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Il dubbio è scomodo ma la certezza è ridicola

Il dubbio è scomodo ma la certezza è ridicola” – Voltarie

Ad osservare l’evoluzione degli scenari politici in queste ultime settimane si rischia il capogiro.La granitica certezza del governo Lega – M5S, si è infranta sulle profonde differenze dei contraenti il contratto del “Governo del Cambiamento”.

Solchi profondi riempiti dall’ego smisurato e dal protagonismo assoluto del leader del carroccio e dall’affanno di chi insegue annaspando, il capo politico dei grillini.

In questi mesi di governo, si è visto tutto e il contrario di tutto in salsa conservatrice. Politiche di estrema destra, condite da pennellate di assistenzialismo vecchia maniera, il tutto accompagnato dall’equilibrismo di un Premier buono per tutte le stagioni, che ha come primo iscritto del proprio funclub niente di meno che l’ultraconservatore D.Trump.

Il risultato, stando ai dati Istat, è un Paese fermo ed in stagnazione, che non cresce, isolato in Europa. Seppur nella difficoltà della condizione di opposizione, questi mesi sarebbero potuti essere “utili” alle forze progressiste.

Una lettura del voto del 4 marzo 2018, un’analisi approfondita del perché e da dove è arrivata la sconfitta dopo anni di governo di centro sinistra, le azioni volte a ricostruire un profilo identitario e culturale forte per allargare il proprio consenso. Metter insomma nel conto di svolgere una lunga e faticosa attraversata nel deserto, senza imboccare scorciatoie.

La ricostruzione in chiave moderna di una sinistra europea, popolare e di governo, capace di fare i conti con una società frammentata ed impaurita, con la mancanza di lavoro, con sempre più scarne garanzie, con l’esodo all’estero di fasce importanti di popolazione giovanile in cerca di nuove opportunità.

Una sinistra in grado di occuparsi degli ultimi, di chi non ce la fa, di chi ha bisogno, dell’impoverimento di strati sociali prima tutelati e oggi in grave difficoltà. Una sinistra impegnata a sostenere le imprese virtuose e innovative.
Insomma un salto di qualità, un passo deciso in avanti, un processo culturale al passo coi mutamenti sociali ed economici su scala mondiale.
Invece si sta imboccando un abbrivio, nel nome della “responsabilità” e delle esigenze economico/fiscali. 

Vengono saltati passaggi politici importanti alla velocità del tweet di turno di questo o di quel leader, oppure in base agli interessi dei singoli o ai destini personali.

Certo non v’è dubbio che impegnarsi nella ricostruzione, perché di questo si sta parlando, di una sinistra forte e radicata in questo Paese sia molto faticoso.

Tuttavia potrebbe essere più appassionante ed appagante nel medio lungo periodo che promuovere un governo incespicante, alla mercé di singole fazioni, pronte a “staccare la spina” all’occorrenza o in base al calcolo politico.
Vi è più di un dubbio che la strada intrapresa dai 5 stelle, dal PD e da Leu, possa sortire effetti risolutivi rispetto ai molteplici problemi che attraversano il nostro Paese.Così come permangono elevati i dubbi rispetto ad vero e proprio ridimensionamento della Lega, al di la dei primi sondaggi figli della crisi di governo.

Ci sembra giunto il momento di superare esperimenti in laboratorio, e provare ridefinire un proprio senso di marcia, impegnativo certo, lungo sicuramente, ma coerente con la propria storia.
Perchè la storia conta.

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