|

Il Monte Cimone (2165 metri s.l.m) è la vetta modenese più alta dell’Appennino Settentrionale e della regione Emilia-Romagna. La sua cima, dal caratteristico skyline a pennacchio per via delle numerose  installazioni astronomiche, meteorologiche e militari presenti, è il punto geografico italiano da cui è possibile osservare la maggiore estensione di superfice terracquea: dall’arco alpino al mare Adriatico, al Tirreno, alla Corsica. La sommità ospita un centro meteorologico dell’aeronautica militare di primaria importanza che, oltre alle attività di istituto, controlla e misura sistematicamente ozono, anidride carbonica e metano presenti  nell’atmosfera della pianura padana. E’ inoltre la principale stazione sciistica della regione con oltre 50 km di piste collegate. 

Naturalmente è anche una meta ciclistica. Una meta straordinariamente bella, alta ed emozionante ma anche impegnativa, soprattutto per chi parte dalla valle del Reno. Ovviamente il ciclista è tale se non si spaventa davanti a un po’ di fatica. Quindi poche storie. Da Silla si sale verso Lizzano in Belvedere e Vidiciatico, da lì si prosegue per il Valico Masera e Fanano. Qui inizia la salita di 8,5 km per Sestola, dove, una volta arrivati, bisogna decidere tra due possibili strade per Pian del Falco: quella che passa a fianco dell’Hotel Miramonti o quella che parte davanti alla Caserma dell’Aeronautica. Io ho preso la seconda. Ombreggiata ma un tantino impegnativa. La prossima volta sceglierò la prima. 

Da Pian del Falco (1350 m. circa), tipico borgo alto appenninico con annesso comprensorio sciistico indicato per i principianti, si sale al Passo del Lupo (1550 m. circa). Qui c’è il cuore pulsante del turismo invernale e sciistico: funivie, hotel sulle piste, chalet dei maestri, noleggi, negozi, bar, scuole di sci. Una funivia lo collega con Pian Cavallaro, punto di partenza per escursioni sulla cima del monte. Nelle vicinanze si può visitare il giardino botanico alpino Esperia, oasi botanica di interesse nazionale. 

Un breve tratto di strada separa Passo del Lupo dal Lago della Ninfa che, oltre al bellissimo lago di origine tettonica, offre  piste per principianti, Snow Park, un Baby Park con gonfiabili per i più piccoli, un bar-rifugio, ecc. 

Qui inizia anche la parte finale della scalata al Monte Cimone, quella più emozionante. L’ultimo tratto di strada, poco più di quattro chilometri, è precluso al traffico veicolare da una sbarra abbassata e da un cartello che spiega che la strada è di uso militare. Pedoni e ciclisti possono però passare per i tornelli.

La salita è uno spettacolo. Davanti una vetta sempre più grande e ravvicinata; dietro valli sempre più lontane, profonde ed estese. Bellissimi fiori e qua e là anche qualche marmotta. 

Grandi folate di vento e finalmente l’arrivo ai piedi dell’osservatorio militare: 1850 metri sul livello del mare. Che dire? Sono soddisfazioni. 

Share Post