli interessi patriottici. A prescindere dalla loro appartenenza politica, in un duello tra il loro Primo Ministro e Juncker, gli Inglesi ancora afflitti da un patriottismo d’altri tempi non avrebbero dubbi a mettersi dietro il loro rappresentante. E se questa e’ Theresa May, allora tutti a sostenere Theresa May. Ma una volta che il confronto si e’ spostato su questioni interne, il nemico non era piu forestiero, la musica e’ cambiata. E Theresa May balla male, molto, molto male. Era convinta che sarebbe uscita molto rafforzata dalle elezioni. Lei, che e’ diventata Primo Ministro senza passare dalle elezioni, pensava che la preannunciata “landslide” di voti ne avrebbe ingigantito la statura di statista agli occhi della EU e del suo paese. E che l’avrebbe anche rafforzata all’interno del suo partito e del suo governo, dove soffre la presenza di ingombranti Brexiteers della prima ora. Boris Johnson si aspettava di fare lui il Primo Ministro dopo il referendum. Una forta affermazione elettorale dei conservatori guidati dalla May avrebbe messo una pietra definitiva sopra le sue ambizioni, questo sperava Theresa. Adesso lui e’ li che aspetta, sornione. Se i conservatori dovessero dopo avere lasciato per strada tre quarti dei consensi di cui sembravano godere solo 50 giorni addietro, potrebbe scattare la resa dei conti. Gia’ i bookmakers accettano scommesse su quando Johnson potrebbe diventare Primo Ministro. Se entro il primo luglio o dopo.

La pubblicazione del manifesto elettorale e’ stato il punto di svolta per i conservaotri. Una riforma che riguarda il welfare degli anziani non autosufficienti che pagherebbero allo stato le cure rimettendoci la casa, e’ stata la goccia. Hanno lavorato una vita, e la casa vogliono lasciarla ai figli. Questa idea e’ stata accolta malissimo dall’elettorato tradizionale e la May si e’ rimangiata la proposta e’ stata due giorni dopo. Oppure stop ai pasti per i bambini a scuola. Questa le e’ costato il sostegno delle donne con figli piccoli, dicono gli analisti. Tutto accompagnato dall’accusa di pavidita’ per via che rifiuta qualunque confronto pubblico con gli altri candidati. Ha atteggiamenti robotici, un’incapacita’ di stabilire qualunque connessione umana ed emotiva con gli elettori in carne e ossa. Una vuotezza politica allarmante. Risponde sempre e solo per slogans. Quando le si chiede qualcosa in piu’, per esempio su quale siano i punti programmatici principalo per la Brexit, lei risponde “abbiate fede in me”. E vabbe’ che sei figlia di un prete, ma uno la fede ce l’ha in Dio, quindi vola basso e rispondi, cazzo! Niente da fare. La May finche’ era conosciuta solo per cio’ che ne raccontavano i giornali popolari tipo il Daily Mail, era l’eroina che guida le truppe britanniche contro i burocrati di Bruxelles, era la nuova Thatcher. Addirittura un’icona della moda femminile, e ho detto tutto. Da quando ha cominciato ad incontrare le persone dal vivo si e’ rivelata per quel che e’: disastrosa e incompetente. In piu’ e’ e’ simpatica come una merda sotto la scarpa. Il suo slogan iniziale era “per una leadership strong and stable” ne esce una leadership “weak and wobbly”. Sara’ la perdente che guidera’ il carro ammaccato dei vincitori.

Nel frattempo il povero Corbyn per due anni e’ stato attaccato da meta’ dei parlamentari del suo partito. Tutti figli o nipoti di Blair. Lo giudicavano inadeguato al ruolo di Primo Ministro, eppure ne ha azzeccato due o tre che lo hanno fatto crescere nei sondaggi fino a spaventare i conservatori. Via le tasse universitarie, novemila pound all’anno; piu’ soldi alla sanita’ pubblica; una nuova politica pensionistica; basta tagli ale spese sociali, piu’ tasse ai ricchi. Certo e’ un leader d’altri tempi, piace ai giovani. E’ un uomo onesto e fa simpatia. Ha persino un gatto socialista. Si chiama El Gato e dice che divide il suo cibo con un paio di gatti randagi del vicinato. Prendera’ anche i voti degli animalisti. Tuttavia perdera’ anche per il vestito che gli hanno cucito addosso i nipotini di Blair. Nel frattempo il futuro leader labourista e secondo me futuro Primo Ministro, Sadiq Khan, oggi sindaco di Londra si prepara. La sua ora arrivera’.

Cio’ che resta e’ la sensazione che questo paese per ora sia in mano a una classe politica mediocre. Come quella del paese da cui sono scappato.

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