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Il collezionista di bambole

“… il mio avvocato dice che sarò certamente assolto dall’accusa di omicidio di secondo grado perché l’accusa non può chiedere che il processo si svolga in un altro tribunale << ciò significherebbe che il processo potrebbe svolgersi in città con un’alta concentrazione di cittadini neri o ispanici, come Trenton o NewBruswick o Newark. A Glassboro sei un eroe >>…

... Zio T. mi ha detto: la guerra che distruggerà questo paese è una guerra razziale. Non è riconosciuta dal Governo, colluso con gli immigrati e i negri che votano per lo stato assistenziale …”

“Soldato”, è uno dei racconti de “IL COLLEZIONISTA DI BAMBOLE” di Joyce Carroll Oates, probabilmente la più grande scrittrice (ma non solo) statunitense (ma non solo) vivente. Che non ha mai vinto, e mai vincerà (questione di politiche pastette editoriali), il Nobel, specie adesso che il Nobel per la letteratura nemmeno si sa se sarà assegnato.

Ma tutti noi possiamo leggerla, possiamo comprare, leggere, suggerire e custodire gelosamente uno qualunque dei suoi molti libri (su tutti la tetralogia che compone la cosiddetta Epopea Americana: “Il giardino delle delizie”, “I ricchi”, “Loro”, “Il paese delle meraviglie”).

E vivere meglio dopo averla letta.

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