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Il desiderio di lottare per la libertà

Foto: Mustafa Hassona / Anadolu

“Gaza è salda e non si inginocchia”, questa la parola d’ordine del 31° venerdì di protesta che sta coinvolgendo migliaia di persone nella Striscia di Gaza. In questi giorni il simbolo di questa lotta è rappresentato dalla foto che ritrae un ragazzo, A’ed Abu Amro, durante gli scontri per il blocco navale israeliano. Uno scatto potente che lo ritrae a petto nudo con una fionda in una mano e la bandiera della Palestina dall’altra.

Una immagine diventata virale, tanto da essere paragonata al celebre quadro di Eugène Delacroix “La libertà che guida il popolo”, simbolo della Rivoluzione Francese. 

A’ed Abu Amro, 20 anni, è uno dei quasi due milioni di persone che sono intrappolati a Gaza, impossibilitati a partire. Dal 30 marzo il confine con Israele è stato teatro di una mobilitazione diffusa contro il blocco imposto per più di dieci anni sulla Striscia di Gaza.  In 31 venerdì di protesta sono stati fucilati più di 200 palestinesi.Un rapporto delle Nazioni Unite ha avvertito che il blocco di Israele farà diventare Gaza la terza zona più densamente popolata del mondo, “inabitabile” entro il 2020.

Intervistato da Al Jazeera, A’ed Abu Amro dichiara: “Per me questa bandiera è importante. Noi reclamiamo il nostro diritto di tornare nelle nostre terre, protestiamo per la nostra dignità e per la dignità della futura generazione”.

Il dipinto di Delacroix “La libertà che guida il popolo” (1830)
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