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Il Gran Giro dei laghi: Pavana, Suviana, Brasimone, Santa Maria

Agli albori del novecento, il secolo dell’elettricità, le valli appenniniche dell’alto Reno accolsero innumerevoli cantieri di costruzione di dighe, condotte forzate e centrali idroelettriche. L’elettrificazione delle case, delle manifatture, dei servizi, della ferrovia Porrettana e della nuova linea direttissima Bologna-Firenze, richiedevano in loco la disponibilità di quelle che oggi chiamiamo “fonti energetiche rinnovabili”. Nacquero così i quattro invasi artificiali idroelettrici che da circa un secolo caratterizzano, rendendolo unico, il paesaggio e l’habitat di questa parte di montagna. I laghi, oltre all’energia, hanno prodotto anche bellezza e biodiversità. Al punto  che nel 1995  l’intera area è stata classificata “Parco regionale protetto”. Ecco, dunque, un tour ideale per il cicloturista alla ricerca di buone sensazioni. Il Gran Giro del laghi parte da Porretta Terme, direzione Pavana, il luogo del cuore del “maestrone” Francesco Guccini, passato il quale si prende a sinistra la strada sovrastante il muro della omonima diga, per proseguire verso Poggiolino e Badi e poi scendere al Lago di  Suviana. 

L’invaso di Pavana, realizzato nel 1925 dalle Ferrovie dello Stato, raccoglie le acque del Limentra di Sambuca e, tramite una galleria sotterranea di 2,7 km, quelle del Reno. Un’altra galleria sotterranea lo collega alla centrale idroelettrica di riferimento del Lago di Suviana, anch’esso realizzato dalle Ferrovie dello Stato tra il 1928 e il 1932. 

La diga di Suviana, alimentata dal Limentra orientale, è alta 91 metri e forma l’invaso più grande della provincia di Bologna ed uno dei maggiori della regione. Il Lago è da molti decenni una apprezzata meta turistica: campeggi, ristoranti, punti ristoro, spiagge, scuola di vela, windsurf, park adventure, ecc. L’escursione prosegue verso il lago Brasimone. 


Si sale gradualmente verso il Passo dello Zanchetto (870 m.), spartiacque tra la valle del Limentra e quella del Brasimone, passando per gli antichi borghi di Bargi, Baigno e Barceda. Prima di Baigno, sulla destra, si può visitare Palazzo Comelli, raffinato esempio di architettura medioevale montanara alto borghese, e l’annesso Oratorio di Santa Maria in Porcole  ossia dei Porcelli, probabilmente a causa della antica presenza di allevamenti suini o di popolazioni di cinghiale. 

Il Lago Brasimone è posto a 840 m, quindi più in basso rispetto al Passo dello Zanchetto. Fu realizzato nel 1911 per alimentare  la sottostante centrale idroelettrica ferroviaria di Santa Maria. Successivamente fu collegato in  andata e ritorno con il Lago di Suviana per la produzione di energia elettrica nei momenti di massima domanda. Lungo il suo periplo si trovano ristoranti, alberghi, aree verdi attrezzate, aree picnic, area sosta per Camper, postazioni per la pesca, il Centro Visita e il Centro Ricerche dell’ENEA.

Infine si prende la strada che corre in discesa verso Castiglione dei Pepoli e il Lago Santa Maria. Purtroppo queste settimane  l’invaso è in secca per i periodici lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Buon segno se si fanno le manutenzioni. Bisognerà tornarci. 


Il luogo è  bello e un chiosco ospitale offre quel che può servire al giusto relax. A questo punto, prima di rimettersi sulla via del ritorno, è d’obbligo  una visita veloce allo splendido centro storico di Castiglione, già feudo, anzi città-stato (1462-1796) della arrembante famiglia bolognese dei Pepoli. 

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